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SCIENZA

L’Australia che scompare: l’innalzamento del mare trasforma la costa

L’immagine satellitare dell’arcipelago Buccaneer getta luce sull'allarme erosione in Australia: ecco perché il rischio potrebbe essere globale

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Arcipelago Buccaneer NASA/Michala Garrison; U.S. Geological Survey

Le immagini catturate dallo spazio sono strumento di conoscenza e di previsione del futuro, quando si tratta di cambiamenti climatici.

L’arcipelago Buccaneer, a largo della costa nord dell’Australia occidentale, è stato immortalato dal sensore Operational Land Imager del satellite Landsat 9. L’immagine non è passata inosservata, attirando lo sguardo dei più attenti ai temi della crisi ambientale.

La regione è infatti interessata da un altissimo pericolo idrogeologico, che vede coinvolta l’Australia tutta. Non è di certo la prima volta che si parla di disgregazione della costa in questa porzione di mondo, che sta lanciando un allarme che rischia di diventare globale.

Un paradiso terrestre in pericolo

Lo scatto, ottenuto dal satellite l’11 giugno 2025, permette di ammirare dall’alto il golfo di King Sound nel punto in cui incontra l’Oceano Indiano. La baia infatti è delimitata a nord est proprio dall’arcipelago Buccaneer.

Sembra di guardare un dipinto, colori intensi e vivaci descrivono un bellissimo intreccio di isole e acque turchesi. Talvolta però dietro la bellezza di un’immagine si nasconde un messaggio più profondo, una storia di rischi geologici in crescita che non possiamo ignorare.

La forza delle correnti è in aumento. Un flusso più impetuoso dell’acqua significa maggiore erosione della costa. Questo è però soltanto uno dei fattori che contribuiscono ad aggravare lo stato di salute di questo delicato ecosistema, insieme con:

  • innalzamento del livello dell’acqua;
  • aumento della temperatura dell’oceano;
  • maggior frequenza di perturbazioni eccezionali.

Il rischio idrogeologico è altissimo in questa regione e merita l’attenzione di tutta la comunità scientifica. È necessario studiare l’evoluzione dei fenomeni locali sia per conservare un ecosistema tanto bello quanto fragile, che per prevedere o individuare gli effetti e le ripercussioni su scala globale, potendo interessare l’intero emisfero sud.

Proprio in questa direzione opera la missione della NASA Landsat 9. Monitorare i cambiamenti della Terra dall’alto con estrema accuratezza è il principale obiettivo. Le immagini ottenute fungono da documento di studio scientifico ma anche da promemoria e allarme visivo.

Scopriamo l’arcipelago Buccaneer

L’arcipelago Buccaneer appartiene alla regione australiana del Kimberley, nota per i suoi paesaggi selvaggi e per le sue meraviglie naturali uniche al mondo. Si compone di circa 1000 isole di roccia arenaria per la maggior parte inabitate.

L’isolamento geografico dell’area ha fatto sì che le isole godessero di un particolare stato di conservazione della loro bellezza. Ma ora le grandi distanze e la difficoltà di accesso potrebbero non bastare. Gli effetti della crisi climatica minacciano questo paradiso terrestre.

Ogni anno turisti e studiosi si recano in quest’area per osservare le Horizontal Falls, conosciute anche come Horizontal Waterfalls (“cascate orizzontali”). Si tratta di un fenomeno naturale davvero straordinario e raro al mondo. Nonostante il nome, non sono vere cascate ma il risultato di una forte escursione delle maree, che nella zona dell’arcipelago può raggiungere i 12 metri di differenza.

Nella regione del Kimberley infatti le maree non sono una semplice variazione del livello dell’acqua ma una reale forza della natura, con un’escursione che è tra le più alte al mondo.

Una spiaggia deserta lambita da acque turchesi al mattino, può apparire completamente diversa nel giro di poche ore. Si presenta di colpo come una distesa di fango, invasa da granchi e uccelli acquatici sopraggiunti per cacciare e cibarsi.

Le correnti, mosse da variazioni di livello così accentuate, in alcuni tratti di costa diventano impetuose e imprevedibili. Quando l’acqua passa attraverso le gole strette e le insenature, tipiche dell’area, le correnti convergono in un flusso impetuoso e, a seconda del livello delle maree, assumono l’aspetto di una cascata orizzontale.

La stessa forza che genera queste meraviglie naturali, però, può minacciare la sicurezza di chi naviga o fa immersioni. Uno dei passaggi più rischiosi è noto come “Hell’s Gate” e si trova tra la Penisola di Gerald e le isole Muddle. Non è raro infatti che si formino anche dei pericolosi vortici in profondità, dando luogo a un fenomeno di turbolenza marina molto violento.