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SCIENZA

Gli astronomi individuano una delle più grandi strutture rotanti mai viste nell'Universo

L'Universo che conosciamo è come un'immensa impalcatura cosmica: gli astronomi hanno appena trovato uno dei filamenti che la compongono, il più grande mai visto prima.

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Un team di scienziati ha individuato quella che sembra essere la più grande struttura rotante finora mai osservata nell’Universo: si tratta di un filamento cosmico di dimensioni impressionanti, il quale contiene numerose galassie che ruotano, a loro volta, quasi tutte nella stessa direzione. Grazie all’attenta analisi di questa struttura, gli astronomi hanno scoperto alcune informazioni molto interessanti che potrebbero fare luce su alcuni dei misteri dell’Universo primordiale. Ecco che cosa rivela il nuovo studio.

Che cosa sono i filamenti cosmici: la nuova scoperta

L’Universo è come un’enorme ragnatela, un’impalcatura composta da innumerevoli strutture le quali, a loro volta, racchiudono le galassie. Queste gigantesche strutture sono chiamate filamenti cosmici: si tratta di formazioni filiformi di galassie e materia oscura, lungo cui scorrono materia e quantità di moto. Per gli astronomi, osservare un filamento permette di esplorare più da vicino le galassie, il modo in cui hanno acquisito il loro verso di rotazione (lo “spin”) e i gas di cui sono composte. Un team internazionale di scienziati, guidato dal professor Matt Jarvis dell’Università di Oxford, ha individuato una di queste strutture – probabilmente la più grande finora mai scoperta.

Nel loro studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti dal radiotelescopio sudafricano MeerKAT, uno dei più potenti al mondo, combinandoli con quelli provenienti dalle osservazioni ottiche del Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) e dello Sloan Digital Sky Survey (SDSS). Quello che è emerso ha del sorprendente: gli scienziati hanno trovato una struttura filiforme lunga circa 5,5 milioni di anni luce e larga 117mila anni luce, al cui interno si trovano 14 galassie ricche di idrogeno gassoso.

La struttura stessa è parte di un filamento cosmico di dimensioni ancora più imponenti, lungo circa 50 milioni di anni luce e contenente oltre 280 galassie. La maggior parte di esse, secondo quanto scoperto dagli astronomi, ruota nello stesso verso del filamento: è molto più di quanto ci si aspetterebbe se la direzione di rotazione delle galassie fosse casuale. Ciò rappresenta una sfida agli attuali modelli astronomici e suggerisce che le strutture cosmiche abbiano un’influenza maggiore sullo spin delle galassie. I risultati dello studio, inoltre, evidenziano come il filamento sia probabilmente una struttura molto giovane: le sue galassie sono infatti ricche di gas idrogeno, la materia prima fondamentale per la nascita delle stelle, e hanno un basso moto interno.

I risultati dello studio: uno sguardo all’Universo primordiale

“Le nostre scoperte sono entusiasmanti perché ci aiutano a ricostruire il modo in cui le galassie si collegano ed evolvono all’interno della vasta struttura dell’Universo. Rilevando questa straordinaria catena di galassie, abbiamo svelato una nuova parte della rete cosmica, la struttura sottostante, che determina dove si formano le galassie e come si muovono” – ha affermato la dottoressa Anastasia Ponomareva, ricercatrice presso l’Università dell’Hertfordshire e autrice dello studio. Finora, infatti, gli scienziati avevano potuto studiare la formazione della struttura dell’Universo solamente attraverso simulazioni cosmologiche.

“Ora abbiamo prove osservative di come queste reti siano effettivamente organizzate, che tipo di galassie vivano al loro interno e come enormi filamenti scambino gas e momento angolare con le singole galassie. Questo ci aiuta a capire come le galassie nell’Universo primordiale siano cresciute e abbiano acquisito la rotazione che osserviamo oggi” – ha proseguito la dottoressa Ponomareva. Un’opportunità più unica che rara, dalla quale gli astronomi cercheranno di trarre tutte le informazioni possibili, anche attraverso la mappatura del filamento e delle sue galassie.