Enrico Borello

Giovane attore romano, arriva alla consacrazione definitiva nel 2025 con “La città proibita” di Gabriele Mainetti. Poi il ruolo nella serie Netflix "Supersex".

Enrico Borello
IPA
  • Nome completo: Enrico Borello
  • Luogo di nascita: Roma
  • Nazionalità: Italia
  • Social: Instagram

Biografia

Enrico Borello nasce a Roma nel 1993, e prima ancora di dedicarsi alla recitazione porta avanti un percorso di studi molto particolare: consegue una laurea triennale in Riabilitazione psichiatrica presso il dipartimento di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, un ambito che racconta molto del suo interesse per le persone e per le fragilità umane. Parallelamente, però, coltiva una passione crescente per il cinema, nata da bambino grazie alla madre che lo portava spesso in sala e alle maratone casalinghe con il fratello, tra Blues Brothers e Full Metal Jacket imparati quasi a memoria.

Questa passione lo porta a un cambio di rotta definitivo: si iscrive alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté. In un’intervista a Cinema News ha raccontato di aver sempre vissuto il mestiere dell’attore con un duplice sguardo: da un lato il pragmatismo di chi è cresciuto con l’idea che "con l’arte non si mangia", dall’altro la consapevolezza che per lui la dimensione creativa è vitale e inscindibile dalla propria personalità.

Il debutto al cinema arriva nel 2016 con "Ci vuole un fisico", a cui seguono ruoli in "Il filo invisibile" e "Settembre" nel 2020. Nel 2021 recita in "Lovely Boy", dove interpreta Borneo, e in "Il principe di Roma", confermando una crescita costante tra progetti d’autore e produzioni mainstream. Il 2024 è un anno particolarmente intenso: è tra i protagonisti di "Come crimini e disfatti", "Familia e "65.5", che lo impongono sempre più come volto riconoscibile del nuovo cinema italiano.

La consacrazione arriva nel 2025 con "La città proibita" di Gabriele Mainetti, in cui Enrico interpreta Marcello, giovane cuoco romano catapultato in un kung fu movie ambientato tra Esquilino e malavita, ruolo da co‑protagonista che gli regala grande visibilità e ottime recensioni. Nello stesso periodo partecipa anche a "Permafrost" e al film "40 secondi", dedicato all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, confermando un interesse per storie ad alta intensità emotiva.

Parallelamente al cinema, Borello lavora molto anche in televisione: è nel cast di "Supersex", la serie Netflix su Rocco Siffredi con Alessandro Borghi, dove veste i panni di Gabriele, e nel 2024 entra in "The Place of Life". Il suo percorso passa anche per numerosi cortometraggi – da "Ladri di valigette" a "La teoria del vuoto", da "Zingare felici" a "Rosa e Pezza", "Safari" e "Di notte" – che considera palestra fondamentale per sperimentare linguaggi diversi.

Vita privata

Fuori dal set, Enrico Borello è noto per un carattere riflessivo e per la capacità di tenere insieme disciplina e creatività. I suoi hobby raccontano bene questa doppia anima: ama la scrittura, con una particolare predilezione per la sceneggiatura, e pratica sport come il pugilato, lo yoga, lo skateboard e il nuoto, che gli permettono di lavorare sia sul corpo che sull’equilibrio mentale.

La sua vita privata è rimasta a lungo lontana dai riflettori, fino alle immagini pubblicate dal settimanale Diva e Donna che lo ritraggono mentre si scambia un bacio con Matilda De Angelis, fresca di David di Donatello come Miglior Attrice non Protagonista. Nello scatto i due appaiono rilassati e complici in un parco, in pieno giorno, come se non avessero particolare interesse a nascondersi, e il servizio è stato subito letto come la conferma di una nuova storia tra i due.

La paparazzata ha inevitabilmente riacceso l’attenzione sulla vita sentimentale di Matilda, fino a quel punto legata ad Alessandro De Santis, voce dei Santi Francesi, con cui aveva iniziato una relazione nel 2022. Al momento né Borello né De Angelis hanno commentato pubblicamente la natura del loro rapporto, né hanno chiarito quando sia avvenuta l’eventuale rottura con De Santis. Quel che è certo è che Enrico, da semplice astro nascente del cinema, nel giro di pochi mesi è diventato anche uno dei nomi più citati nelle cronache rosa del Bel Paese.

Perché Enrico Borello ha studiato riabilitazione psichiatrica prima di fare l’attore?

Ha scelto quel percorso universitario per l'interesse reale verso le fragilità psicologiche e per il pragmatismo, convinto com'è che “con l’arte non si mangia”. Poi ha capito che la recitazione era una parte irrinunciabile e ha deciso di tentare il salto formandosi alla scuola Volonté.

 

Qual è il ruolo che lui considera la svolta nella sua carriera?

Senza dubbio il ruolo da co‑protagonista in "La città proibita" di Gabriele Mainetti: un “kung fu movie romano” che gli ha permesso di unire fisicità, emozione e radici romane, diventando per molti il suo biglietto da visita definitivo al grande pubblico.

 

Che rapporto ha con lo sport e perché pratica discipline così diverse tra loro?

Borello ha un debole per il pugilato ma affianca a questo anche yoga, skateboard e nuoto: usa lo sport come modo per tenere il corpo pronto al set e, allo stesso tempo, per scaricare tensioni e restare connesso con sé stesso, lontano dalle 'nevrosi' del mestiere.