Anche gli uccelli (canori) divorziano tra una stagione riproduttiva e l'altra: la scoperta
Uno studio rivela che alcuni uccelli divorziano, un processo che avviene in modo graduale: si separano molto prima del periodo riproduttivo e scelgono nuovi partner

C’è chi pensa, ingenuamente, che l’amore tra gli uccelli sia per sempre: due piccoli esemplari si scelgono, costruiscono il nido, allevano insieme i piccoli e tornano l’anno dopo nello stesso posto, fianco a fianco. Eppure, anche tra loro qualcosa può spezzarsi. Non ci sono carte da firmare, né avvocati, ma un gesto netto c’è: lui da una parte, lei dall’altra.
I biologi lo chiamano “divorzio” ed è più comune di quanto si pensasse, specie fra gli uccelli canori (gli Oscini). A sorprendere è soprattutto quando tutto questo accade. Non durante la cova o subito dopo, ma nel mezzo dell’inverno, quando non c’è ancora nulla da costruire o difendere. È in quei mesi freddi, apparentemente innocui, che alcuni uccelli decidono di chiudere una relazione durata una stagione intera.
L’osservazione e la scoperta
A rivelare che anche gli uccelli divorziano (e che lo fanno con un certo anticipo sulla stagione riproduttiva) è stato un team di ricercatori formato da esperti dell’University of Oxford e dell’University of Leeds, che ha condotto uno studio, poi pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B.
Il team si è concentrato su una delle specie più studiate d’Europa: la cinciallegra, un piccolo passeriforme noto per le sue abitudini apparentemente stabili. Il luogo dell’osservazione è stata la foresta di Wytham Woods, vicino Oxford, che per decenni è stata monitorata con una precisione quasi maniacale.
Grazie a dei minuscoli chip applicati agli uccelli e a una rete di mangiatoie “intelligenti”, i ricercatori hanno potuto registrare centinaia di migliaia di interazioni tra esemplari durante tutto l’inverno. Analizzando questi dati, si sono accorti di qualcosa di inatteso: alcune coppie che avevano nidificato insieme l’anno precedente avevano smesso di frequentarsi molto prima dell’inizio della nuova stagione. E non era un caso: molte di loro, in primavera, risultavano effettivamente “separate”, con nuovi compagni e nuovi nidi.
Come (e quando) avviene il divorzio?
Occorre comunque fare una precisazione: nel mondo degli uccelli canori, il divorzio non è una rottura drammatica o improvvisa. Stando agli studi, si tratta piuttosto di una separazione silenziosa e graduale, che prende forma nei mesi freddi. I ricercatori hanno osservato che, già all’inizio dell’inverno, alcune coppie che hanno condiviso il nido l’anno prima cominciano a frequentarsi sempre meno: passano meno tempo insieme nei punti di alimentazione, si cercano poco e tendono a interagire con altri individui.
Un comportamento che, col passare delle settimane, si fa sempre più marcato. All’opposto, le coppie che poi rimarranno unite mostrano un’intensificazione dei contatti e una coesione sociale sempre più evidente. A decidere la rottura non sembra essere un evento isolato, ma una dinamica sociale a lungo termine.
Gli studiosi ipotizzano che durante l’inverno gli uccelli “osservino” e valutino i potenziali partner, in base al comportamento sociale e all’accesso alle risorse. In pratica, si apre una fase di selezione pre-riproduttiva, dove non contano solo i legami esistenti ma anche le opportunità future. Chi resta poco convincente, o si rivela poco affidabile sul piano sociale, viene lasciato andare.
Amore e altri legami
E poi? Poi, prima della primavera, arriva un altro momento chiave: quando si formano le nuove coppie per la nidificazione. A quel punto le relazioni che non hanno resistito all’inverno si sciolgono senza rumore: ciascun individuo sceglie un nuovo compagno e la vita riparte da un’altra tana, da un altro ramo.
È un ciclo naturale, un comportamento invisibile a occhio nudo, ma chiarissimo nei dati. Attenzione però: il fatto che gli uccelli divorziano non mette in discussione la forza dei loro legami. Anzi, proprio l’esistenza di un “prima” e di un “dopo” suggerisce quanto siano articolate le relazioni affettive tra gli esemplari. Alcune coppie resistono, si rinsaldano durante l’inverno, affrontano insieme il gelo, la scarsità di cibo e la pressione sociale degli altri individui.
Altre, invece, si sgretolano, seguendo dinamiche che somigliano molto a quelle umane: differenze di abitudini, mancanza di sintonia, o semplicemente nuove possibilità all’orizzonte. Per i ricercatori, studiare questi legami è un modo per comprendere meglio i comportamenti sociali non solo degli uccelli, ma anche dei vertebrati in generale.
La fedeltà, la scelta del partner, la coabitazione e la separazione non sono esclusiva del genere umano. E non sono nemmeno sempre “romantiche”: sono strategie adattive, che rispondono a bisogni profondi e, in certi casi, a una semplice convenienza evolutiva. Nel mondo naturale, l’amore è anche una questione di sopravvivenza.



















