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SICUREZZA INFORMATICA

Sventato attacco hacker ai siti della Farnesina e Cortina-Milano

Colpiti siti della Farnesina e dell’ecosistema Milano-Cortina 2026. Il governo parla di attacco sventato e nessuna sottrazione di dati.

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Un hacker iStock

Un tentativo coordinato di attacco informatico ha preso di mira nelle ultime ore alcuni siti istituzionali italiani e piattaforme digitali collegate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’azione, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stata individuata e neutralizzata prima che producesse effetti rilevanti, evitando interruzioni prolungate dei servizi o la sottrazione di dati sensibili.

L’episodio riporta l’attenzione sulla dimensione cibernetica della sicurezza legata ai grandi eventi internazionali, sempre più esposti a forme di pressione digitale che puntano a colpire la visibilità e la continuità operativa delle infrastrutture coinvolte.

I bersagli dell’attacco hacker: sedi diplomatiche e infrastrutture digitali Milano-Cortina 2026

I tentativi di intrusione hanno interessato innanzitutto alcune sedi estere della Farnesina, a partire da Washington, oltre a siti riconducibili all’ecosistema digitale dei Giochi invernali. Tra questi figurano anche portali di alberghi situati a Cortina d’Ampezzo, considerati parte dell’indotto informativo e logistico dell’evento.

Non risultano sottrazioni di dati né compromissioni permanenti dei sistemi. Le attività rilevate rientrano nella tipologia degli attacchi di saturazione: una forma di aggressione informatica pensata non per entrare nei sistemi o rubare dati, ma per rendere un servizio online inutilizzabile. Funziona sfruttando un principio semplice: sovraccaricare un’infrastruttura fino a impedirle di rispondere agli utenti legittimi.

Il bersaglio è quasi sempre il livello di accesso del servizio: il sito web, l’API, il portale di prenotazione, il sistema di login. Non il database interno o i file riservati, ma la “porta d’ingresso” digitale. L’attacco consiste nell’inviare un numero enorme di richieste simultanee verso lo stesso indirizzo online. Ogni richiesta, presa singolarmente, è tecnicamente lecita. Il problema nasce dalla quantità: il server deve rispondere a tutte e, superata una certa soglia, va in affanno.

Il ruolo di NoName057(52)

Il ministro degli Esteri ha attribuito l’origine dei tentativi a una matrice russa, collegando l’operazione a dinamiche geopolitiche già emerse in precedenti campagne contro obiettivi italiani ed europei. Tra le ipotesi al vaglio figura l’azione di un collettivo già conosciuto per campagne di sabotaggio digitale a basso impatto strutturale, mirate soprattutto a interrompere la fruizione dei siti e a generare instabilità operativa, piuttosto che ad appropriarsi di dati o sistemi.

Il collettivo, noto come NoName057(52), è già stato associato in passato a ondate di attacchi DDoS contro siti di Regioni, Comuni e istituzioni pubbliche, con effetti limitati nel tempo, ma in grado di generare disagi e amplificare l’attenzione mediatica.

La prevenzione e il rafforzamento delle difese

Secondo quanto spiegato da Tajani, l’individuazione preventiva dell’attacco è stata resa possibile dal potenziamento delle strutture interne di sicurezza del ministero, riorganizzate attraverso una recente riforma. L’attività di monitoraggio avrebbe consentito di intercettare la fase preparatoria dell’azione, impedendo che gli attacchi entrassero pienamente in esecuzione.

Milano-Cortina come obiettivo simbolico

L’attenzione rivolta ai siti legati a Milano-Cortina 2026 non viene letta come un episodio isolato. Eventi di questa portata concentrano infrastrutture digitali e servizi essenziali in un arco temporale ristretto, diventando bersagli ad alto valore simbolico per operazioni di disturbo.

In questo contesto, la sicurezza informatica assume un ruolo centrale accanto alle misure tradizionali di ordine pubblico. L’episodio conferma come la preparazione dei Giochi passi anche dalla capacità di proteggere reti e servizi online da pressioni che si giocano ormai sul piano digitale.

L’attacco informatico non avrà dunque conseguenze sullo svolgimento dei XXV Giochi olimpici invernali, in programma dal 4 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo.