La Luna può attendere: Artemis II rinviata, l'annuncio della NASA
Un'anomalia tecnica al razzo costringe la NASA a rinviare Artemis II, la missione che dovrebbe riportare gli astronauti intorno alla Luna dopo oltre 50 anni

Il ritorno degli esseri umani sulla Luna dovrà aspettare ancora: la NASA ha deciso di rinviare il lancio della missione Artemis II, inizialmente previsto per marzo 2026. Una decisione che sorprende perché arriva dopo settimane in cui, effettivamente, il programma sembrava ormai entrato nella sua fase conclusiva.
Il rinvio stupisce soprattutto perché i preparativi avevano registrato progressi importanti, tra cui il completamento con successo della simulazione completa di lancio e del conto alla rovescia, considerata un passaggio fondamentale prima del volo reale.
Perché Artemis II è stata rinviata?
Ma andiamo subito ai motivi del rinvio. Come annunciato dall’Amministratore della NASA, Jared Taylor Isaacman, Artemis II deve subire uno slittamento a causa dell’individuazione di un’anomalia tecnica nel sistema di propulsione del razzo Space Launch System (SLS), in particolare nel flusso di elio utilizzato per pressurizzare i serbatoi del propellente.
Più precisamente, durante le verifiche successive alla simulazione completa di lancio, i tecnici della NASA hanno rilevato un funzionamento non conforme ai parametri previsti in uno degli stadi del vettore. L’elio, va detto, svolge un ruolo essenziale perché garantisce la corretta alimentazione dei motori e la stabilità dei fluidi criogenici durante le fasi critiche del volo. Anche una deviazione minima può dunque compromettere l’affidabilità complessiva del sistema.
I prossimi passi
E adesso? Adesso la NASA dovrà riportare il razzo all’interno del Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, la struttura utilizzata per l’assemblaggio e la manutenzione dei veicoli spaziali. Qui verranno eseguite ispezioni approfondite sul sistema di pressurizzazione a elio, insieme a test diagnostici per verificare l’integrità delle linee, delle valvole e dei collegamenti.
L’obiettivo, logicamente, è non lasciare niente al caso e individuare con precisione l’origine del malfunzionamento, oltre che stabilire gli interventi correttivi necessari. Solo dopo queste verifiche sarà possibile procedere con la riqualificazione del vettore, ma chiaramente l’operazione richiede tempi tecnici incompatibili con la finestra di lancio prevista per il mese prossimo, rendendo inevitabile il rinvio della missione.
Basti pensare che, una volta completate le riparazioni, la NASA dovrà ripetere una parte delle procedure di validazione, che includono nuovi controlli funzionali e la possibile esecuzione di ulteriori simulazioni del conto alla rovescia: il tutto rientra nelle procedure standard di sicurezza adottate nei voli con equipaggio, dove ogni componente deve essere verificato e certificato senza margini di incertezza.
Il nuovo lancio
Non ci sono ancora nuove calendarizzazioni, ed è anche comprensibile: una nuova data sarà indicata solo dopo la conclusione delle analisi e la risoluzione completa del problema. Parallelamente verrà ridefinita la finestra di lancio, tenendo conto sia dei tempi tecnici sia delle condizioni orbitali necessarie per la traiettoria lunare della capsula Orion.
Sulla base delle tempistiche generali impiegate nel corso dell’intera strutturazione della missione, il rinvio potrebbe non tradursi in uno slittamento di poche settimane: al contrario, potrebbe richiedere diversi mesi. Frattanto, l’equipaggio continuerà il proprio programma di addestramento, mantenendo la preparazione operativa in vista della nuova data.



















