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Asteroidi verso la Terra, la Cina studia come distruggerli con il nucleare

Un team di Pechino propone di perforare le rocce spaziali e detonare un ordigno al loro interno, trasferendo più energia rispetto all'esterno

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Asteroide verso la Terra iStock

Per quanto possa sembrare la trama di un film, la strategia della Cina è del tutto vera. Ciò non vuol dire che verrà certamente applicata, sia chiaro, ma le premesse in termini di calcolo ci sono. Un gruppo di ricercatori sta studiando come usare le bombe nucleari per distruggere o deviare i grandi asteroidi in rotta di collisione con la Terra.

Il piano è stato riportato dal South China Morning Post e descritto nel dettaglio in uno studio pubblicato sulla rivista Space: Science & Technology. Giunge da un team della China Academy of Launche Vehicle Technology di Pechino, che ha l’obiettivo ambizioso di mettere a punto una strategia di difesa planetaria. Non che attualmente non esistano, ma mirano a una resa più efficace di quelle garantite fino a oggi.

Il piano cinese in due fasi

La strategia dei ricercatori prevede un intervento in due tempi. Nella prima fase, una sonda con un penetratore metallico andrebbe a schiantarsi contro l’asteroide. In seguito scaverebbe un cratere profondo sulla sua superficie.

Nella seconda fase, invece, un altro veicolo spaziale depositerebbe una bomba nucleare all’interno della cavità creata, facendola detonare all’interno del corpo celeste. Secondo gli scienziati, un’esplosione sotterranea trasferirebbe molta più energia alla roccia rispetto a una detonazione esterna, risultando più efficace e tecnicamente meno complessa.

Come detto, un piano da film, ma i numeri rendono l’esatta idea della portata del progetto. Sono state effettuate molte simulazioni digitali, che indicano come un ordigno da 3 megatoni, pari a circa 200 volte la bomba atomica su Hiroshima, sarebbe in grado di distruggere completamente un asteroide di circa 100 metri di diametro.

Non è però solo la potenza ad avere rilevanza, ma anche la profondità raggiunta. Collocare l’ordigno a circa 30 metri sotto la superficie permetterebbe di modificare la velocità dell’asteroide più di tre volte rispetto a un’esplosione poco profonda. Ciò vuol dire che deviarne la traiettoria sarebbe molto più alla nostra portata.

Perché non è come in Armageddon

Chiunque appartenga a generazioni pre Gen Z avrà pensato ad Armageddon. Il celebre film del 1998 è stato preso di mira a lungo da esperti del settore spaziale e, di fatto, le differenze tra i due piani sono sostanziali.

In questo caso, infatti, nessun equipaggio umano verrebbe coinvolto. L’intera operazione sarebbe condotta da veicoli spaziali automatici. Nessun rischio concreto per la vita di nessuno e nessun sacrificio potenziale, per quanto cinematograficamente epico e immortale.

Ad oggi l’unico esperimento reale di deviazione di un asteroide resta la missione Dart della Nasa, che nel 2022 ha colpito l’asteroide Dimorphos. Il risultato? Velocità modificata di circa 2,7 millimetri al secondo. Un buon esito, che però non basterebbe (secondo gli esperti) contro oggetti molto grandi o individuati con poco preavviso. In quei casi l’opzione nucleare resterebbe l’unica praticabile.

La corsa alla difesa planetaria: i rischi

L’approccio nucleare è dunque sicuro? Non del tutto. Il rischio principale è che, nel caso in cui l’esplosione non fosse ben calcolata, un unico grande asteroide potrebbe frammentarsi in molti pezzi ancora più pericolosi.

Diventa dunque cruciale conoscere in anticipo dimensioni, composizione e struttura del corpo celeste. Un progetto ambizioso e interessante, che si inserisce in un clima di crescente attenzione della Cina verso la difesa planetaria.

Lo dimostra il fatto che a fine giugno Pechino ha svelato i piani per una rete di allerta precoce sugli asteroidi, mentre Stati Uniti ed Europa continuano a investire nel settore. Al momento non esiste alcun asteroide noto diretto verso la Terra che richieda un intervento simile, ma la ricerca prosegue perché, con le minacce cosmiche, il fattore tempo è tutto.