Erri De Luca

Scrittore, sceneggiatore ed ex membro di Lotta Continua, debutta come romanziere con “Non ora, non qui”. Poi l'impegno civile e le controversie politiche su Israele.

Erri De Luca
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  • Nome completo: Enrico De Luca
  • Data di nascita: 20/05/1950
  • Luogo di nascita: Napoli
  • Segno zodiacale: Toro
  • Nazionalità: Italia
  • Social: Instagram

Biografia

Enrico "Erri" De Luca nasce a Napoli il 20 maggio 1950 e diventa una delle voci più riconoscibili della narrativa italiana contemporanea, oltre che volto noto del dibattito pubblico e televisivo. Il soprannome "Erri" è insieme un diminutivo del nome Enrico e un omaggio allo zio Harry, così italianizzato. Dopo il liceo classico Umberto I, nel 1968 si trasferisce a Roma e aderisce prima al GAOS (Gruppo di Agitazione Operai e Studenti), poi a Lotta Continua, di cui diventa responsabile del servizio d’ordine. Nel 1976, sciolto il movimento, abbandona la militanza rifiutando la strada della lotta armata e della clandestinità.

Negli anni Novanta partecipa ai convogli umanitari nella ex Jugoslavia come autista, e nel 1999 è a Belgrado durante i bombardamenti NATO. Autodidatta in diverse lingue (inglese, francese, russo, swahili, yiddish, ebraico antico), traduce direttamente dall’ebraico diversi libri biblici, che definisce "traduzioni di servizio": testi letteralmente obbedienti all’originale, più che "belli" in italiano.

De Luca debutta tardi in narrativa: il primo romanzo, "Non ora, non qui" (1989), è una rievocazione dell’infanzia napoletana. Da lì in avanti, i suoi libri – tradotti in oltre 30 lingue – gli valgono premi internazionali come il France Culture, il Prix Femina étranger (Montedidio), il Petrarca in Germania, e altri riconoscimenti europei e iberici. Scrive negli anni per Repubblica, Corriere della Sera, il manifesto e Avvenire come editorialista. Nel 2003 è in giuria al Festival di Cannes presieduto da Patrice Chéreau, e nel 2009 il critico Giorgio De Rienzo lo definisce sul Corriere "scrittore d’Italia del decennio".

Grande appassionato di montagna, eredità del padre alpino, Erri è molto conosciuto nel mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata: nel 2002 diventa il primo over 50 a salire un 8b alla Grotta dell’Arenauta di Gaeta, e nel 2005 partecipa a una spedizione himalayana con Nives Meroi, raccontata in Sulla traccia di Nives. È amico e coetaneo di Mauro Corona e nel 2014 siede nella giuria del Piolet d’Or, premio di alpinismo francese.

Il suo impegno civile passa anche per il movimento No TAV, e a causa di alcune frasi contro i cantieri TAV viene processato per istigazione a delinquere.

Parallelamente, Erri De Luca lavora anche per cinema e teatro: firma corti e documentari ("Il turno di notte lo fanno le stelle", premio al Tribeca 2013; "Alberi che camminano"; "La musica provat"a), traduce e sceneggia in napoletano e porta in scena diversi spettacoli, spesso in dialogo con musicisti e attori. Nel 2011 crea la Fondazione Erri De Luca, dedicata a progetti culturali e sociali attraverso le arti. Attualmente vive nella campagna romana, vicino al lago di Bracciano, dove scrive e pianta alberi.

Vita privata

Sul piano personale, Erri De Luca ha sempre mantenuto un profilo discreto, lasciando che fossero i libri e le interviste a restituire qualcosa della sua interiorità. Nel 2024 si definisce "non credente, ma non ateo": una posizione di frontiera, più dialogante che dogmatica, coerente con il suo lungo lavoro sui testi biblici, letti più come patrimonio narrativo e linguistico che come oggetto di fede in senso stretto.

Ama la solitudine operosa della campagna attorno a Bracciano, dove vive e continua a piantare alberi, prolungando nel paesaggio una forma di responsabilità verso il futuro. Le Dolomiti sono le sue montagne predilette, ma più volte si è descritto semplicemente come "frequentatore di montagne", sottolineando il rapporto quasi contemplativo con la natura, oltre la dimensione sportiva.

Nel tempo è diventato anche un personaggio televisivo e mediatico, spesso invitato come testimone o opinionista su temi politici e sociali. Non ha mai rinunciato a posizioni scomode: dagli anni di piombo letti come "piccola guerra civile" alle battaglie No TAV, fino alle parole su Israele che, nel 2026, lo riportano al centro di un caso pubblico. In un’intervista a un quotidiano israeliano, De Luca si definisce "sionista" nel senso di chi riconosce il diritto di Israele a esistere accanto a uno Stato palestinese, affermando di non temere il prezzo di questa posizione.

Queste dichiarazioni innescano una reazione durissima in settori della sinistra culturale italiana: il Festival Salerno Letteratura decide quindi di revocargli la prolusione inaugurale, parlando di incompatibilità di vedute e di rischio di strumentalizzazioni. De Luca declina perciò l’invito a partecipare anche in altre sezioni dell’evento.

Perché si chiama “Erri” e non Enrico?

È un nomignolo che nasce sia come abbreviazione del suo nome, sia come italianizzazione del nome dello zio Harry, a cui era molto legato.

È vero che è stato un arrampicatore di ottimo livello?

Sì. Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a chiudere una via di grado 8b alla Grotta dell’Arenauta di Gaeta e ha partecipato a una spedizione himalayana con Nives Meroi.

 

Che rapporto ha con la Bibbia se si definisce “non credente”?

Ha imparato da autodidatta l’ebraico antico per tradurre passi dell’Antico Testamento in modo letterale: più che un atto di fede, per lui è un lavoro di ascolto linguistico e filologico del testo.