Zootropolis 2, Libere Recensioni: riflessioni profonde travestite da gag in un film che parla a tutti

Byron Howard e Jared Bush confezionano un sequel dannatamente divertente ma anche in grado di far riflettere su tematiche profonde e attuali

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Rieccoci con un nuovo appuntamento di Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata alle grandi anteprime nazionali e ai nuovi film in uscita. Per la recensione di oggi torniamo nella coloratissima città degli animali della Disney per Zootropolis 2, sequel del film premio Oscar nel 2017. A differenza del primo film, questa volta Byron Howard è stato affiancato da Jared Bush, che aveva già collaborato alla sceneggiatura della precedente pellicola. Tutto il cast originale riprende i propri ruoli, con alcune interessanti aggiunte come Andy Samberg (Brooklyn 99), Ke Huy Quan (I Goonies e Everything Everywhere All at Once) e Fortune Feimster (stand-up comedian americana). Questi ultimi sono stati doppiati da noi da Max Angioni e Michela Giraud, mentre Matteo Martari ha dato la voce al sindaco Winddancer, interpretato in originale da Patrick Warburton.

Se nel primo capitolo la trama ruotava attorno all’accettazione del diverso, in Zootropolis 2 andiamo ancora più a fondo, concentrandoci su tematiche come la famiglia, la ghettizzazione delle minoranze, la lotta contro i pregiudizi, la salute mentale e i problemi di coppia. Tematiche incredibilmente adulte per un film pensato per un pubblico giovane, che riesce a veicolarle con estrema efficacia grazie a uno strumento potentissimo: la risata. Perchè sì, con Zootropolis 2 si riflette, ma si ride anche un sacco.

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La recensione di Zootropolis 2: dov’eravamo rimasti con Nick e Judy?

Zootropolis 2 riprende esattamente da dove ci eravamo interrotti al termine del primo film. Nick Wilde e Judy Hopps hanno sventato i piani di Miss Bellwether, guadagnandosi un posto in polizia. La loro collaborazione, però, fatica a ingranare. Dai colleghi sono infatti visti come dei principianti degni di poca fiducia. Per cambiare le cose, l’intraprendente Judy è determinata a scovare un altro grande caso e a risolverlo assieme al partner, che prende la situazione molto più alla leggera. La situazione gli volge presto contro, costringendoli a un corso per "partner disfunzionali", mentre in città si avvicina il centenario della creazione delle "barriere climatiche", speciali e giganteschi muri che dividono Zootropolis in zone con climi specifici per ogni animale (tropicale, polare e così via).

L’evento, secondo Judy, sarà bersaglio di un piano ordito dai serpenti, allontanati dalla città proprio 100 anni prima per un attentato in cui è morta una tartaruga. Nonostante il parere decisamente contrario del Capitano Bogo, Judy trascina Nick in una missione sotto copertura, decisa a smascherare la verità e ottenere il riconoscimento che tanto desidera.

La famiglia è anche quella che ci scegliamo

In Zootropolis 2, dopo aver sviscerato il tema dell’accettazione del diverso nel primo film con la diatriba tra animali erbivori e carnivori, si scende ancora più nella proverbiale tana del Bianconiglio. Tra una risata e l’altra, con gag divertentissime lanciate in faccia allo spettatore senza soluzione di continuità, si alternano momenti di grande profondità, con argomenti come l’importanza della famiglia, il senso di appartenenza e persino la gestione dell’ansia e i problemi di coppia. Dietro la maschera da film per i più piccoli, che ovviamente troveranno pane per i loro denti, si nasconde una pellicola che sarà sicuramente apprezzata anche dai più adulti.

I serpenti, o comunque i rettili in generale, sono ostracizzati dalla città da oltre 100 anni, additati come individui pericolosi e di cui non ci si può fidare. Un tema, quello delle minoranze vittime di pregiudizi, quanto mai attuale e che si rispecchia fortemente nella società odierna.

Judy e Nick, Nick e Judy

Ovviamente il fulcro della narrazione rimangono Nick e Judy. Nel primo film erano due perfetti sconosciuti il cui rapporto comincia a consolidarsi solo verso la fine della pellicola. Per ammissione diretta della produttrice Yvett Merino, in Zootropolis 2 si è voluto esplorare e sviscerare questo legame, messo alla prova nel corso dell’indagine per risolvere il complotto che aleggia sulla città. Judy, determinata, intraprendente e testarda, finisce spesso per sovrastare Nick, trascinandolo nella propria direzione nonostante il parere contrario del partner. Nick, dal canto suo, maschera una atavica difficoltà a esternare i propri sentimenti con battute sempre pronte e con un generale disinteresse verso ciò che fa.

In Zootropolis 2 il loro rapporto si consolida e si salda, con i due protagonisti di alcune scene davvero toccanti e piene di pathos. Funzionano molto bene i volti nuovi, come il serpente Gary (Max Angioni) e il castoro cospirazionista Nibbles (Michela Giraud). All’apparenza semplici spalle comiche, si rivelano presto personaggi rotondi e ben scritti, con varie sfaccettature. Meno in luce, ma non per questo meno efficace, il sindaco Winddancer (Matteo Martari), che ha preso il posto dell’uscente Sindaco Lionheart.

Una gioia per gli occhi

Inutile girarci attorno: Zootropolis 2 è una meraviglia per occhi, un tripudio di colori e animazioni meravigliose. Per la realizzazione del film sono stati necessari circa 4 anni di lavoro e 700 persone, rendendolo uno dei film più ambiziosi di Disney. L’effetto finale è sbalorditivo, con frame ricchi di dettagli anche nelle situazioni più insospettabili.

Per i circa 110 minuti di durata è letteralmente impossibile staccare gli occhi dallo schermo, incollati anche solo per cercare di cogliere l’infinita miriade di easter egg e piccoli dettagli sparsi qui e là per le scene. Menzione d’onore, come al solito, per la splendida colonna sonora composta da Michael Giacchino (che già se ne era occupato per il primo film). Torna con un brano scritto per il film Shakira, impegnata col personaggio di Gazelle.

Insomma, Zootropolis 2 prende tutto ciò che ha funzionato nel primo film e lo esalta. La trama intrattiene, per quanto lineare, e ogni singolo frame è una gioia per gli occhi. Il rapporto tra Judy e Nick si consolida ancora di più mentre risolvono l’ennesimo mistero, coadiuvati da un cast di nuovi e interessantissimi personaggi. E si ride. Si ride a pacchi. Che aspettate a correre in sala?

Voto: 8.5/10


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