Libero
SCIENZA

Non doveva esistere: l’arpione che anticipa di millenni la caccia alle balene

Una scoperta rivoluziona la storia della caccia alle balene che veniva effettuata già 5.000 anni fa in una zona della Terra completamente inaspettata

Pubblicato:

La caccia alle balene è stata una pratica molto diffusa nel corso dei secoli, con generazioni di cacciatori che hanno realizzato arpioni e altri sistemi per tentare di completare con successo la cattura e recuperare una grande quantità di cibo. Una recente scoperta, però, ha svelato qualcosa che, almeno in teoria, non sarebbe dovuto esistere. Una scoperta pubblicata su Nature Communications, infatti, ci fornisce molte informazioni sulle modalità con cui si svolgevano le battute di caccia alle balene diversi millenni fa.

Una scoperta che riscrive la storia

Di recente, è stato scoperto che le grandi balene possono vivere più a lungo, ma malgrado ciò, nel corso dei millenni sono state oggetto di veri e propri massacri. Come riporta National Geographic, tra i reperti custoditi in un museo brasiliano sono stati scoperti alcuni manufatti che potrebbero essere degli arpioni per la caccia alle balene molto antichi. Questi oggetti hanno una datazione ben precisa e risalgono a circa 5.000 anni fa. La scoperta è molto importante anche perché sposta indietro di oltre 1.000 anni le prove dirette della caccia alle balene da parte dell’uomo.

In aggiunta, viene evidenziato come questa pratica non fosse limitata solo alle zone vicino all’Artico in quanto i reperti sono stati ritrovati lungo le coste del Sud America. In epoca preistorica, quindi, gruppi di uomini che vivevano in quello che oggi è il Brasile avevano escogitato un modo efficace per dare la caccia alle balene, creando dei veri e propri arpioni d’osso.

Secondo Krista McGrath , archeologa biomolecolare presso l’Università Autonoma di Barcellona e autrice principale dello studio, cacciare balene armati di arpioni d’osso e utilizzando canoe rudimentali, ricavate da tronchi d’albero, sarebbe stato “rischioso” ma assolutamente vantaggioso per gli uomini dell’epoca considerando la grande quantità di cibo ottenibile con questa caccia.

Un ritrovamento casuale

La storia degli arpioni per la caccia alle balene di 5.000 anni fa è molto particolare, ma è comune a molti altri reperti. Questi bastoni, infatti, vennero recuperati tra gli anni ’40 e ’50 da un gruppo di lavoratori impegnati a costruire delle strade lungo la costa meridionale del Brasile. Durante i lavori, infatti, vennero ritrovati alcuni cumuli di conchiglie che nascondevano diversi manufatti.

Questi reperti arrivarono poi al Museu Arqueológico de Sambaqui de Joinville nella baia di Babitonga. Per decenni, i bastoni in osso sono rimasti in archivio fino alla recente identificazione. La zona del ritrovamento rende ancora più interessante la scoperta. La caccia alle balene lungo le coste temperate del Brasile può essere una sorpresa.

Secondo André Carlo Colonese, coautore dello studio, per affrontare la questione è necessario “avere una mente aperta e cercare prove della caccia alle balene in queste regioni del mondo e non solo nelle acque più fredde dell’emisfero settentrionale“. Gli studi continueranno con l’obiettivo di approfondire le dinamiche della caccia alle balene in un’epoca ancora più antica di quella immaginata fino a poco fa e anche in una zona insolita e che rappresenta una vera e propria sorpresa per i ricercatori. Ulteriori aggiornamenti sulla questione potrebbero arrivare nel prossimo futuro.