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SCIENZA

Hanno avvistato un mondo lavico con una caratteristica inaspettata

Secondo uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, la super-Terra TOI-561 b è un mondo lavico ma possiede una caratteristica insolita.

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Paesaggio spaziale con un pianeta che viene illuminato dalla sua stella 123RF

L’esplorazione dello spazio profondo non si ferma e continua a regalare grandi sorprese. Recentemente, l’attenzione degli esperti si è spostata su TOI-561 b, una super-Terra dalle caratteristiche estreme che sta riscrivendo i manuali sull’evoluzione dei mondi rocciosi. Situato in un sistema stellare antichissimo, TOI-561 b non è solo una distesa di lava incandescente, ma possiede una caratteristica inaspettata: un’atmosfera densa e persistente.

Il sistema TOI-561 e la sua super-Terra

L’antichissimo sistema stellare cui ci riferiamo è il sistema TOI-561, uno dei più antichi mai individuati nella nostra galassia (circa 10 miliardi di anni). I suoi tre pianeti – b, c, d – si sono formati in un’epoca in cui la Via Lattea era povera di elementi pesanti, eppure TOI-561 b mostra una densità sorprendentemente simile a quella terrestre.

Una delle particolarità di questo pianeta è la sua orbita. Si trova, infatti, talmente vicino alla sua stella, che compie un giro completo in appena 10,6 ore. Ciò dovrebbe renderlo un ammasso di roccia nuda e sterile, eppure ma i dati raccolti dal James Webb Space Telescope (JWST) raccontano una storia diversa.

Nonostante la super-Terra sia in rotazione sincrona (cioè rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella), le temperature rilevate non corrispondono ai modelli teorici: ci si aspetterebbe una temperatura di 2.700°C sul lato illuminato, ,a il JWST ha registrato “soltanto” 1.800°C.

Da qui la nuova scoperta, condivisa dal team di ricercatori in un articolo pubblicato su The Astrophysical Journal Letters: “I forti venti raffredderebbero il lato diurno trasportando il calore verso il lato notturno. Gas come il vapore acqueo assorbirebbero alcune lunghezze d’onda della luce infrarossa vicina emessa dalla superficie prima di risalire attraverso l’atmosfera. È anche possibile che ci siano nubi di silicato luminose che raffreddano l’atmosfera riflettendo la luce delle stelle”, spiega la dott.ssa Anjali Piette dell’Università di Birmingham. Vuol dire, in sostanza, che la discrepanza rilevata suggerisce la presenza di una coltre gassosa capace di ridistribuire il calore.

Un pianeta come una “palla di lava bagnata”

Le tempeste stellari e il calore estremo dovrebbero aver spazzato via ogni presenza di gas già milioni di anni fa. Ma allora perché TOI-561 b possiede ancora oggi questa atmosfera?

Lo studio suggerisce che l’atmosfera venga costantemente rigenerata da un ciclo geologico interno: “Questo pianeta deve essere molto, molto più ricco di sostanze volatili della Terra per spiegare le osservazioni. È davvero come una palla di lava bagnata”, spiega il dott. Tim Lichtenberg dell’Università di Groninga.

Questa “bolla” di gas è così profonda da aver tratto in inganno i ricercatori sulle reali dimensioni del pianeta. È probabile che TOI-561 b sembri più grande di quanto non sia in realtà proprio a causa dello spessore dell’atmosfera che blocca la luce stellare durante i transiti.

Ma perché questa scoperta è importante? “Le nostre osservazioni suggeriscono che sia circondato da una coltre di gas relativamente spessa, sconvolgendo l’opinione comune sui pianeti con periodo ultra-breve”, spiega Nicole Wallack della Carnegie Science. La presenza di un’atmosfera su un mondo tanto antico e ostile apre nuove possibilità per la ricerca di vita su altri esopianeti: se una super-Terra come TOI-561 b può conservare i propri gas addirittura per 10 miliardi di anni (a temperature di fusione della roccia), pianeti situati in zone più temperate potrebbero avere la medesima caratteristica.