L'AI si metterà a fare gli accertamenti fiscali? Dall'Agenzia delle Entrate un secco no
Dall'Agenzia delle Entrate la conferma: mai l’intelligenza artificiale per gli accertamenti fiscali. Ciononostante, la tecnologia può accelerare altri processi dell'amministrazione fiscale.

È tempo di 730, e la macchina del Fisco è già in moto per ricevere e analizzare le dichiarazioni che arriveranno quest’anno, e anche quest’anno saranno inevitabili eventuali accertamenti fiscali o rimborsi. Tutte attività che, nell’era dell’IA, potrebbero essere rese più rapide ed efficienti grazie a questa tecnologia.
Il che è vero, ma non quando si parla di accertamenti fiscali. Su questo punto l’Agenzia delle Entrate è categorica: niente intelligenza artificiale per prendere decisioni su questi provvedimenti.
- L'Agenzia delle Entrate dice no all'AI negli accertamenti fiscali
- Come il Fisco può impiegare l'intelligenza artificiale
- Il ruolo dei chatbot nelle verifiche fiscali
L’Agenzia delle Entrate dice no all’AI negli accertamenti fiscali
Il no dell’Agenzia delle Entrate arriva direttamente dal direttore Vincenzo Carbone, intervistato durante il forum online organizzato dall’ANSA: “l’Agenzia non emetterà mai un avviso di accertamento elaborato dall’intelligenza artificiale, questo non deve accadere mai e poi mai“.
Una posizione dunque netta, che conferma come questa tecnologia sia ancora considerata troppo immatura per essere applicata a un passaggio così delicato come quello dell’accertamento fiscale.
Anche perché non mancano i casi in cui il provvedimento finisce in sede di contenzioso, per il momento con il Fisco quasi sempre vincente. Secondo il Rapporto di verifica dei risultati della gestione 2024, l’Agenzia delle Entrate ha ottenuto un esito completamente positivo nel 76,8% delle sentenze definitive relative a controversie sugli accertamenti fiscali. Nel dettaglio, su un totale di 58.820 pronunce passate in giudicato (quindi non più impugnabili) ben 45.161 hanno dato piena ragione all’amministrazione.
Per fare in modo che questa percentuale non scenda, occorre dunque evitare che processi così sensibili possano essere delegati a sistemi automatizzati a rischio allucinazioni. Il principio resta quindi quello della supervisione umana: “Ci sarà sempre un funzionario che con il proprio buonsenso con la propria competenza professionale valuterà i dati che otteniamo con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale“.
Come il Fisco può impiegare l’intelligenza artificiale
Nonostante il no nell’accertamento fiscale, l’Agenzia non chiude affatto alla tecnologia. Anzi, l’IA trova già oggi un valido impiego in alcuni segmenti dell’attività amministrativa.
Ad esempio quello dei rimborsi. Lo stesso Carbone ha confermato che nei rimborsi, ad esempio “l’intelligenza artificiale ci è di aiuto, perché ci consente di analizzare diversi dati in un tempo velocissimo e a ridurre i tempi di erogazione“.
La nuova tecnologia infatti può essere adoperata per accompagnare l’azione degli uomini e delle donne del Fisco per altre finalità, come quella di velocizzare ulteriormente i tempi dei rimborsi.
E questo oggi: chissà se l’IA potrà mai essere impiegata per quanto riguarda la Dichiarazione Precompilata.
Il ruolo dei chatbot nelle verifiche fiscali
L’adozione (parziale) dell’IA nell’amministrazione fiscale italiana non è di certo un unicum nel panorama globale.
Anche negli Stati Uniti, l’IRS (Internal Revenue Service) sta integrando progressivamente questa tecnologia per migliorare l’individuazione delle aree di rischio, come frodi o casi di non conformità, oltre che per rendere i controlli più mirati ed evitare le cosiddette “verifiche a vuoto”, cioè quelle che non producono recuperi effettivi.
Allo stesso modo dell’AdE, anche l’omologa statunitense esclude l’idea di affidare a sistemi automatizzati il ruolo decisionale o sostitutivo dei propri esperti.
L’intelligenza artificiale è sì uno strumento utile, ma deve restare sempre sotto la supervisione umana. Anche perché parlare di automazione AI oggi è praticamente utopia, specialmente in un ambito complesso come quello tributario, dove a rimetterci in primis sono i contribuenti, prima ancora che lo Stato.
FAQ
Il direttore ha dichiarato che l'Agenzia non emetterà mai avvisi di accertamento elaborati dall'intelligenza artificiale. La decisione resta umana.
Sì, in attività di supporto come l'analisi dati per velocizzare i rimborsi e individuare aree di rischio, sempre con supervisione umana.
Un funzionario umano: la supervisione e il buonsenso professionale restano necessari per valutare i dati prodotti dall'IA.
Sì: ad esempio l'IRS usa l'AI per individuare aree di rischio e rendere i controlli più mirati, senza delegare le decisioni.


















