Che cos'è l'auto browse di Chrome e come utilizzarlo nella vita reale
Auto browse è la nuova funzione di Chrome basata su Gemini 3 che esegue azioni sul web al posto dell’utente. Cos’è e come si usa nella pratica.

Con l’introduzione di auto browse, Google compie un passo concreto verso un’idea di browser che non si limita più a mostrare contenuti, ma interviene in modo attivo nei processi online. La funzione, integrata in Chrome e basata su Gemini 3, consente all’assistente di eseguire operazioni complesse sul web a partire da istruzioni fornite dall’utente, trasformando la navigazione in un’esperienza sempre più orientata all’azione.
Auto browse si inserisce in una strategia più ampia che mira a rendere Chrome un’interfaccia operativa per l’ecosistema Google, in continuità con quanto già avvenuto in Search, Workspace e Maps.
- Che cos’è auto browse e come funziona?
- Auto browse: disponibilità e condizioni di accesso
- Come auto browse viene utilizzato nella pratica
- Controllo dell’utente e limiti operativi
- Perché auto browse segna un cambio di paradigma per Chrome?
Che cos’è auto browse e come funziona?
Auto browse è una funzionalità di Chrome che permette a Gemini di interagire direttamente con i siti web. L’assistente può muoversi tra le pagine, compilare moduli, inserire dati, scorrere risultati e portare a termine sequenze di azioni articolate.
La differenza rispetto agli assistenti precedenti risiede nel livello di autonomia operativa. Auto browse lavora all’interno del browser, utilizzando l’interfaccia dei siti come farebbe un utente umano, attraverso input simulati di mouse e tastiera. L’interazione avviene tramite una barra laterale persistente, sempre accessibile, che consente di impartire istruzioni senza abbandonare la pagina in uso.
Auto browse: disponibilità e condizioni di accesso
Attualmente auto browse è disponibile in anteprima su Chrome desktop ed è riservato agli abbonati ai piani Google AI Pro e AI Ultra negli Stati Uniti d’America. L’accesso prevede limiti giornalieri di utilizzo, differenti in base al piano sottoscritto. Il rilascio su larga scala sarà progressivo e legato all’esito della fase di test.
Come auto browse viene utilizzato nella pratica
L’obiettivo dichiarato di auto browse è gestire attività ripetitive o frammentate che richiedono il passaggio continuo tra più siti.
Tra gli scenari mostrati rientrano la pianificazione di viaggi, la ricerca comparativa di hotel e voli, la compilazione di moduli a partire da documenti esistenti e la raccolta di preventivi per servizi professionali.
Nel contesto dell’e-commerce, l’assistente può individuare prodotti coerenti con criteri specifici (una moodboard, per esempio), aggiungerli al carrello e segnalare l’eventuale presenza di codici sconto. Se autorizzato dall’utente, può accedere alle credenziali salvate tramite Google Password Manager, interrompendosi comunque prima di passaggi critici come il pagamento.
Auto browse sfrutta inoltre le capacità multimodali di Gemini, che consentono di partire da un’immagine per identificare oggetti, trovare alternative online e comporre selezioni in linea con un budget definito.
Controllo dell’utente e limiti operativi
Nonostante l’approccio agentico, auto browse non opera in modo completamente autonomo. Il sistema è progettato per fermarsi prima di azioni sensibili, come acquisti o pubblicazioni sui social, richiedendo una conferma esplicita dell’utente. In ogni momento è possibile intervenire manualmente e riprendere il controllo del processo.
Perché auto browse segna un cambio di paradigma per Chrome?
Con auto browse, Chrome inizia a funzionare come un livello intermedio tra l’intento dell’utente e il web. Non si tratta di sostituire la navigazione tradizionale, ma di affiancarle un sistema capace di tradurre richieste complesse in azioni eseguite direttamente nel browser. Un passaggio che avvicina Chrome ai modelli di navigazione agentica già sperimentati da altri attori del settore, senza rinunciare all’interfaccia classica del web.


















