Paolo Petrecca

Il direttore di Rai Sport ha esordito nel 1999 nella redazione romana di RTL 102.5. Poi la scalata interna a Viale Mazzini, dal Tg2 a Rai News 24. Ecco i dettagli.

Paolo Petrecca
IPA
  • Nome completo: Paolo Petrecca
  • Data di nascita: 25/02/1964
  • Luogo di nascita: Roma
  • Segno zodiacale: Pesci
  • Nazionalità: Italia
  • Social: Instagram

Biografia

Paolo Petrecca è uno dei volti più discussi del giornalismo televisivo italiano degli ultimi anni, soprattutto dopo la telecronaca d’esordio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, che lo ha portato al centro di una bufera mediatica senza precedenti. Nato a Roma nel 1964, si laurea in Lettere e diventa giornalista professionista nel 1997, dopo un lungo apprendistato tra sport, cronaca e politica nelle emittenti locali della Capitale.

Nel 1999 approda nella redazione romana di RTL 102.5, dove non è solo voce dei notiziari ma anche coordinatore di corrispondenti e speaker. In parallelo Petrecca collabora con la piattaforma digitale Stream: commenta la Champions League, realizza servizi e interviste sui protagonisti della Serie A e firma un progetto tutto suo, il programma "Il cinema nel pallone", che incrocia calcio e immaginario cinematografico.

L’ingresso in Rai arriva nel 2001, come redattore del Tg2, trampolino per un percorso interno destinato a portarlo ai vertici dell’informazione della tv pubblica. Nel 2007 passa a Rai News 24, dove nel 2012 diventa Capo Servizio del "Coordinamento delle edizioni", un ruolo chiave dietro le quinte che lo mette al centro del flusso informativo h24. Dal 2014, poi, Petrecca si sposta nella redazione politico‑istituzionale, specializzandosi in dossier parlamentari e di governo, fino alla promozione a Capo Redattore nel 2017 e a vicedirettore nel 2019.

Parallelamente, porta avanti una stabile collaborazione accademica con il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza di Roma, dove tiene lezioni e seminari sul giornalismo e sul funzionamento delle newsroom contemporanee. Il 18 novembre 2021 il CdA Rai lo nomina direttore di Rai News 24, Televideo e Rainews.it, certificando la sua ascesa tra i dirigenti di punta del servizio pubblico.

Nel marzo 2025 arriva infine il passaggio decisivo verso l’area sportiva: Petrecca diventa direttore della Direzione Sport e della testata Rai Sport, con la responsabilità editoriale di uno dei comparti più delicati e visibili dell’azienda, tra diritti tv e grandi eventi internazionali. Proprio in questo ruolo, nel febbraio 2026, gli viene affidata la telecronaca della cerimonia di apertura di Milano‑Cortina: una diretta che, a causa di numerose imprecisioni e gaffe – dallo scivolone sullo "stadio Olimpico" al posto di San Siro, alla confusione tra Matilda De Angelis e Mariah Carey, fino al mancato riconoscimento di alcune campionesse azzurre – lo trasforma nel protagonista involontario delle critiche di pubblico, social e addetti ai lavori.

Vita privata

Sulla vita privata di Paolo Petrecca le informazioni sono volutamente ridotte al minimo: il direttore di Rai Sport ha sempre mantenuto un profilo riservato, preferendo che a parlare fossero i ruoli ricoperti in azienda più che i dettagli personali. Non emergono particolari sulle sue relazioni familiari, né un uso sistematico dei social in chiave "privata": le sue apparizioni pubbliche, online e offline, sono quasi esclusivamente legate alla professione, alle interviste di rito e agli impegni istituzionali con la Rai.

Questa scelta di discrezione, però, è stata messa alla prova proprio dal caso Milano‑Cortina. Dopo la telecronaca contestata, la figura di Petrecca è stata sottoposta a un’attenzione inusuale anche sul piano umano: meme, parodie e thread social hanno trasformato in oggetto di discussione non solo il suo stile di conduzione, ma anche la percezione complessiva del suo modo di intendere il servizio pubblico. In particolare, il malcontento interno di parte della redazione di Rai Sport – che ha parlato di "figuraccia peggiore di sempre" e ha annunciato il ritiro delle firme dai servizi olimpici, insieme a tre giorni di sciopero dopo i Giochi – ha fatto emergere la sua figura anche come simbolo di uno scontro più ampio sul governo editoriale dello sport in Rai.

Paolo Petrecca è nato già come giornalista sportivo?

Non proprio: pur avendo sempre coltivato l’interesse per lo sport, ha iniziato nelle tv locali occupandosi anche di cronaca e politica, per poi specializzarsi progressivamente nelle telecronache e nell’informazione sportiva.

 

Ha mai avuto esperienze 'creative' oltre al giornalismo puro?

Sì, durante il periodo a Stream ha ideato e curato "Il cinema nel pallone", un format che mescolava calcio e cultura pop, dimostrando una vena autoriale oltre al ruolo di semplice cronista.

 

È la prima volta che finisce al centro di una contestazione interna in Rai?

No: già prima di Milano‑Cortina la sua gestione di Rai Sport era stata oggetto di tensioni redazionali, con piani editoriali bocciati e un clima critico che ha reso ancora più esplosiva la reazione alle gaffe olimpiche.