William Orbit è morto a 69 anni, chi era il vincitore di numerosi Grammy: la svolta con Madonna e la lotta contro le dipendenze
Il produttore britannico ha rivoluzionato il suono pop con “Ray of Light” di Madonna e collaborato con Blur, U2, All Saints e molti altri.

William Orbit è morto all’età di 69 anni, lasciando un segno profondo nella storia della musica contemporanea. Il produttore britannico è stato uno dei principali artefici dell’incontro tra elettronica, sperimentazione e pop internazionale. La sua carriera ha raggiunto il punto più alto con Ray of Light di Madonna, album considerato una pietra miliare del genere. Nel corso degli anni ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti della scena mondiale, dagli U2 ai Blur fino alle All Saints. Un artista capace di anticipare tendenze e trasformare suoni alternativi in successi globali.
William Orbit, la carriera del produttore che ha cambiato il suono pop
La famiglia di William Orbit ha annunciato la sua scomparsa, avvenuta il 23 luglio nella sua abitazione, attraverso un comunicato in cui ha ricordato il suo talento e la sua sensibilità: "Ci mancherà moltissimo, così come mancherà a tante altre persone le cui vite sono state toccate dalla sua musica, dalla sua amicizia e dalla sua gentilezza". Le cause della morte non sono ancora state rese pubbliche.
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Entra nel canale WhatsAppNato nel 1956 a Wainwright, nel nord di Londra, William Orbit sviluppò fin da giovane una forte passione per la tecnologia sonora, nata dall’incontro con un registratore ricevuto a 14 anni. Dopo anni di sperimentazione e una prima esperienza negli anni Ottanta con i Torch Song, band pioniera dell’elettronica, costruì il suo stile fino ad arrivare ai remix di Madonna, tra cui Justify My Love ed Erotica. Quei lavori conquistarono la popstar, che nel 1997 lo coinvolse nel progetto destinato a segnare la sua carriera: Ray of Light.
Ray of Light di Madonna e i grandi successi internazionali di William Orbit
La collaborazione con Madonna per Ray of Light nel 1998 segnò la svolta nella carriera di William Orbit. Il produttore contribuì a creare un nuovo equilibrio tra elettronica, atmosfere trance e pop, dando alla cantante il cambiamento sonoro che cercava. Suonò gran parte degli strumenti dell’album e Madonna lo definì "un genio completamente folle" per la sua capacità di trasformare semplici idee in soluzioni musicali innovative. Ray of Light, con brani come Frozen, The Power of Goodbye e la title track, rappresentò la consacrazione di William Orbit, conquistandogli tre Grammy Awards su dodici nomination e il riconoscimento come uno dei produttori più innovativi della sua generazione.
Dopo il successo con Madonna continuò la collaborazione con la popstar in altri progetti, tra cui Beautiful Stranger, American Pie e MDNA, ampliando poi il suo percorso con artisti come Blur, Britney Spears, Robbie Williams, Pink, Chris Brown, Melanie C e No Doubt. La sua ricerca musicale lo portò anche verso la musica classica con Pieces in a Modern Style del 1999, mentre lavorò anche con gli U2 e Katie Melua. Negli ultimi anni non smise mai di sperimentare, pubblicando nuovi lavori da solista fino a The Painter del 2022. Dietro il successo, però, ci furono anche momenti difficili. Il produttore raccontò di aver affrontato problemi legati alla dipendenza da sostanze, come la cocaina, e una profonda depressione, fino ad arrivare a un percorso di recupero: "Sono caduto in una profonda depressione. Maledicevo la mia stessa volontà di sopravvivere". Nonostante i Grammy e una carriera straordinaria, continuò sempre a studiare e aggiornarsi, arrivando persino a imparare nuovi software musicali partendo dalle basi.
