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Accordo per il 5G, cos'è il ran sharing che useranno Fastweb, Vodafone e Tim

Ci saranno meno antenne per il 5G in Italia nel prossimo futuro: questo accordo riduce l'impatto economico e ambientale

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Antenna telecomunicazione iStock

L’Italia ha bisogno di un netto passo in avanti per quanto riguarda la copertura digitale. Le connessioni lente sono una tremenda realtà per numerose aree, da Nord a Sud. Un problema di poco conto per le vecchie generazioni ma tutt’altro per quelle odierne.

Si dovrebbe dunque parlare sempre più di fibra ottica, garantita come connessione basica. Al netto di ciò, però, si registra un passo in avanti per quanto riguarda lo sviluppo del 5G. Ciò passa anche attraverso la cooperazione tra differenti operatori, ed è proprio quanto accaduto con Fastweb+Vodafone e Tim. È stato infatti annunciato un accodo strategico basato sul modello di Ran sharing (Radio Access Network sharing).

Cos’è il Ran sharing

Quando si parla di Ran sharing, si fa riferimento a un particolare modello tecnologico, che consente a più operatori di condividere una porzione della rete d’accesso radio. Nello specifico si parla principalmente di antenne e siti fisici.

Non siamo dinanzi a una fusione delle reti, tutt’altro. Le aziende non perderanno la propria indipendenza e questo accordo tra Fastweb+Vodafone e Tim non indica un’intesa di strategie commerciali. Ciò che cambia è il modo in cui vengono costruite le infrastrutture sul territorio nazionale.

Il progetto prevede la realizzazione di circa 15.500 nuovi siti entro la fine del 2028. Ogni operatore svilupperà la rete in 10 regioni, con la novità che ciascuna società avrà modo di utilizzare anche le infrastrutture dell’altra. Il risultato? Una rete più estesa, veloce da implementare e meno impattante dal punto di vista economico e, soprattutto, ambientale.

Invece di installare più antenne nello stesso luogo (una per ogni operatore), se ne realizzerà soltanto una, sfruttata da più soggetti. Un approccio che ridurrà drasticamente i costi di investimento, accelerando i tempi di copertura e limitando incredibilmente l’impatto paesaggistico.

Cosa cambia per utenti e territori

L’accordo stipulato tra Fastweb+Vodafone e Tim è pensato principalmente per i comuni con meno di 35.000 abitanti. Parliamo di aree spesso escluse dalle prime fasi di diffusione del 5G, considerando la scarsa clientela e, dunque, la limitata redditività dell’investimento.

Con il Ran sharing, però, sarà molto più facile (perché economicamente sostenibile) portare reti mobili ad alte prestazioni anche in queste realtà. Un cambiamento rilevante per cittadini e imprese:

  • connessioni più rapide;
  • maggiore stabilità della rete;
  • accesso a servizi digitali avanzati anche lontano dai centri urbani.

Ciò favorirà l’inclusione digitale, supportando la digitalizzazione delle PMI e rendendo più competitive intere aree del Paese. A ciò si aggiunge, non di secondaria importanza, la potenziale ondata di “remote workers”, interessati a trasferirsi in aree meno affollate e caratterizzate da uno stile di vita più economico e lento.

Prima di diventare pienamente operativa, però, l’operazione dovrà ottenere il via libera delle autorità competenti, tra cui ministero delle Imprese e del Made in Italy, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e AGCOM.