Airbnb scommette sull'intelligenza artificiale, cosa cambia per gli utenti
Anche Airbnb scommette tutto sull’intelligenza artificiale. Come sta cambiando il celebre servizio e che cosa sarà possibile fare grazie alle nuove funzioni AI

Airbnb è pronta ad affrontare un’evoluzione del suo ruolo, passando all’essere una “semplice” piattaforma per gli affitti a breve termine a una specie di super applicazione, pronta a gestire ogni aspetto del viaggio.
Secondo il CEO dell’azienda, Brian Chesky, l’obiettivo è quello di creare un ecosistema completo di servizi e attività puntando, appunto, sull’espansione dei servizi offerti e su una sempre maggiore centralità dell’intelligenza artificiale.
Come sta cambiando Airbnb
I primi segni di questa evoluzione sono stati visibili già a maggio, quando Airbnb ha rinnovato totalmente la sua app, introducendo una vasta gamma di nuove “Esperienze” e servizi. Non si parla più, quindi, di una piattaforma per trovare un posto dove dormire, ma l’obiettivo è diventare il centro di un ecosistema per organizzare totalmente le proprie vacanze, con la possibilità di prenotare e organizzare ogni singola attività.
E il fulcro di questo cambiamento, come già anticipato, sarà l’intelligenza artificiale che trasformerà l’applicazione, rendendola capace di anticipare le esigenze dell’utente e agire in modo proattivo e in totale autonomia.
Al momento, la maggior parte degli investimenti riguarda il servizio clienti, con l’agente virtuale di Airbnb (addestrato su migliaia di conversazioni e basato su vari modelli AI) che ha già ridotto del 15% le interazioni che richiedono l’intervento umano. L’obiettivo dei prossimi mesi è di espandere ulteriormente le potenzialità di questo assistente e trasformarlo in un vero e proprio agente autonomo e personalizzato, in grado di eseguire azioni complesse.
Tra le attività annunciate ci sarà la gestione proattiva delle prenotazioni che gli consentirà di gestire in autonomia le prenotazioni, cancellando quelle non più necessarie senza che l’utente debba specificarlo e le opzioni per la pianificazione personalizzata del viaggio, che gli consentirà di avviare modo autonomo ricerche e suggerimenti per il prossimo viaggio, basandosi sulle preferenze e sul comportamento dell’utente, aiutandolo anche nella fase di prenotazione.
Airbnb guarda al futuro del settore travel
Nonostante la definizione di una strategia così ambiziosa, bisogna sottolineare che questi cambiamenti porteranno a una crescita più lenta dell’azienda, che tuttavia non sembra preoccupare Brian Chesky e tantomeno gli investitori.
Stando alle prime dichiarazioni del CEO, l’obiettivo a lungo termine è quello di “trasformare Airbnb nella Amazon dei viaggi”, un paragone che evidenzia la volontà di puntare alla creazione di una piattaforma per la gestione dell’esperienza a 360°, che consente all’utente di trovare e gestire ogni aspetto del proprio viaggio, guidato naturalmente dall’intelligenza artificiale.
Si tratta, però, di un progetto a lungo termine che da qui ai prossimi mesi (forse anni) porterà a una ridefinizione totale di Airbnb, anticipando la concorrenza e guardando strategicamente a un futuro dove ogni applicazione avrà al suo interno funzioni basate sull’intelligenza artificiale, che “conoscono l’utente” e sanno di cui ha bisogno senza che sia lui a chiederglielo.


















