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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In India ci si filma tutto il giorno per addestrare l'AI

In India migliaia di lavoratori si riprendono mentre compiono faccende domestiche per fornire ai robot i dati visivi necessari a comprendere il mondo fisico e i gesti umani quotidiani.

4 min di lettura

Esterno uomo fa un selfie 123RF
  • In India migliaia di persone si filmano mentre svolgono faccende quotidiane per fornire ai robot i dati visivi necessari a imparare gesti e movimenti.
  • Tra abitazioni simulate e telecamere indossate sulla testa, le riprese raccolgono azioni come riordinare, pulire, tagliare verdure e sistemare oggetti in spazi reali.
  • Il settore cresce rapidamente grazie alla domanda delle aziende americane, ma resta segnato da salari bassi, lavori precari e dubbi sulla sostenibilità futura.

In India migliaia di lavoratori si riprendono mentre compiono faccende domestiche per fornire ai robot i dati visivi necessari a comprendere il mondo fisico e i gesti umani quotidiani.

Robot umanoidi e gesti quotidiani

Mentre i modelli linguistici e gli algoritmi di elaborazione procedono a ritmi vertiginosi, le tecnologie legate alla robotica incontrano ancora ostacoli complessi nelle interazioni fisiche più basilari.

Per i moderni robot umanoidi, comprendere la consistenza di un tessuto, valutare la pressione da applicare per afferrare una bottiglia o calcolare la traiettoria ideale per spostare una tazza richiede una mole immensa di informazioni pratiche.

La risposta dell’industria tecnologica a questa criticità passa attraverso la costante raccolta dei cosiddetti dati egocentrici, ovvero riprese video in prima persona capaci di registrare fedelmente l’azione delle mani umane nel loro contesto naturale.

Nella città di Karur, nel sud dell’India, la giovane laureata Rani N. indossa una telecamera sulla testa per registrare fino a novanta brevi filmati al giorno.

All’interno di ambienti allestiti per simulare abitazioni reali, la ragazza piega asciugamani e riordina stanze, trasformando gesti ripetitivi nel materiale grezzo indispensabile per addestrare l’AI a interagire con lo spazio fisico.

L’architettura dell’annotazione dei dati

L’azienda Objectways rappresenta una delle strutture più dinamiche in questa filiera in rapida espansione.

Fondata nel 2019 dall’imprenditore Ravi Rajalingam, l’organizzazione conta oggi oltre 2600 dipendenti, con un ritmo di assunzioni in forte accelerazione.

Oltre al personale presente negli studi di registrazione, l’impresa ingaggia numerosi collaboratori freelance che registrano i propri movimenti quotidiani tra le mura domestiche o nelle catene di montaggio delle fabbriche.

Le sequenze catturate documentano compiti estremamente diversificati: dal taglio preciso delle verdure alla pulizia dei sanitari, fino all’applicazione di etichette sui prodotti commerciali.

Particolarmente richieste sono le riprese che tracciano la disposizione di bottiglie e contenitori secondo specifiche figure geometriche, effettuate tramite dispositivi dotati di sensori di profondità per misurare lo spazio reale.

Ogni singolo video viene successivamente sottoposto a un minuzioso processo di marcatura. Gli operatori analizzano fotogramma per fotogramma e inseriscono descrizioni testuali dettagliate che rendono l’azione visiva comprensibile e replicabile da parte dei software sviluppati dalle aziende americane.

Dinamiche economiche e incertezze occupazionali

Questo fenomeno si sviluppa in un contesto sociale ed economico ben preciso. In India, dove l’età media della popolazione si attesta sui 28 anni, la carenza strutturale di opportunità professionali spinge molti giovani verso il settore digitale.

Le retribuzioni mensili offerte ai lavoratori non specializzati oscillano tra i 180 e i 220 euro, cifre ritenute adeguate al costo della vita della regione, mentre i collaboratori occasionali guadagnano circa due euro all’ora.

Nonostante le stime indichino che il comparto dell’addestramento dati possa generare risorse per decine di miliardi di dollari entro la fine del decennio, non mancano forti perplessità istituzionali sulla sostenibilità dell’intero modello.

S. Krishnan, alto funzionario del ministero dell’Informatica indiano, ha sottolineato il rischio di strutturare un mercato del lavoro fragile e precario. La preoccupazione principale riguarda la natura temporanea di queste mansioni: proprio come accaduto in passato con i servizi di assistenza telefonica e i call center, anche queste attività manuali potrebbero essere presto riassorbite o totalmente automatizzate dagli stessi sistemi intelligenti che oggi contribuiscono a creare.