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Alexa+ con IA avanzata, non solo "sassy": cosa può fare il nuovo dispositivo Amazon

Amazon trasforma Alexa, ora può ragionare davvero come un assistente IA: tutte le novità per gli utenti

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Alexa iStock

Amazon ha trasformato Alexa e la nuova versione promette di sbancare il mercato. Per anni abbiamo usato il sistema per avviare un brano, una playlist, così come aggiungere il timer, una sveglia ricorrente o magari, per i più ambiziosi, ricordare la lista della spesa.

Non era possibile avere una sorta di conversazione. Al massimo si poteva porre una domanda e ricevere risposte in merito a calcoli o curiosità dal mondo, o ancora ultime notizie. Il tutto, tra l’altro, in maniera meccanica e con una estenuante ripetizione di alcune frasi base. Ora la musica cambia con Alexa+.

L’assistente vocale è stato potenziato grazie a un modello di linguaggio avanzato (LLM). Non un semplice aggiornamento software, dunque, ma un’evoluzione “cerebrale”. Alexa+ non è solo un maggiordomo digitale ma una compagnia digitale con la quale ragionare. Può ora ricordare e comprendere il contesto, il che trasforma l’intera esperienza utente. Il lancio internazionale segna l’ingresso di Amazon nella nuova era della Generative AI, sfidando direttamente i chatbot più evoluti ma con il vantaggio di essere già integrata nelle nostre case.

Conversazioni fluide e stop alle “parole magiche”

La novità principale di Alexa+ è decisamente la sua capacità conversazionale. Prima eravamo costretti a ripetere la parola “Alexa” prima di ogni singola frase. Ora invece il sistema può sostenere un dialogo continuo.

Si possono chiede suggerimenti per qualsiasi tema. Pensiamo a cosa preparare per cena. Si otterranno proposte, che potranno poi essere affinate sulla base di nuovi suggerimenti nell’arco del confronto tra essere umano e macchina. Il tutto senza interrompere il flusso del discorso.

Ma non è solo una questione di fluidità. La nuova IA è decisamente più utile perché possiede una memoria contestuale. Dopo aver pianificato un programma di viaggio, ad esempio, si potrà dopo 30 minuti, ad esempio, tornare sull’argomento e aggiungere o rimuovere elementi. Alexa+ saprà di cosa si starà parlando, esattamente.

Più utile e proattiva

Il tema cardine non è, dunque, il nuovo “carattere” di Alexa. Questa la notizia divenuta virale in precedenza. C’è ben altro, anche se per il momento potranno beneficiarne soltanto i cittadini UK (arriverà ovunque, col tempo).

Addio al tono robotico, lasciando spazio a una “personalità” più ironica e “sassy” (impertinente). Una vivacità atta a rendere l’interazione più naturale. Sul fronte pratico, ecco cos’è stato potenziato:

  • smart home predittiva, non limitandosi a eseguire ordini, ma suggerendo routine basate sulle abitudini degli utenti (potrebbe chiedervi se volete abbassare le luci o accenderne altre, sulla base di quanto fatto in precedenza);
  • sintesi e gestione delle informazioni, riassumendo email, gestendo liste della spesa complesse e confrontando prezzi e recensioni;
  • traduzione simultanea avanzata, con capacità di proporre intere conversazioni in un’altra lingua in tempo reale, risultando molto più precisa rispetto al passato, gestendo anche modi di dire e sfumature dialettali.

Il prezzo dell’intelligenza

Alexa+ non sarà gratuita per sempre, occorre dirlo. Per sostenere i costi computazionali dell’IA generativa, Amazon ha previsto un canone mensile (potrebbe affiancarsi o integrarsi a Prime, a seconda dei mercati).

Gli utenti potranno scegliere se restare con la versione classica o passare al livello plus, sbloccando queste capacità. La conferma del fatto che gli assistenti vocali stanno diventando un servizio premium a tutti gli effetti.