Abbonamenti streaming: italiani agli ultimi posti in Europa
I servizi per film e serie TV spopolano nell'UE, ma l'Italia resta indietro. Scopri i dati della nuova indagine Eurostat sui consumi digitali.
I servizi in abbonamento sono sempre più diffusi e utilizzati. Si tratta di un sistema utilizzato in vari settori, dalla distribuzione di eventi sportivi, film e serie TV, con piattaforme come Netflix, passando per i servizi di musica in streaming, come Spotify, e fino ad arrivare ai servizi di streaming per videogiochi e abbonamenti per l’accesso a siti web, molto diffusi per i quotidiani.
Una nuova indagine di Eurostat ha fatto il punto della situazione, in modo da evidenziare quali sono le categorie di servizio maggiormente richieste da chi è disposto ad attivare un abbonamento. In aggiunta, l’indagine conferma come gli utenti italiani siano meno disposti ad attivare un abbonamento (a prescindere dalla tipologia di servizio) rispetto alla media UE.
Andiamo a riepilogare tutti i dettagli che emergono dalle rilevazioni sui comportamenti dei cittadini europei per quanto riguarda la fruizione di contenuti in abbonamento.
Quali servizi sono più richiesti?
Dall’immagine riportata qui di sotto, si nota come i servizi più richiesti dagli utenti Ue siano quelli che garantiscono l’accesso a film, serie TV o eventi sportivi in diretta. Più del 32% degli utenti che accedono a Internet, infatti, ha un abbonamento a un servizio di questo tipo.
Questa percentuale cala fino al 23% per i servizi di musica in streaming, che continuano a essere molto diffusi tra gli utenti del web europei. Molto più indietro le altre due categorie: ben al di sotto del 10% troviamo gli abbonamenti ai siti web e i servizi di streaming dedicati al mondo dei videogiochi.
Ricordiamo che diverse piattaforme internazionali stanno valutando la possibilità di proporre servizi di streaming completamente gratis, grazie al supporto della pubblicità.
Eurostat
Gli italiani non amano gli abbonamenti
Gli utenti italiani sono tra gli europei meno propensi ad attivare un abbonamento, con una percentuale di circa il 20% contro una media Ue che supera il 32%. Quasi un cittadino europeo su tre (tra quelli che utilizzano Internet) può contare su un servizio che richiede l’attivazione di una sottoscrizione per l’accesso.
In questa particolare classifica, gli italiani si piazzano nelle ultime posizioni. Una percentuale più bassa viene registrata solo in Lituania, Lettonia, Slovenia e Bulgaria, considerando i Paesi Ue oltre a Norvegia e Svizzera. In cima alla classifica, invece, troviamo l’Irlanda e la Danimarca, con una percentuale che supera il 60%. Non ci sono dati in merito, ma il pezzotto potrebbe giocare un ruolo in questi dati.
Eurostat
I dati, quindi, chiariscono le scelte degli utenti italiani, in confronto con quanto avviene nel resto d’Europa. Le differenze sono chiare e non solo rispetto ai Paesi del Nord Europa. Anche Grecia, Spagna e Francia, ad esempio, registrano percentuali sensibilmente maggiori rispetto a quanto avviene in Italia.

















