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Nel 2026 gli smartphone Android costeranno di più e la colpa è tutta dell'AI

Secondo gli analisti il 2026 vedrà aumenti nel prezzo dei device Android per colpa dell’intelligenza artificiale che sta facendo lievitare il prezzo della RAM

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In Sintesi

  • Gli analisti prevedono un aumento dei prezzi degli smartphone nel prossimo anno, causato principalmente dalla forte domanda globale di memoria RAM per l’Intelligenza Artificiale generativa.
  • La corsa all’IA sta creando una “carenza brutale” di chip di memoria, spingendo i produttori a privilegiare i data center più redditizi; si stimano aumenti dei prezzi dei chip tra il 30% e il 40% all’inizio del 2026.

Secondo gli analisti, nel corso del prossimo anno i consumatori dovrebbero prepararsi all’arrivo di aumenti nel prezzo degli smartphone. A differenza delle passate stagioni di rincari, legate soprattutto a innovazioni hardware come fotocamere potenziate, display più definiti o memorie più capienti, questa volta il fattore determinante arriva da un settore esterno al mercato consumer, quello dell’intelligenza artificiale.

L’esplosione dell’IA generativa, infatti, sta generando una pressione senza precedenti sull’approvvigionamento globale di componenti fondamentali, in particolare la memoria RAM, facendo lievitare i costi lungo l’intera filiera produttiva.

L’effetto dell’AI sui prezzi delle memorie

La causa principale dell’impennata dei costi non risiede nelle esigenze dei produttori di smartphone, bensì nella corsa alle infrastrutture dei giganti tecnologici. Aziende come Meta, Microsoft e Google stanno ampliando rapidamente i loro data center per sostenere il boom dell’IA, richiedendo quantità crescenti di RAM ad alte prestazioni.

Secondo McKinsey, entro il 2030 gli investimenti globali nelle infrastrutture digitali potrebbero sfiorare i 7mila miliardi di dollari. Una cifra che riflette la portata della trasformazione in corso e che sta già alterando gli equilibri del mercato.

Con una domanda così elevata, i produttori di memoria (come Samsung e Micron) stanno privilegiando le forniture per i data center, settore molto più remunerativo rispetto alla vendita di componenti per smartphone o tablet. Counterpoint Research, ha definito la situazione una “carenza brutale”, mentre Micron ha fatto sapere di voler uscire dal mercato consumer per concentrarsi quasi esclusivamente sulle applicazioni legate all’IA.

Gli effetti di questa trasformazione sono già visibili. Secondo le prime stime, i prezzi dei chip di memoria potrebbero aumentare del 30 o del 40% nella prima parte del 2026. Una dinamica che rischia di rallentare il mercato globale degli smartphone, tanto che IDC prevede una contrazione delle vendite nel 2026 dopo anni di crescita stagnante.

L’incremento dei costi di produzione (stimato tra l’8% e il 10% da TrendForce) sta spingendo i produttori a riconsiderare strategie di prezzo e calendari di lancio. I dispositivi Android economici, caratterizzati da margini particolarmente ridotti, saranno i più esposti alla pressione dei costi.

Come cambia il mercato degli smartphone

Con un simile scenario, alcuni marchi potrebbero decidere di rallentare l’introduzione di nuovi modelli o puntare maggiormente sulla fascia alta per compensare l’aumento dei costi. IDC prevede che il prezzo medio di vendita di uno smartphone raggiungerà i 465 dollari nel 2026, un nuovo massimo storico per un settore già in fase di maturazione e con consumatori meno propensi a sostituire frequentemente i propri dispositivi.

Nonostante le tensioni attuali, però, gli analisti vedono però un possibile allentamento della pressione sul mercato verso la fine del 2026, quando domanda e offerta di RAM potrebbero finalmente riallinearsi. Tuttavia, i primi mesi del prossimo anno potrebbero segnare un cambiamento strutturale nelle dinamiche del mercato mobile, con dispositivi più costosi e strategie sempre più influenzate dalle esigenze dell’intelligenza artificiale.