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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Abbiamo chiesto alle IA quali saranno le temperature minime di questo freddo inverno, e la risposta è sconfortante

Da ChatGPT a Gemini, i principali modelli hanno analizzato per noi le ultime proiezioni relative all'inverno 2026-2027. E sulle temperature minime tutte quante concordano su un punto.

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Arriva l'inverno ANSA

Ormai l’estate sta finendo, e finalmente: dopo settimane di afa siamo ormai vicini all’autunno, e per qualche mese non dovremmo ritrovarci con temperature straordinarie come accaduto in questi tre mesi. Almeno fino a quest’inverno. In effetti, questa stagione fredda potrebbe riservare qualche sorpresa, soprattutto per quanto riguarda le temperature minime.

A tal proposito, abbiamo chiesto alle principali intelligenze artificiali, da GPT a Gemini fino a Claude e Perplexity, quali saranno le temperature minime di quest’inverno. E con questo prompt: “Secondo le ultime rilevazioni, quali potrebbero essere le temperature minime di quest’inverno?“.

Come saranno le temperature minime quest’inverno secondo ChatGPT

Nel caso dell’IA di OpenAI, ci siamo rivolti a ChatGPT 5.5, la versione più recente del chatbot. Di seguito la risposta alla nostra domanda:

In 14 secondi (tempo decisamente superiore rispetto alle ultime analisi), ChatGPT ha formulato una risposta abbastanza chiara, almeno sulle temperature medie: “in Italia le temperature medie dovrebbero restare sopra la norma“.

L’ultimo dato più recente, sottolinea GPT, è quello del Copernicus Climate Change Service, aggiornato il 10 settembre, che vede per tutto il continente europeo un inverno “complessivamente mite, con temperature superiori alla media su quasi tutte le aree continentali“.

Se si guarda ad altre fonti (dati ECMWF e IlMeteo), per il trimestre dicembre 2026-febbraio 2027 si registra già da oggi “un’anomalia termica positiva nell’ordine di +2/+3 °C rispetto alla media“, e lo stesso vale per il periodo gennaio-febbraio.

Se vogliamo guardare alle temperature minime, nelle zone interne e collinari del Centro Italia il chatbot afferma che “non sarebbe sorprendente vedere, durante le eventuali fasi fredde, minime attorno a 0/-5 °C, con possibilità di scendere sotto i -5 °C nelle valli e nelle aree più fredde. Mentre in montagna, naturalmente, i valori potrebbero essere molto più bassi“.

Focus poi sul fortissimo El Niño in corso nel Pacifico, la cui probabilità di raggiungere nell’autunno-inverno 2026-27 la categoria “molto forte” è data oltre al 90% secondo la NOAA. Sebbene non ci sia un collegamento diretto con l’Italia, “El Niño può modificare la circolazione atmosferica globale“, anche se non consente di stabilire oggi se a gennaio arriverà una specifica ondata di gelo.

In conclusione, per ChatGPT lo scenario più accreditato è quello di “un inverno mediamente più caldo del normale, non di un inverno rigido“. Per avere più certezza però sulle temperature minime, se dunque ci saranno vere incursioni da -5, -8 o -10 °C in determinate zone “bisognerà attendere gli aggiornamenti di ottobre e soprattutto novembre“.

Google Gemini ti predice le temperature minime di quest’inverno

Dato il suo recente lancio, abbiamo voluto chiedere direttamente alla versione più nuova del chatbot di Google, Gemini 3.6 Flash, impostando però l’opzione “ragionamento” al massimo consentito (“esteso”). Di seguito la sua risposta alla domanda:

In meno di 5 secondi, Gemini tenta un output esauriente, ma in realtà si limita solo a chiarire che “al momento i modelli stagionali di Copernicus e del Centro Europeo (ECMWF) indicano che l’inverno si preannuncia complessivamente più mite della media in gran parte d’Italia“.

E basta. Per il resto si astiene a pronunciare altre valutazioni sulle temperature minime, “perché le proiezioni a lungo termine descrivono solo la tendenza generale di tutta la stagione e non il meteo giorno per giorno“.

Al limite dichiara che i valori medi si attesteranno “superiori alla norma anche di un grado o due, ma questo non esclude affatto brevi episodi di freddo intenso o gelate notturne”.

La casualità giocherà un ruolo importante in quest’inverno. “Soprattutto nelle pianure del Nord e nelle valli interne dell’Appennino“, dice l’IA di Google, “le inversioni termiche o eventuali e rapide irruzioni d’aria artica potranno comunque far scendere i termometri sotto lo zero per qualche giornata“.

