Due Spicci, Zerocalcare risponde a tono alle polemiche: “Nessuno mi ha chiesto supporto”. Poi lancia una proposta
L'autore di Due Spicci interviene sulla polemica con un video social e si dice pronto a mettersi in gioco, ma lancia una stoccata agli animatori: il motivo.

La polemica attorno a Due Spicci, la serie animata firmata da Zerocalcare, non accenna a spegnersi. Dopo le accuse anonime di alcuni animatori sui compensi ricevuti, l’interrogazione parlamentare del senatore Maurizio Gasparri e i comunicati delle case di produzione coinvolte, arriva anche la risposta diretta di Michele Rech. L’autore romano rompe il silenzio con un video sui suoi profili social, chiarendo il proprio ruolo nella filiera produttiva e non solo. Tutti i dettagli, di seguito.
Due Spicci, Zerocalcare risponde alle accuse: "Perché nessuno ha mai pensato di chiedermi una mano?"
Non ci sta Michele Rech, in arte Zerocalcare, alle polemiche sorte nei giorni scorsi sulla sua serie animata Due Spicci. Ecco, dunque, che il giovane ha deciso di rispondere con un video su Instagram in cui dice la sua, in cui chiarisce di occuparsi esclusivamente della parte creativa, senza accesso a informazioni su budget e contratti. Da osservatore esterno, racconta di aver percepito un ambiente di lavoro positivo e di non aver mai ricevuto segnalazioni dirette di problemi, pur riconoscendo che esporsi in certi contesti lavorativi è rischioso per chi teme di essere etichettato come "quello che crea problemi": "Ciao, questo è un video serio. Da tre giorni leggo titoli che sostengono che io non abbia pagato, o addirittura abbia sfruttato, le persone che hanno lavorato alla serie Due Spicci. Mi sembra però importante chiarire una cosa: io sono l’autore della serie. Mi occupo della parte creativa, scrivo le storie, disegno i personaggi e do voce ai protagonisti. Non sono invece la persona che assume, gestisce o retribuisce chi lavora alla produzione. Per essere chiari, non ho accesso alle informazioni relative ai budget o ai contratti, né partecipo alle discussioni interne che riguardano gli animatori. Le poche volte che ho incontrato il personale dello studio, nessuno mi ha mai segnalato problemi o espresso lamentele sulle condizioni di lavoro. Anzi, dall’esterno mi era sembrato un ambiente positivo ed entusiasta. Naturalmente non sono ingenuo. So bene che nei settori in cui si lavora con contratti legati ai singoli progetti è spesso difficile far valere i propri diritti o organizzare proteste e vertenze. Molte persone temono che, se vengono considerate fonte di problemi, possano non essere più richiamate per i lavori successivi."
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Entra nel canale WhatsAppSi dice dispiaciuto che nessuno lo abbia contattato: "Proprio per questo, però, se la situazione descritta in questi giorni fosse realmente quella raccontata, trovo sorprendente che nessuno abbia mai pensato di informarmi o di chiedermi supporto. Se davvero esistevano problemi così gravi e le persone coinvolte non si sentivano nella condizione di esporsi direttamente, avrei potuto essere io stesso a sollevare la questione e a chiedere che venisse affrontata. Ma non posso sapere ciò che accade se nessuno me lo comunica."
La proposta di Zerocalcare
Inoltre, sempre nel corso del video ricorda il suo storico impegno su cause sociali e afferma che sarebbe stato assurdo restare in silenzio su una vicenda che porta il suo nome: "Non credo di essere una persona difficile da contattare. Ricevo continuamente messaggi per le ragioni più disparate. Gli stessi animatori, in passato, mi avevano contattato quando il Comune aveva chiuso la sede di Pisa, costringendo molti di loro a lavorare da casa o a spostarsi fino a Firenze. In quell’occasione mi ero subito reso disponibile e avevo proposto di organizzare un incontro pubblico a Pisa per dare visibilità alla questione e discuterne apertamente. Successivamente, però, non ho più ricevuto risposte. In questi anni mi sono schierato pubblicamente su molte battaglie e cause, anche quando questo significava entrare in conflitto con persone influenti o attirarmi critiche. Sono arrivato persino a essere associato a numerose cause considerate perse in partenza. Per questo motivo trovo difficile credere che mi sarei tirato indietro proprio di fronte a una vicenda che riguarda direttamente un progetto che porta il mio nome."
Propone di affrontare i problemi strutturali del settore attraverso il confronto diretto: "Forse sono del Novecento, ma per me funziona che facciamo una riunione, mi spieghi, e poi decidiamo come agire", e si dichiara disponibile a contribuire, sperando che l’attenzione mediatica possa almeno portare a qualcosa di concreto.
Zerocalcare, da dove nasce la polemica su Due Spicci
La polemica è nata dopo che alcuni animatori anonimi hanno lamentato compensi di circa 6 euro l’ora. Le società Movimenti Production e DogHead Animation hanno respinto le accuse, mentre il senatore Gasparri ha chiesto un’ispezione ministeriale. Sulla vicenda sono intervenute anche ASIFA e CartoonItalia, che hanno espresso solidarietà rispettivamente a tutte le parti coinvolte e alla produzione.
