Da New York a Londra in una mattinata: l'aereo supersonico della NASA sembra fantascienza
L'X-59 della NASA è pronto per il test più importante: compiere un volo a velocità supersonica. Una prima volta che potrebbe cambiare il destino dell'aviazione civile.
Volare da Londra a New York in meno di due ore. No, non si tratta dell’ennesimo film di fantascienza, ma di una rivoluzione tecnologica concreta che la NASA e i giganti dell’aerospazio stanno preparando proprio in questo momento. Il volo supersonico commerciale, rimasto congelato per oltre vent’anni dopo il pensionamento del mitico ma rumoroso Concorde, si prepara al suo ritorno grazie a una nuova generazione di velivoli silenziosi ed ecologici.
Il sensazionale X-59 della NASA
Il vero nemico dei viaggi ultra-rapidi è sempre stato il boom sonico, quel fragoroso doppio boato generato quando un velivolo supera la velocità del suono, capace di spaventare intere popolazioni e persino frantumare i vetri delle case che si trovano a terra. È proprio per tale ragione che, nel 1973, le autorità americane hanno vietato i voli supersonici civili sopra la terraferma, condannando il Concorde a viaggiare solo sopra gli oceani.
La NASA da decenni lavora a un progetto che intende rendere obsoleto questo ostacolo. Parliamo dell’X-59, un incredibile aereo sperimentale progettato insieme alla divisione Skunk Works di Lockheed Martin, lungo circa 30 metri e con un design futuristico dominato da un naso ad ago lungo ben 11 metri.
Questa forma così allungata ovviamente non è solo una scelta stilistica, ma serve per impedire alle onde di pressione dell’aria di fondersi tra loro, distribuendole lungo la fusoliera. Un’altra particolarità e il motore, posizionato sopra le ali e non sotto, così da usare lo scafo stesso dell’aereo come scudo acustico.
Con queste fattezze e queste caratteristiche, l’X-59 emette un debole e quasi impercettibile battito di circa 75 decibel, simile al rumore di una portiera che si chiude a distanza.
Il primo volo supersonico
Non sono mancati i test in questi ultimi anni, ma adesso l’X-59 si prepara finalmente ad affrontare la prova del fuoco: superare la barriera del suono a Mach 1. Ad annunciarlo è stata la NASA: “Il prossimo passo sarà il primo volo supersonico di questo velivolo unico nel suo genere. Ci stiamo avvicinando al punto di prova delle condizioni di missione per cui l’X-59 è stato progettato”, ha spiegato Cathy Bahm, responsabile del progetto Low Boom Flight Demonstrator.
Il primo volo supersonico programmato servirà a confermare le previsioni dei supercomputer e, una volta validati i dati acustici con voli reali sopra aree popolate, la NASA li consegnerà ai regolatori internazionali per chiedere la fine dello storico divieto di volo terrestre, aprendo così le porte al mercato commerciale.
Un mercato che vede già all’attivo la “concorrenza”, in effetti. Basti pensare alla startup Boom Supersonic che sta sviluppando Overture, un aereo di linea da 65 posti pensato per viaggiare a Mach 1.7. Altre realtà come Spike Aerospace lavorano su jet supersonici d’affari pensati per dimezzare i tempi di viaggio globali in totale silenzio.
Ma, in tutto ciò, cosa ne pensa l’ambiente? Il tema della sostenibilità è inevitabilmente al centro del discorso perché volare a velocità supersoniche richiede dalle due alle tre volte l’energia di un volo tradizionale. Per questo motivo i nuovi aerei sono progettati per funzionare esclusivamente con carburanti sostenibili per l’aviazione, noti come SAF, ma gli esperti restano comunque in allerta. Questi voli avvengono nella stratosfera, una fascia atmosferica molto delicata e in cui le emissioni di vapore acqueo e ossidi di azoto potrebbero influire sul clima e sull’ozono. La sfida è ancora aperta: volare veloci come il vento sì, ma in armonia col nostro Pianeta.


















