Wicked Parte 2, Libere Recensioni: un magico (ma imperfetto) finale
Ariana Grande e Cynthia Erivo regalano ai fan una performance da applausi per la seconda parte dell'adattamento al cinema del celebre musical di Broadway

Rieccoci con un nuovo appuntamento di Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata alle grandi anteprime nazionali e ai nuovi film in uscita. Nella recensione di oggi, come facilmente intuibile dal titolo, ci occuperemo di Wicked – Parte 2 (sottotitolato For Good in originale), la seconda e conclusiva sezione della storia di Elphaba e Glinda, la Strega Cattiva dell’Ovest e la Strega Buona del Sud. Tornano Cynthia Erivo e Ariana Grande nei panni delle due protagoniste, come anche Jeff Goldblum in quelli del Mago di Oz, Michelle Yeoh come Madame Morrible e Jonathan Bailey come principe Fiyero Tigelaar.
La conclusione della storia iniziata lo scorso anno è nuovamente affidata al regista John M. Chu. Se nella Parte 1 si è affrontato il tema della diversità e dell’accettazione di sé, in questa Parte 2 Wicked si fa più filosofico, sviscerando argomenti come il destino, il desiderio di fare del bene a qualunque costo, l’imprevedibilità delle conseguenze delle proprie azioni e la volontà di lottare per la propria casa.
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Entra nel canale WhatsAppLa Strega Cattiva dell’Ovest e la Strega Buona del Sud
Sono passati 12 mesi da quando Elphaba è scappata dalla Città di Smeraldo con l’Orripilario, dopo aver scoperto la reale identità del Mago di Oz e aver deciso di non accettare le sue bugie. Ormai pubblicamente additata come La Strega Cattiva dell’Ovest, vive da ricercata, attaccando e sabotando i progetti del Mago e di Madame Morrible (tra cui la Strada di Mattoncini Gialli, in costruzione), cercando di far aprire gli occhi alla gente di Oz. Glinda, a sua volta, è ormai per tutti Glinda La Buona, volto riconosciuto e amato dagli oziani. Fiyero, divenuto capo della Brigata della Burrasca, è stato incaricato di trovare Elphaba e di portarla alla giustizia. Entrambi fanno buon viso a cattivo gioco per non compromettere la loro posizione, ma segretamente sono preoccupati per Elphaba e vorrebbero aiutarla. Anche per Nessa, sorella di Elphaba, le cose sono leggermente cambiate, essendo diventata governatrice del Paese dell’Est con la morte del padre. Boq, nominato suo assistente personale, vorrebbe trasferirsi nella Città di Smeraldo, ma è bloccato da Nessa, innamorata di lui.
Wicked – Parte 2, la Recensione: nessuna buona azione rimane impunita
Prendiamo in prestito il titolo di uno dei pezzi migliori, se non il migliore in assoluto di Wicked – Parte 2, (No Good Deed), perché riassume molto bene il tema principale attorno a cui si impernia la pellicola. Se nella prima parte Elphaba ha lottato contro i pregiudizi nei confronti della propria stranezza, a partire dall’insolito colorito che non le permetteva di omologarsi, in Wicked – Parte 2 il fulcro del discorso è l’accettazione delle conseguenze delle proprie azioni. Elphaba fugge dall’etichetta di Malvagia Strega affibbiatole da Madame Morrible, cercando in tutti i modi di fare del bene. Quando però una buona azione le si ritorce contro per l’ennesima volta, è costretta a guardarsi allo specchio e meditare se, in fondo, il Regno di Oz non abbia ragione a definirla malvagia.
Ovviamente il riflettore è puntato anche qui su Cynthia Erivo e Ariana Grande, protagoniste di momenti musicali altissimi. Manca, in una colonna sonora comunque di grandissimo livello, un brano della potenza di Defying Gravity, ma appunto No Good Deed, cantato da Elphaba, ci si avvicina parecchio. Le due, poi, sono protagoniste del toccante duetto di For Good, a suggellare la loro ormai inscindibile amicizia. Insomma, dal punto di vista canoro e musicale, anche questa seconda parte si difende, eccome. Sono presenti tra l’altro un paio di brani originali, composti appositamente per il film, quindi anche chi ha assistito all’opera originale di Broadway avrà pane per i propri denti.
Goldblum gigione e Bailey innamorato
Volgendo lo sguardo al resto del cast, abbiamo il solito Jeff Goldblum perfettamente a suo agio con un personaggio gigione e sopra le righe come il Mago di Oz, a cui è affidato un altro pezzo davvero niente male come Wonderful. Parzialmente in ombra, per quanto fisiologico per necessità di sceneggiatura, Michelle Yeoh, relegata a un ruolo quasi da comprimaria. Brilla, invece, Jonathan Bailey, con un Fiyero finalmente al massimo del proprio splendore e deciso a ottenere ciò che vuole. E che, soprattutto, ama. Il duetto con Erivo sulle note di As Long as you’re Mine ci avrebbe strappato un doveroso applauso, se non ci fossimo trovati nella sala di un cinema.
Come per la prima parte, anche in Wicked – Parte 2 dominano le tonalità accese e sgargianti nella Terra di Oz, con scenografie da favola ricreate realmente sul set e ben mescolate a una generosa dose di grafica computerizzata. Purtroppo il ritmo del film soffre di qualche inciampo, risultando molto affrettato soprattutto nella seconda metà. Alcune svolte narrative arrivano con troppa rapidità, così come il cambio di carattere di alcuni personaggi. Nulla che infici troppo l’esperienza, sia chiaro, ma sarebbe forse stato necessario un pochino più di respiro negli ultimi minuti, pur essendo una pellicola che sfora abbondantemente le due ore. Wicked – Parte 2 è comunque un’ottima conclusione della storia, che i fan dell’opera di Broadway e tutti coloro che hanno amato la Parte 1 apprezzeranno. Preparate i fazzoletti per dare l’addio a una delle amicizie più toccanti della cultura pop.
