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SICUREZZA INFORMATICA

L'automobile ti ascolta e ti ruba i dati: ecco cosa succede quando stai guidando

Una nuova indagine conferma i rischi legati alla privacy per chi utilizza le automobili moderne: i veicoli possono "spiare" gli utenti e condividere i dati

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auto connesse iStock

Le auto di nuova generazione sono in grado di raccogliere numerosi dati durante la guida e di condividerli con le aziende, anche a fini di marketing.

Una nuova indagine della Northeastern University di Boston, che ha utilizzato i veicoli di Consumer Reports e l’Auto Test Center nel Connecticut, ha confermato i rischi legati alla privacy degli utenti.

Molte automobili moderne possono “ascoltare” l’utente, tracciarlo e trasmettere i dati raccolti ad aziende terze, senza che questo processo venga esplicitato chiaramente.

Un rischio per la privacy?

L’indagine realizzata dalla Northeastern University ha analizzato il flusso di dati tra i veicoli e le app con aziende terze. Lo studio ha documentato quali dati vengono raccolti e quali aziende ricevono le informazioni correlate. Quasi tutte le case analizzate, come riportato da consumerreports.org, inviano dati a società esterne. In particolare, quasi un quarto delle app per veicoli inviava informazioni personali identificabili, tra cui i nomi dei proprietari dei veicoli, i numeri di identificazione dei veicoli (VIN) e la posizione geografica precisa.

L’analisi di questi dati consente di ottenere informazioni dettagliate sul veicolo e sull’utente stesso. I dati raccolti e aggregati possono poi essere venduti a banche, compagnie assicurative, istituti di credito e rivenditori che potrebbero utilizzarli per personalizzare i servizi offerti, con soluzioni “su misura” per il singolo cliente, il cui profilo è noto anche grazie ai dati raccolti dall’auto. Tra le aziende esterne che raccolgono dati troviamo Amazon, Google, Meta, Microsoft, Pinterest, Snap e Yahoo.

Secondo  Nicole Zagson, coautrice dello studio, al momento, i consumatori “le grandi aziende tecnologiche sono presenti ovunque nei veicoli che guidiamo”. Sarah Elizabeth Gillespie, un’altra coautrice, evidenzia: “Non sembra possibile che un cliente possa acquistare un’auto nuova che non lo tracci.” Si tratta, quindi, di un problema molto diffuso e di un serio rischio per la privacy.

La risposta dei produttori

Lo studio ha preso in considerazione 21 veicoli e le relative app per dispositivi mobili, con i test effettuati presso il  centro di collaudo auto di Consumer Reports in Connecticut. Consumer Reports ha contattato i produttori coinvolti. Diversi di questi hanno confermato che “alcuni link nelle loro app connesse si aprono al di fuori delle pagine web e che società terze possono incorporare pixel e cookie in tali pagine web, i quali, a loro volta, possono raccogliere dati dei clienti“.

In aggiunta, secondo i costruttori, molte app che trattano i dati dell’utente sono di tipo “opt-in” e, quindi, richiedono il permesso all’utente prima di poter gestire i dati raccolti. In alcuni casi, però, la condivisione è un elemento centrale per l’accesso a tutte le funzionalità del veicolo.

Nel report viene fatto riferimento al caso di Tesla. Se un proprietario di un’auto Tesla rifiuta l’accordo di condivisione dei dati, infatti, appare il seguente avviso: “Ciò potrebbe comportare una riduzione delle funzionalità, gravi danni o l’inoperatività del veicolo.” Secondo gli autori dell’indagine, molti utenti non sanno a cosa stanno aderendo, in quanto la maggior parte delle persone non legge in modo completo i termini di utilizzo.