Android 17, arriva Pause Point: la funzione che interrompe lo scroll infinito da social
Google lotta contro il "doomscrolling" con la funzione Pause Point. Android 17 blocca i social per 10 secondi e rivoluziona le funzioni per il benessere tecnologico
Non basta altro che un messaggio, una singola notifica e in qualche modo ci si ritrova schiavi dello scroll infinito. Siamo infatti colmi di ansie e preoccupazioni, così come di impegni e scadenze, e allora lo smartphone diventa un mezzo per mettere a tacere le voci nella nostra testa.
Un’abitudine tutt’altro che salutare, considerando come sia ormai molto diffusa anche tra i giovanissimi. Non è un caso se negli Stati Uniti parlano di “doomscrolling”. È tra le abitudini più difficile da sconfiggere, perché ci offre una rapida e immediata via di fuga da una realtà che non ci soddisfa.
Ci si ritrova così a perdere ore o intere giornate, posticipando non soltanto gli impegni ma la vita stessa. Google sembra avere intenzione di intervenire in tal senso, provando a porre un freno con Android 17. La novità si chiama “Pause Point” ed è probabilmente la funzione più interessante del nuovo sistema operativo.
Come funziona Pause Point
Quando apri un’app che il sistema operativo Android 17 considera “distraente”, ti viene posta una domanda. Nessun rimprovero, bensì una proposta. Il tuo smartphone, di colpo, ti chiede di fermarti per 10 secondi, circa, quando sei su Instagram, TikTok, YouTube o altre applicazioni simili da “troppo tempo”.
Nel corso di questa pausa, lo schermo ti propone delle alternative:
- un timer per prendere consapevolezza del tempo;
- un esercizio di respirazione;
- una galleria delle tue foto preferite;
- la possibilità di aprire un’altra app meno passiva.
Trascorsi i secondi, qualora sia stata accettata queta pausa, si potrà proseguire a usare l’app come sempre. Quel piccolo intervallo, però, cambia tutto, perché trasforma un gesto automatico, quello del continuo tap, in una scelta consapevole.
Cosa c’è di diverso rispetto ad altri strumenti
Android e iOS offrono da tempo ormai strumenti di benessere digitale. Che si tratti di timer giornalieri, promemoria sull’uso o modalità “concentrazione”, le alternative non mancano. Il problema è che funzionano dopo lo scrolling e non durante.
Ti avvisano quando hai già trascorso un’ora su TikTok, ad esempio. Pause Point, invece, agisce prima. Si inserisce nel momento esatto in cui stai per cadere nella spirale dello scroll. Lo sguardo è rivolto soprattutto a tre categorie di utenti:
- nottambuli dello smartphone, che aprono i social per “un secondo” prima di dormire e ci trascorrono ore;
- genitori che intendono gestire al meglio il tempo trascorso dai propri figli davanti allo schermo, senza imporre blocchi forzati e giungere a un conflitto;
- chiunque si sia accorto di come il tempo delle proprie giornate voli via senza aver concluso ciò che si voleva/doveva, proprio a causa della trappola che stringiamo tra le mani ogni giorno.
Google però non fa miracoli. Pause Point non elimina le app, non ne limita il contenuto ed è facile da aggirare per chi è davvero determinato a scrollare. L’obiettivo però non è proibire, ma creare un momento di consapevolezza, offrendo una scelta.



















