Yoga Radio Estate, le pagelle finali: Nek fuoriclasse (8). Noemi e Papi, che coppia (10), ma Paola Iezzi finisce nel Far West (4)
L'ultima puntata di Yoga Radio Estate chiude la stagione tra promossi e bocciati: Papi e Noemi conquistano, Nek si conferma una garanzia, mentre Paola Iezzi non convince

Yoga Radio Estate arriva al capolinea e, con l’ultima puntata in onda nella serata di martedì 25 agosto, si chiude anche uno degli ultimi appuntamenti musicali dell’estate televisiva. Il programma di Italia 1, prodotto da Radio Bruno, saluta il pubblico da Piazza dei Martiri a Carpi con una serata ricchissima di ospiti, guidata ancora una volta da Noemi ed Enrico Papi insieme a Enzo Ferrari. Oltre alla scaletta è tempo di tirare le somme: queste sono le pagelle di Libero Magazine, tra promossi, rimandati e qualche inevitabile bocciatura. Dopo settimane di musica, piazze, tormentoni e conduzione itinerante, è arrivato il momento di capire cosa ha funzionato davvero e cosa, invece, molto meno.
Enrico Papi e Noemi a Yoga Radio Estate 2026
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Entra nel canale WhatsAppYoga Radio Estate: i promossi dell’ultima puntata su Italia 1
Enrico Papi e Noemi, campioni d’estate! Voto 10. Una coppia che funziona, e pure parecchio. Enrico Papi e Noemi sono stati due padroni di casa impeccabili: complici, spontanei e soprattutto capaci di non prendersi troppo sul serio. Lui ci ha messo la sicurezza di chi la televisione la mastica da anni, lei quella freschezza un po’ sfrontata, a tratti persino sporca nel senso più televisivamente interessante del termine. Ed è proprio lì che è scattata la scintilla. Insieme hanno trasformato Yoga Radio Estate in uno degli appuntamenti più chiacchierati dell’estate televisiva, e stavolta in senso decisamente positivo. Hanno messo a proprio agio gli artisti, cantato, riso, improvvisato e soprattutto dato l’impressione di divertirsi davvero. Che, in televisione, non è affatto un dettaglio. Mediaset, prendi nota: forse hai trovato una coppia da non lasciare parcheggiata. Un nuovo progetto per Papi e Noemi, estivo o meno, potrebbe essere una scommessa interessante. L’intesa c’è, il ritmo pure e la chimica non si costruisce a tavolino. Promossi a pieni voti. E con una domanda che resta sul tavolo: siamo davanti a una semplice coppia da tormentone estivo o al prossimo duo da tenere in prima serata?
Nek non supera nessuno. Voto 8. Nek come il vino: più passa il tempo, più diventa difficile resistergli. Nella piazza di Carpi, con un medley dei suoi successi, Filippo Neviani ha semplicemente fatto quello che sa fare meglio: mangiarsi il palco. Non gli servono effetti speciali, presentazioni chilometriche o chissà quali trovate. Gli basta salire sul palco. Carisma, esperienza ed empatia restano il suo biglietto da visita, ma a fare la differenza è soprattutto quella presenza scenica che oggi non è più così scontata. Nek sa stare davanti a un pubblico, sa coinvolgerlo e sa riempire ogni momento senza dare l’impressione di essere lì per caso. Anche le esperienze da conduttore in Rai gli hanno regalato una consapevolezza televisiva ancora maggiore. Diciamolo: Nek può permettersi praticamente tutto. Persino di stare fermo e non cantare una nota: probabilmente riuscirebbe comunque a risultare interessante. E sì, anche l’occhio vuole la sua parte. Anzi, nel suo caso la pretende. A 54 anni, il cantante può tranquillamente competere con colleghi molto più giovani senza dover chiedere il permesso a nessuno. Una presenza elegante, solida e decisamente gradita nell’ultima puntata di Yoga Radio Estate. Promosso. E con un piccolo appunto: se questo è Nek oggi, forse il tempo con lui sta giocando dalla parte giusta.
Yoga Radio Estate: chi sono i bocciati dell’ultima puntata su Italia 1
Paola Iezzi gioca a fare Beyoncé. Voto 4. Paola, ti amo. Sei una musa, una diva, un’icona pop. Ma perché, proprio tu, senti ancora il bisogno di giocare a fare Beyoncé? È questa la domanda che mi sono posto guardandola sul palco di Yoga Radio Estate. Perché lei, insieme ad altri colleghi (J-Ax, senza fare nomi) sembra ancora convinta che per essere internazionale bisogna necessariamente indossare un cappello da cowboy. Sulle note di Stessa direzione, il suo brano pop-dance portato sul palco ieri sera, Paola nazionale ha tirato fuori il country look completo: cappello, cintura borchiata e via, direzione Nashville. O quasi. Perché siamo a Carpi e, diciamocelo, il rischio di confondere il country con il dress code di un addio al nubilato nel Far West era dietro l’angolo. Il problema non è l’outfit, ma l’idea che basti un cappello per appropriarsi di un immaginario. Proprio nel giorno della scomparsa di Dolly Parton, monumento vivente della musica country, la scelta è sembrata ancora più stridente (anche se non voluta, siccome la puntata è stata registrata a luglio). Beyoncé, con Cowboy Carter, ha dimostrato che si può entrare in quel mondo senza limitarsi a indossarne i simboli: bisogna conoscerne la storia, rivendicarne le radici e mettersi davvero in discussione. Paola ha personalità, stile e soprattutto un’identità che non ha bisogno di prendere in prestito quella degli altri. Ed è proprio questo che mi dispiace: quando smette di essere Paola Iezzi per rincorrere un modello americano, perde un po’ di quella cosa che la rende unica. Quindi, Paola, il cappello puoi anche tenerlo. Ma la prossima volta, facci il favore di essere semplicemente Paola. Perché quando ci prova, l’originale è molto più interessante della copia.
Mr.Rain ha sbagliato palco. Voto 3. Più che Yoga Radio Estate, sembrava Yoga Radio Relax. Sarà stato l’orario in scaletta, sarà stato il tipo di palco, sarà stata semplicemente una questione di karma. Fatto sta che il momento di Mr.Rain aveva tutto, tranne l’effetto scoppiettante che ci si aspetterebbe da un grande evento musicale estivo. L’artista è capace di parlare a grandi e piccoli, di toccare corde emotive molto precise e di costruire intorno alle sue canzoni un’atmosfera raccolta. Peccato che a Carpi, in piena estate e dentro uno show come questo, sembrasse più adatto a una tisana, una copertina e qualche pensiero esistenziale. E non è necessariamente un difetto. Il punto, infatti, non è Mr.Rain. È il contesto. Negli ultimi mesi abbiamo visto diversi artisti transitare sulle grandi piazze estive quasi per obbligo di mercato: concerti, festival, eventi, ospitate. Perché oggi bisogna esserci. Sempre. Anche a luglio, anche ad agosto, anche quando magari il proprio repertorio e la propria cifra funzionerebbero molto meglio altrove. Mr.Rain appartiene decisamente a questa categoria. Non gli manca il talento, gli mancava il contesto giusto. Non tutti gli artisti devono per forza far saltare una piazza: alcuni devono semplicemente farla stare in silenzio ad ascoltare. Qui, però, serviva un po’ più di estate e un po’ meno tisana.