"Non voglio essere scelta nei film solo per questo": Zoe Saldaña sbotta e svela il suo più grande fallimento
L'attrice, star di Avatar e Guardiani della Galassia, ha rilasciato un'intervista nella quale parla di vita privata, del suo approccio al mondo del cinema e di immigrati

Molti la associano subito al pianeta blu di Avatar, ma nella vita reale il cuore di Zoe Saldaña batte per l’Italia. Suo marito è infatti Marco Perego, artista e regista bresciano nato a Salò. Galeotto fu un volo verso New York dove i due si sono incrociati per la prima volta. Fiori d’arancio nel 2013, una casa in California, la scelta di condividere entrambi il cognome Perego-Saldaña e tre figli: i gemelli Cy Aridio e Bowie Ezio, che oggi hanno dodici anni, e il più piccolino, Zen, di nove.
Zoe Saldaña e lo sfogo sugli immigrati: "Trattati in modo disumano"
Ritirando il Pardo speciale alla carriera al Festival di Locarno, l’attrice ha speso belle parole per The Absence of Eden, film diretto dal marito che l’ha vista protagonista, ricordandolo come un lavoro intenso e forse troppo poco valorizzato. Proprio quella è stata però l’occasione per ripercorrere le sue origini tra Porto Rico e la Repubblica Dominicana, che ha rivendicato con orgoglio, tenendo però a precisare che "non voglio che mi scelgano per il mio colore della pelle". L’attrice ha quindi approfittato per lanciare un chiaro allarme su un tema che la riguarda in prima persona: quello dell’immigrazione. "Mi ha sempre colpito il modo disumano con cui gli stranieri venivano trattati. – ha tuonato – Io sono figlia di immigrati. Mio marito è un immigrato europeo. Il problema ci tocca profondamente. Spero che i miei figli vivranno in un mondo diverso, senza zone grigie".
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Entra nel canale WhatsAppZoe Saldaña svela il fallimento che più l’ha fatta soffrire
Quello che forse non tutti sanno di lei è che, prima di diventare una star del cinema e della TV, Saldaña ha iniziato il suo percorso come ballerina classica, in un ambiente rigido dove le rimproveravano una conformazione fisica non idonea. L’attrice ha alla fine abbandonato la danza, un addio che per anni ha vissuto come la sua più grande sconfitta: "Fino ai trent’anni, il fatto di avere smesso l’ho vissuto come un fallimento", ha infatti ammesso nel corso della chiacchierata.
Attualmente Zoe vive la recitazione senza troppi calcoli, guidata dalla voglia di emozionare il pubblico e con la maturità giusta per sostenere ruoli complessi. Negli anni è però cambiato il suo approccio alle sceneggiature: se agli esordi considerava il grande schermo come "l’unico che mi meritasse", oggi è convinta che le belle storie non abbiano un formato unico, ma possano prendere vita al cinema come in TV o a teatro.