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Android, 1 miliardo di dispositivi in pericolo: più del 40% a rischio sicurezza

Android non garantisce la sicurezza di numerosi smartphone: perché 1 miliardo è a rischio e cosa fare

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Quanto sono sicuri i dispositivi Android? Google ha diffuso dei numeri che dovrebbero preoccupare parte dei possessori di smartphone e tablet. Statistiche alla mano, si può dire che la situazione vada ben oltre il semplice ritardo negli aggiornamenti.

Più del 40% degli smartphone Android attivi, infatti, non riceve più patch di sicurezza critiche. Di fatto ci sono in circolazione più di un miliardo di dispositivi a rischio per quanto riguarda nuove vulnerabilità. Un ruolo che pesa enormemente, considerando quanto i nostri telefoni siano sempre più cruciali, tra autentificazione a due fattori, diversi servizi digitali, dati personali e home banking.

Android, quali smartphone non sono protetti

I dati proposti da Google sono basati su rilevazioni di dicembre 2025. Mostrano una distribuzione delle versioni di Android ancora molto sbilanciata. Di fatto una generale frammentazione che pesa in campo sicurezza:

  • Android 16 è presente sul 7,5% dei dispositivi;
  • Android 15 è presente sul 19,3% dei dispositivi;
  • Android 14 è presente sul 17,9% dei dispositivi;
  • Android 13 è presente sul 13,9% dei dispositivi.

Queste sono le uniche versioni che rientrano ancora nel perimetro del supporto per le patch di sicurezza critiche. Chiunque abbia tra le mani un dispositivo Android, dunque, dovrebbe andare in Impostazioni, individuare la voce Sistema e cliccare su Aggiornamenti software. Si potrà così verificare la propria versione e se sia disponibile un aggiornamento per il proprio smartphone o tablet.

Per essere più chiari possibile, tutti i modelli da Android 12 in giù sono ufficialmente fuori dal ciclo di protezione. Ciò vuol dire che il 58% dei dispositivi, circa, riceve ancora update di sicurezza. Poco più del 40%, però, è definitivamente escluso dal sistema.

Un problema decisamente concreto e preoccupante, considerando quanto diffusi siano gli spyware mirati contro Android. Soltanto a dicembre, mese del report, Google ne aveva segnalato una nuova ondata, ad esempio.

I dispositivi non supportati sono dunque vulnerabili oggi e lo saranno ancora di più in seguito. Nessun supporto è garantito e tutto ciò che si può fare è cambiare modello. Di fatto è questa la strategia commerciale adottata ed è l’unico passo se si mira a sfruttare il proprio telefono per determinare funzioni sensibili.

Smartphone vecchi, cosa si può fare

La scelta più logica è la sostituzione, come detto, optando almeno per un sistema con Android 13 (anche se optare per modelli già datati porterà a un nuovo acquisto in tempi brevi). È questo il consiglio da prendere seriamente in considerazione, principalmente per chi sfrutta i propri dispositivi per operazioni come quelle di home banking.

In alternativa, Google ha ricordato che Google Play Protect continua a funzionare a partire dal sistema operativo Android 7. Ciò offre:

  • firme di sicurezza aggiornate;
  • scansione malware in tempo reale.

Una barriera utile, che però non può essere paragonata a una patch di sistema. Una sorta di palliativo, da applicare magari in attesa d’avere tra le mani il nuovo modello. Sul fronte delle app, la responsabilità passa agli sviluppatori: gli aggiornamenti possono continuare anche su dispositivi datati, a patto di rispettare i requisiti API imposti da Google. Ma anche in questo caso si tratta di una protezione parziale.

Confronto con Apple e ruolo dei produttori

Il peso maggiore non può che ricadere sui produttori. Pensiamo a Samsung, ad esempio, che ha interrotto il supporto di sicurezza per l’intera serie Galaxy S21. I Galaxy S22 e il Galaxy S21 FE sono invece passati da aggiornamenti mensili e trimestrali. Un segnale evidente di quanto il ciclo di vita dei supporti si stia accorciando, con milioni di dispositivi che silenziosamente scivolano fuori dal perimetro di sicurezza. Qualcosa di chiaro, in parte, alle generazioni più giovani, e del tutto ignorato dal gran numero di anziani con uno smartphone Android tra le mani.

Inevitabile il confronto con l’ecosistema Apple. Anche su iOS molti utenti tardano ad aggiornare, ma la differenza sostanziale è che i modelli compatibili continuano a ricevere nuove versioni del sistema operativo e patch di sicurezza per anni. Il numero di iPhone completamente fuori supporto resta relativamente contenuto. Su Android, invece, la fine del supporto arriva spesso quando il dispositivo è ancora perfettamente funzionante dal punto di vista hardware.