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L'UE annuncia l'app di verifica dell'età, come funziona e perché è importante per i bambini

Niente siti porno o altri vietati ai minori senza l'app Age Verification: ecco come funziona e perché sarà obbligatoria nell'Unione Europea

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App veifica età ANSA

Avete sentito parlare dell’app Age Verification? Se la risposta è no, siete tra i pochi, ma non disperate. Di seguito vi forniamo tutte le info necessarie per capire cosa fa davvero l’applicazione di verifica dell’età degli utenti dell’Unione Europea. Vi tocca prestare un po’ d’attenzione, perché il modo di stare online potrebbe cambiare radicalmente.

App di verifica dell’età

Negli ultimi anni gli annunci giunti dalla Commissione Europea non sono stati sempre entusiasmanti, occorre dirlo. Anche l’ultimo, lanciato dalla presidente Ursula von der Leyen, non ha fatto fare salti di gioia a moltissimi.

Parliamo della creazione di un’applicazione per verificare l’età degli utenti online. Un sistema che coinvolge tutti ma che riguarda soprattutto i più piccoli e fragili. Per quanto sia banale, occorre ricordare che il web può essere un posto molto pericoloso e oscuro.

Film, serie TV e libri non sembrano infatti aver generato abbastanza timore in moltissimi "naviganti", considerando come tanti genitori lascino i propri figli incontrollati davanti ai loro schermi.

L’UE scende in campo per proteggere bambini e adolescenti da rischi come:

  • cyberbullismo;
  • adescamento da parte di predatori;
  • visione di contenuti per adulti.

Tutto bello e per uno scopo nobile, e allora perché c’è chi protesta? In linea generale l’app è vissuta da tanti come una forma di controllo, ma poi c’è la questione del login per accedere a determinate piattaforme.

Sotto questo aspetto, possiamo dire che la fase del COVID-19 sia stata una sorta di prova generale (forzata dal contesto globale). Abbiamo fatto dei passi in avanti per quanto riguarda i documenti digitali e l’introduzione di questi concetti alla gente comune. Ora, però, c’è chi ne farebbe serenamente a meno di tanti controlli elettronici, ma indietro non si torna.

Tutto ruota intorno alla "dimostrazione a conoscenza zero". Parliamo di una tecnica crittografica che permette di svelare una singola informazione, come in questo caso l’età, senza rivelare il dato originale.

L’app sarà ovviamente gratuita per tutti e l’Italia ci sta lavorando per personalizzarla, puntando a integrarla nei vari portafogli digitali attivi, come l’IT-Wallet. Di fatto stiamo assistendo alla nascita di un nuovo standard europeo.

Perché è importante

Se conoscete dei bambini o ne avete di vostri, sapete perfettamente quanto tempo trascorrono davanti a uno schermo. Per il tipo di società nella quale viviamo, tenerli lontani è quasi impossibile. È una vita digitale, la loro, e pensare di poter essere sempre presenti per difenderli è assurdo (ciò non vuol dire che non si debbano applicare dei sistemi di tutela preventivi, ndr).

Il fatto che si punti a un sistema di tutela centralizzato, quindi, dovrebbe generare una certa serenità in tutti. Difendiamo i minori, a scapito di qualche disturbo arrecato ai più grandi. In parole povere: dovrete dimostrare l’età per entrare sui siti porno e, pagando questo altissimo prezzo, aiuterete i più fragili.

Non si parla però soltanto di contenuti per adulti, per quanto è da lì che si muove la protesta cardine. I fenomeni pericolosi online sono numerosi, come il cyberbullismo, che ogni anno conduce a gesti estremi. Stando ai dati europei, un bambino su sei è vittima di bullismo online e uno su otto è un bullo digitale.

Considerando la gravità della situazione, la Commissione Europea ha proposto un approccio coordinato. In parole povere: una sola regola valida per tutti gli Stati membri, senza frammentazione normativa per i singoli Paesi.

Ma allora la piattaforma alla quale accedo saprà tutto di me? No, si potrà confermare d’essere maggiorenni senza comunicare la data di nascita o altre info sensibili. Detto ciò, fa un po’ ridere questa improvvisa preoccupazione, considerando come nessuno legga i contratti che firma (online e non solo), e tutti accettino indiscriminatamente i cookie di qualsiasi sito. Sapete cosa accade quando lo fate? Approvate il trasferimento dei vostri dati personali e di navigazione a numerose entità online.

Come funzione Age Veritication

Tra un po’ di tempo, dunque, l’app Age Verification sarà su tutti i nostri dispositivi, Android o iOS che siano. In attesa che arrivi sui principali store, iniziamo a capire come funziona nel pratico. Dopo l’avvio iniziale, si passa alle informative sulla privacy, da accettare. Lo stesso dicasi per le condizioni d’uso.

Si deve poi configurare un PIN e, come per qualsiasi app, si possono configurare i sistemi biometrici. Parliamo quindi di riconoscimento facciale e impronta digitale. Ogni utente dovrà poi scegliere un metodo di registrazione, così da ottenere l’attenzione d’età tramite un fornitore digitale.

Si crea quindi un’attestazione che conferma che siete maggiorenni. Il documento viene archiviato e usato in seguito per ogni verifica necessaria.