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Anaconda giganti: i fossili del Venezuela riscrivono la storia delle loro dimensioni

Gli anaconda oggi sono tra gli animali più grandi al mondo, ma una nuova scoperta ribalta le nostre certezze: cosa hanno trovato nei fossili in Venezuela.

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Anaconda giganti: i fossili del Venezuela riscrivono la storia delle loro dimensioni 123RF

Nell’immaginario collettivo è il mostro fluviale per eccellenza, un rettile capace di raggiungere dimensioni quasi mitologiche nelle profondità della giungla inesplorata. Non è un caso che l’anaconda sia spesso protagonista di film ad alto tasso di tensione: è una creatura affascinante, che genera un certo timore. Eppure un nuovo studio sembrerebbe riscrivere questo “mito”, svelando una realtà diversa da quella immaginata: gli anaconda hanno raggiunto dimensioni gigantesche molto prima di quanto pensassimo, ma a un certo punto della loro evoluzione avrebbeero smesso di crescere ulteriormente.

Il nuovo studio sugli anaconda

La nuova ricerca si basa su alcuni eccezionali ritrovamenti nello stato di Falcón, in Venezuela. Fossili che hanno ribaltato le aspettative dei paleontologi: contrariamente a quanto si credeva, gli antichi anaconda non erano mostri di dimensioni inimmaginabili, ma avevano già raggiunto la loro “forma perfetta” milioni di anni fa. Lo studio in questione si intitola An early origin of gigantism in anacondas (Serpentes: Eunectes) revealed by the fossil record ed è consultabile sul Journal of Vertebrate Paleontology.

I risultati dimostrano che gli anaconda avevano già raggiunto le loro attuali dimensioni massime circa 12,4 milioni di anni fa e che, da allora, questi predatori sono rimasti in uno stato di “stasi evolutiva”, mantenendo la loro taglia pressoché invariata. I ricercatori hanno condotto l’analisi di 183 vertebre fossili appartenenti ad almeno 32 individui distinti, tutti reperti che provengono dalle formazioni di Socorro e Urumaco, area che nel Miocene faceva parte del vasto sistema di zone umide noto come sistema Pebas.

Utilizzando modelli matematici e una tecnica chiamata Ancestral State Reconstruction, il team ha stimato che gli antichi anaconda del Miocene avessero una lunghezza media di circa 5,2 metri. Questo dato è statisticamente sovrapponibile alle dimensioni degli anaconda verdi moderni (Eunectes murinus ed Eunectes akayima), che si aggirano mediamente sui 4-5 metri (salvo rare eccezioni che superano i 6 metri).

“Questo è un risultato sorprendente perché ci aspettavamo di trovare che gli antichi anaconda fossero lunghi 7 o 8 metri. Ma non abbiamo alcuna prova di un serpente più grande nel Miocene, quando le temperature globali erano più calde”, spiega Andrés Alfonso-Rojas, dottorando presso l’Università di Cambridge e coautore dello studio.

Perché gli anaconda hanno smesso di crescere?

Questa aspettativa – disattesa – di trovare dei “super-anaconda” nasceva da quanto oggi conosciamo del clima del Miocene: il Sud America tropicale era significativamente più caldo di oggi. Essendo i rettili animali a sangue freddo, le loro dimensioni massime spesso sono correlate alla temperatura ambientale, quindi più fa caldo e più possono crescere.

Ma allora perché l’anaconda del Miocene ha smesso di crescere, fermandosi a 5 metri? I ricercatori parlano di competizione. Le acque di Urumaco erano infestate da altri titani, come il Purussaurus (caimano lungo oltre 10 metri) e la Stupendemys (tartaruga d’acqua dolce grande quanto un’automobile). In un ecosistema saturo di mega-predatori acquatici, la lunghezza di “soli” 5 metri rappresentava un vantaggio: l’anaconda era abbastanza grande da predare roditori giganti e giovani caimani, ma abbastanza agile da non entrare in competizione diretta con questi enormi avversari.

L’anaconda è arrivato a noi nella sua forma “primordiale” per puro istinto di sopravvivenza e per una capacità che giganti come il Purussaurus e la Stupendemys non avevano, tanto da estinguersi quando il sistema Pebas è collassato e il clima è cambiato. L’anaconda è riuscito a prosperare, nonostante il cambio di habitat, e il segreto del suo successo “sembra essere stato proprio quel limite di 5 metri: una taglia “giusta” che ha permesso a questo rettile di attraversare milioni di anni di sconvolgimenti geologici, arrivando fino ai nostri giorni come il dominatore indiscusso delle paludi sudamericane”, spiega ancora Andrés Alfonso-Rojas.

Mentre il mondo intorno a lui cambiava drasticamente, l’anaconda ha trovato la sua forma perfetta già 12 milioni di anni fa. E da quel momento non l’ha più abbandonata.