Cosa rivelano le ossa sull’accoppiamento dei dinosauri
L'analisi delle ossa dei dinosauri ci conferma quali erano le loro pratiche di accoppiamento: ecco cosa è emerso da alcuni studi recenti

Gli studi sui dinosauri non sono facili in quanto si basano sui reperti disponibili, da cui è possibile sviluppare teorie e ipotesi. Riuscire a ricostruire i comportamenti di questi animali è ancora più complicato. Un tema particolarmente delicato e di difficile interpretazione è quello dell’accoppiamento.
I fossili disponibili sono pochi e, chiaramente, riuscire a ottenere informazioni in merito alle pratiche riproduttive dei dinosauri richiede studi molto approfonditi. Dall’analisi delle ossa è stato possibile ottenere alcune informazioni sull’accoppiamento dei dinosauri.
Le difficoltà delle pratiche di accoppiamento, infatti, causavano dei danni alla struttura ossea. Tali danni sono comuni tra i fossili di vari dinosauri e, quindi, confermano la presenza di un legame con pratiche diffuse e non con eventi casuali. Questo collegamento ha permesso di approfondire la questione. Ricordiamo che di recente una scoperta ha riscritto la storia della scomparsa dei dinosauri.
L’analisi delle fratture
Per determinare le modalità di accoppiamento dei dinosauri, un ruolo importante lo hanno ricoperto le ossa di un esemplare di Olorotitan, caratterizzato da notevoli fratture , in particolare in cima alle vertebre della coda.
Nel 1989, il paleontologo Darren Tanke evidenziò la possibilità che queste fratture fossero il risultato dell’accoppiamento , quando un dinosauro montava l’altro. Quest’idea è stata rilanciata dalla scoperta del paleontologo Filippo Bertozzo che ha approfondito gli studi sulle ossa.
Lo studio di centinaia di fossili di adrosauri ha reso ancora più realistica l’ipotesi. Secondo Bertozzo: “Scoprire ossa della coda rotte in adrosauri provenienti da regioni del mondo completamente diverse significava che il modello era presente praticamente in tutti gli adrosauri”.
Ignacio Díaz-Martínez , paleontologo dell’Università della Cantabria, in una dichiarazione riportata da National Geographic, sottolinea: “Ricostruire i comportamenti di corteggiamento e accoppiamento dei dinosauri è intrinsecamente impegnativo perché queste attività erano brevi, stagionali e hanno lasciato poche tracce durature nei reperti fossili“.
I tratti comuni sono un indizio
Le ferite riportate dalla coda, nei vari fossili, non presentavano segni di morsi o denti e, quindi, non erano legate ad attività di predazione. Le fratture avevano tratti comuni, anche per quanto riguarda la posizione, sottolineando la presenza di una causa non legata a eventi variabili, come cadute o incidenti di vario tipo.
L’accoppiamento dei dinosauri prevedeva, probabilmente, uno stretto contatto corporeo dove il peso di uno gravava sull’altro, causando i danni alle ossa. Dall’analisi della documentazione fossile, inoltre, è stata confermata la presenza di una cloaca, una caratteristica comune agli uccelli moderni, nei coccodrilli e in altri rettili.
L’esistenza di questo elemento è stata confermata nel 2022 dagli studi di Phil Bell, paleontologo dell’Università del New England in Australia, sui fossili di un dinosauro chiamato Sittacosaurus. Per l’accoppiamento, i dinosauri dovevano portare le cloache a contatto tra loro, con posizioni particolarmente scomode e, quindi, con frequenti danni alla struttura ossea.
In futuro, la questione sarà sicuramente approfondita. C’è ancora tanto da scoprire sulle abitudini dei dinosauri e sulla loro storia.



















