Anthropic, dietro il blocco USA all'IA ci sarebbe il timore della Cina: cosa sta succedendo
Dietro il ritiro globale del modello commerciale ci sarebbe l'accesso non autorizzato a Mythos, l'algoritmo capace di scovare falle ovunque

L’ombra della Cina si allunga sul sistema di sviluppo dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Si spiegherebbe così lo stop imposto dal governo americano ad Anthropic per quanto concerne Fable 5.
Diverse fonti giornalistiche riportano infatti un sospetto che, giorno dopo giorno, ha sempre più dei contorni ben precisi e concreti. Gli hacker legati a Pechino avrebbero violato i sistemi di sicurezza dell’azienda statunitense, così da mettere le mani su una delle tecnologie più potenti e pericolose mai create.
Una vicenda che sembra degna di una sceneggiatura cinematografica. Il primo passo verso una guerra incentrata sulla cybersicurezza, mentre il mondo è ancora distratto dal petrolio. Proviamo a spiegare tutto nel dettaglio.
Cosa sono Mythos e Fable 5
Per poter comprendere questa vicenda è fondamentale avere le idee chiare sui due modelli che ne sono al centro. Mythos è il cuore del problema. Un algoritmo di intelligenza artificiale estremamente avanzato e non commerciale.
Dopo aver ben compreso le sue potenzialità, infatti, Anthropic non lo ha destinato al pubblico. È stato fornito però un accesso limitato ad alcuni partner selezionati. Il motivo? Mythos è estremamente capace nell’individuare le vulnerabilità nei sistemi di cybersicurezza. Uno strumento che rischia seriamente di diventare un’arma informatica senza precedenti.
Fable 5 è invece il modello commerciale, basato su Mythos ma comprensibilmente limitato. Nonostante ciò, però, il governo americano ha “chiesto” ad Anthropic di ritirarlo dal mercato su scala globale. Una richiesta apparsa inspiegabile, ma che ora inizia ad avere un senso.
Rischio Cina: possibile hackeraggio
La fonte che ha lanciato la notizia è Semafor, che evidenzia come un gruppo di hacker legati alla Cina avrebbe eluso i sistemi di sicurezza di Anthropic. Sarebbero stati in grado di “mettere le mani” su un accesso non autorizzato al modello Mythos.
Una porta decisamente rischiosa da lasciare anche solo socchiusa, perché potrebbe consentire di scovare falle nei sistemi di sicurezza di tutto il mondo. Una minaccia diretta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e non solo.
Da qui la decisione di Washington di intervenire con una netta chiusura, spingendo per il ritiro del modello dal mercato. È normale però chiedersi in che modo la Cina potrebbe sfruttare l’accesso a Mythos nel dettaglio.
Qui entra in gioco un concetto tecnico fondamentale. Parliamo di distillazione (distillation), ovvero di una tecnica con cui un’AI “secondaria” impara osservando il comportamento di un’AI più avanzata.
In pratica, il modello meno potente studia le risposte, le decisioni e i ragionamenti del modello superiore. In questo modo può replicare le sue capacità, senza dover procedere a un “furto fisico”. È un po’ come quanto studiato in Storia dell’Arte al liceo. I grandi nomi generalmente erano impegnati in botteghe, dove studiavano da grandi maestri, apprendendo tutti i loro segreti, per poi farli propri e declinarli secondo gusto e genio personali.
Applicando il tutto all’intelligenza artificiale, la Cina potrebbe decodificare e copiare Mythos, ottenendo una propria versione di uno strumento progettato per individuare vulnerabilità informatiche. Uno scenario da incubo per gli esperti di sicurezza nazionale.
Molti punti oscuri da spiegare
Neanche a dirlo, si tratta di una vicenda complessa, tutt’altro che lineare come potrebbe apparire. Il primo punto di domanda riguarda la stessa scoperta da parte di Washington. Com’è stata scoperta la violazione? Non è chiaro in che modo il governo americano sia riuscito a svelare questo potenziale attacco.
Viene da chiedersi, poi, quale sia l’organizzazione che ha effettivamente avuto accesso al modello, ovvero il gruppo hacker nel mirino. Anthropic intanto sostiene che l’accesso sia bloccato in Cina, smentendo lo scenario peggiore, ma il silenzio governativo genera sospetti, alimentando ulteriormente il mistero intorno alle reali motivazioni del ritiro. Ufficialmente, infatti, ad Anthropic non è stata evidenziata alcuna “questione cinese”. Ciò che possa essere successo nelle segrete stanze del potere, invece, è altra cosa.
Un precedente che preoccupa
Guardando al passato, però, non c’è proprio da restare sereni. Alcuni utenti di Discord, infatti, erano riusciti ad accedere a Mythos per ben due settimane prima che Anthropic se ne accorgesse. Ciò dimostra come anche i sistemi di sicurezza delle più avanzate compagnie tecnologiche possano avere falle significative.
Ciò interessa tutti, anche chi ritiene che basti tenersi fuori dal mondo dei prompt per non esserne colpito. L’AI è ormai un asset strategico nazionale, al pari di armi ed energia. Le grandi potenze si contendono il primato in un settore che definirà gli equilibri economici e militari dei prossimi decenni. Il caso Mythos è solo l’ultimo capitolo di una partita destinata a farsi sempre più intensa per tutti noi.

