Gemini conclude il tutto con un approssimativo “si attende quindi una stagione in media meno rigida del solito“. Per conoscere con precisione a quali valori scenderanno le minime, precisa l’IA, “servirà aspettare i bollettini a breve termine a ridosso di dicembre e gennaio“.

Claude propone queste come temperature minime

Come per Gemini, anche per il chatbot di Anthropic abbiamo selezionato la versione più recente, Claude Sonnet 5, e a sua volta abbiamo impostato l’opzione “ragionamento” al massimo consentito (“Max”). Di seguito la sua risposta alla domanda:

Dopo 4 minuti di elaborazione (in media con altre sue analisi), Claude presenta un’elaborazione in cui mette subito le mani avanti: “a metà settembre nessuno può darti un numero preciso — tipo “-3°C a gennaio“, dal momento che “le previsioni stagionali funzionano per tendenze probabilistiche su interi mesi, non per gradi puntuali“.

Detto ciò, analizzando gli aggiornamenti delle ultime due settimane di NOAA, Copernicus, ECMWF e WMO, Claude è dell’idea che El Niño dominerà l’inverno, date anche le alte percentuali registrate (90% secondo il NOAA, 100% per la WMO).

Guardando alle temperature (medie), secondo i dati Copernicus ed ECMWF (aggiornati al 10-15 settembre), per l’IA di Anthropic si va “verso un inverno europeo mediamente più mite della norma, Italia compresa, con un andamento delle piogge irregolare, tra fasi bagnate e periodi asciutti“.

E poi la sua considerazione sulle temperature minime: “se cerchi la finestra in cui aspettarti le minime più basse, insomma, gennaio-febbraio 2027 è quella su cui converge la maggior parte delle fonti — non l’avvio dell’inverno”.

Toccherà però aspettare ancora prima di avere indicazioni solide, per la precisione tra novembre e dicembre.

Per Perplexity queste saranno le minime d’inverno

Rispetto alle altre intelligenze artificiali, per Perplexity ci siamo limitati ad accedere alla piattaforma ufficiale, e a lanciare il prompt. Questo è il risultato per la domanda:

Anche questo elaborato in circa 14 secondi come il rivale ChatGPT, Perplexity presenta la sua ormai solita risposta ad elenco. Però più “coraggiosa” rispetto a quelle delle altre IA: per il chatbot “l’inverno 2026‑2027 in Italia ed Europa appare complessivamente più mite della media, con temperature probabilmente sopra la norma e minime meno rigide rispetto agli inverni tipici“.

Segue poi un quadro generale delle previsioni, con Copernicus Climate Change Service e ECMWF che indicano per il trimestre dicembre–febbraio “una maggiore probabilità di temperature superiori alla media su gran parte dell’Europa, Italia inclusa“. E con Consorzio LaMMA‑CNR e altri centri propensi per un inverno mite, “pur con possibili brevi fasi fredde alternate“.

Nel complessivo, “la probabilità che le temperature invernali restino sopra la media è stimata intorno al 69–70% nei principali ensemble stagionali“.

Per quanto riguarda le temperature minime, si riscontrano “anomalie rispetto alla media climatica 1991‑2020“. Precisa l’IA, le minime notturne “tenderanno a essere meno basse del solito in pianura e nelle aree interne, con meno notti di gelo intenso”. Andando a zone, sulle Alpi, si prevede “una buona copertura nevosa naturale soprattutto dai 1.800–2.000 m in su“, mentre quote più basse “potrebbero vedere meno neve e minime meno rigide“.

Sostanzialmente rimangono possibili “episodi freddi intensi e brevi, anche con minime molto basse in alcune zone, ma non come tendenza dominante dell’intera stagione“.

Inevitabile, anche per Perplexity, l’impatto di El Niño, che “sposta le probabilità verso un inverno più caldo, ma non determina il tempo giorno per giorno“.

Inedita rispetto alle altre IA, una nota sulla pioggia: “per l’Italia, il segnale sulle precipitazioni (pioggia/neve) è più incerto: alcune proiezioni vedono piogge sopra la media al Nord in gennaio‑febbraio e sotto media al Sud“.

Infine, l’IA precisa che alcuni modelli e interpretazioni evidenziano il rischio di fasi molto fredde legate a configurazioni particolari del vortice polare, “ma si tratta di scenari minoritari rispetto alla tendenza mite“.