Questo animale ha due teste, ed è perfettamente normale (o quasi)
La storia di un raro geco crestato bicefalo nato negli USA e la spiegazione scientifica della policefalia, un'anomalia biologica affascinante che accompagna la natura da milioni di anni.

- Negli Stati Uniti è nato Simon e Garfunkel, un geco crestato con due teste e un solo corpo, raro esempio di policefalia naturale.
- I due volti mostrano comportamenti distinti e richiedono cure costanti, soprattutto durante la muta, per garantirne la sopravvivenza in allevamento.
- La scienza collega il fenomeno alla biforcazione assiale e lo riconosce come un’anomalia antica, documentata anche in specie e fossili di milioni di anni fa.
Nascere con due teste può sembrare l’inizio di una storia di fantascienza, ma per la biologia si chiama policefalia ed è un fenomeno del tutto naturale, per quanto raro. La prova vivente arriva dagli Stati Uniti, dove alla fine di giugno è nato un piccolo geco crestato con due volti distinti ribattezzato Simon e Garfunkel. Un evento che sottolinea ancora una volta quanto la natura sappia essere imprevedibile.
- Il caso di Simon e Garfunkel
- Cosa dice la scienza sulla policefalia
- Un fenomeno che attraversa i millenni
Il caso di Simon e Garfunkel
Quando gli allevatori di Rockstar Geckos si sono trovati davanti all’uovo schiuso a fine giugno, hanno capito subito di assistere a qualcosa di unico.
Il piccolo geco crestato non era un semplice rettile, ma una coppia di gemelli non divisa. Battezzati Simon e Garfunkel, i due rettili condividono lo stesso corpo ma mostrano già personalità ben distinte.
Tracie Kelley, referente della struttura, ha raccontato alle pagine di IFLScience come la testa destra sia tendenzialmente quella dominante, mentre quella sinistra risulti un po’ più brontolona. A volte le due estremità sembrano persino discutere sulla direzione da prendere prima di muovere i primi passi.
La sfida quotidiana più complessa riguarda la muta della pelle: la creatura è così piccola e delicata che richiede un’assistenza costante per evitare che residui di epidermide compromettano la salute dei rettili.
Cosa dice la scienza sulla policefalia
Dal punto di vista biologico, la presenza di animali a due teste trova spiegazione in un processo noto come biforcazione assiale.
Accade quando un embrione destinato a dar vita a due gemelli identici interrompe la propria separazione nelle prime fasi dello sviluppo. Il risultato è un singolo organismo provvisto di due apparati cefalici distinti.
In ambiente naturale la sopravvivenza di un animale a due teste è quasi impossibile. Coordinare i movimenti per sfuggire ai predatori o contendersi le risorse alimentari all’interno dello stesso corpo rende questi esemplari estremamente vulnerabili.
Tuttavia, al sicuro all’interno di un allevamento e sotto attenta supervisione medica, le possibilità di condurre un’esistenza duratura crescono notevolmente.
Un fenomeno che attraversa i millenni
Trovare un geco a due teste è un evento straordinario, ma la storia della zoologia e della paleontologia dimostra che la policefalia attraversa da sempre l’intero regno animale.
Nel 2011 alcuni pescatori nel Golfo del Messico individuarono un raro esemplare di squalo toro bicefalo, mentre la letteratura scientifica riporta casi documentati in mammiferi come mucche e gatti, oltre a diverse specie di serpenti.
La conferma che non si tratti di una deviazione moderna arriva dal passato remoto del nostro pianeta. Il paleontologo e divulgatore Dean Lomax ha commentato con entusiasmo il ritrovamento in Cina, nella provincia di Liaoning, di un fossile risalente a 125 milioni di anni fa. Il reperto apparteneva a un Hyphalosaurus, un rettile acquatico dell’era mesozoica che mostrava chiaramente la presenza di due teste.
Esaminare un reperto di questo tipo consente agli studiosi di comprendere come le anomalie dello sviluppo embrionale seguano le medesime regole biologiche da centinaia di milioni di anni. Simon e Garfunkel rappresentano semplicemente l’ultimo capitolo di una lunghissima catena di bizzarrie naturali che continuano a stimolare anche il lato curioso della scienza.


















