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Il livello del mare si innalzerà ancora di 2 metri: ecco entro quando accadrà

Il livello del mare sta aumentando e continuerà a farlo: ecco le previsioni per i prossimi 70 anni. Qual è il meccanismo più allarmante

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Abbiamo raggiunto una fase dell’evoluzione del nostro clima, in senso negativo, tale da non chiederci più se il livello del mare si alzerà. L’unica domanda che resta è: quando accadrà? Il grande imputato del caso è la West Antarctic Ice Sheet, ovvero la calotta antartica occidentale.

Contiene infatti abbastanza ghiaccio da innalzare il livello degli oceani di 5 metri, ridisegnando di fatto le coste dell’intero pianeta. La vera incognita è di fatto la velocità con cui questo processo potrebbe realizzarsi.

La fragilità dell’Antartide occidentale

Nel 2014 la NASA annunciò che una porzione della calotta aveva iniziato una “ritirata irreversibile”. I grandi ghiacciai, che scorrono verso il mare, perdono ghiaccio sempre più velocemente. Molto più di quanto le nevicate siano in grado di compensare. Qualora questi ghiacciai collassassero, il mare si alzerebbe di più di un metro. Un grave pericolo per le aree costiere.

La grande vulnerabilità della calotta occidentale dipende dalla sua geometria. Il ghiaccio poggia infatti su un “catino” roccioso sotto il livello del mare, a differenza della maggior parte delle aree dell’Antartide orientale. L’oceano ne lambisce i bordi e i ghiacciai scorrono verso la costa, prolungandosi in mare con delle piattaforme galleggianti enormi (ice shelf). Queste funzionano come delle dighe naturali, frenando la corsa del ghiaccio verso l’oceano.

Il punto critico è il confine in cui il ghiaccio passa dall’appoggiare sul fondale al galleggiare. Si tratta della “grounding line”. Sotto le piattaforme entra acqua relativamente calda. Ciò le assottiglia dal basso, spingendo sempre più all’interno la “linea”.

La frammentazione delle piattaforme comporta l’accelerazione dei ghiacciai alle spalle. Si parla così di “instabilità della calotta marina”. La linea di contatto arretra sempre più verso ghiacci maggiormente spessi. Così facendo, il contributo all’innalzamento del mare può crescere in tempi molto più rapidi.

Negli ultimi anni una teoria più estrema, quella della “marine ice cliff instability”, ha ipotizzato un vero e proprio effetto domino. Scogliere di ghiaccio alte più di 90 metri, una volta esposte, crollerebbero in serie. Ciò porterebbe a un innalzamento di più di un metro, entro il 2100, solo dall’Antartide.

Meccanismi che possono rallentare il mare

Non tutti gli studiosi ritengono che la “marine ice cliff instability” possa scatenarsi realmente su larga scala. Alcuni modelli recenti, infatti, mostrano processi di stabilizzazione: quando la scogliera crolla, il ghiaccio a monte si assottiglia e la parete diventa meno alta, quindi meno instabile.

I blocchi che si staccano, poi, possono creare una sorta di muro di iceberg e ghiaccio, per così dire. Qualcosa che frena nuovi crolli, almeno per un certo lasso di tempo.

Anche la roccia sotto i ghiacci gioca un ruolo insospettato. Via via che il ghiaccio si scioglie, il suolo si solleva come un materasso alleggerito. Se questo sollevamento avviene abbastanza in fretta, può ridurre il contatto con l’acqua e rallentare lo scioglimento.

Purtroppo, però, nel caso in cui la ritirata del ghiaccio risulti eccessivamente rapida, il sollevamento finisce per spingere più acqua verso l’oceano. Ciò, ovviamente, aumenterebbe il livello del mare globale.

Il futuro delle città costiere

Le stime ufficiali dell’IPCC parlano oggi di un innalzamento medio globale compreso tra mezzo metro e un metro entro il 2100. Ciò considerando tutte le sorgenti:

  • Antartide;
  • Groenlandia;
  • ghiacciai di montagna;
  • dilatazione termica dell’oceano.

Questo valore raddoppia, di fatto, a causa degli scenari che includono i processi come la “marine ice cliff instability”. Gli scienziati concordano su un punto: il mare salirà comunque, e per le grandi città costiere, da New York a Venezia, la differenza non è tra “pericolo sì o no”, ma tra un adattamento difficile ma gestibile e un cambiamento radicale, così rapido da superare ogni chance di risposta.

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