Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli, è in terapia intensiva: preoccupano le sue condizioni
Il critico d’arte è stato nuovamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma: le prime informazioni parlano di terapia intensiva e di condizioni gravi, senza fornire dettagli sulle cause.

Vittorio Sgarbi è nuovamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma e questa volta le notizie sulle sue condizioni di salute destano particolare preoccupazione. Il ricovero è stato confermato nella notte dalla stessa struttura ospedaliera, mentre si susseguono le voci che si trovi in terapia intensiva in condizioni critiche, al momento non sono stati comunicati i motivi che hanno portato Sgarbi in ospedale né sono stati diffusi dettagli ufficiali sul suo quadro clinico.
Vittorio Sgarbi e il nuovo ricovero al Gemelli
La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri e si è rapidamente diffusa, trovando poi conferma da parte del Policlinico Gemelli. Vittorio Sgarbi, 74 anni, si trova dunque nuovamente nello stesso ospedale nel quale aveva già affrontato un periodo particolarmente delicato della sua vita. Alcune testate parlano di un ricovero in terapia intensiva, altre di accertamenti sotto una fase di monitoraggio. L’unico elemento ormai certo è quindi il ricovero.
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Entra nel canale WhatsAppIl difficile periodo vissuto nel 2025
Il precedente ricovero risale alla primavera del 2025, quando Sgarbi era stato assistito proprio al Gemelli in una fase segnata da importanti problemi di salute e da una profonda sindrome depressiva. Quel periodo lo aveva portato a isolarsi, a perdere molto peso e ad avere difficoltà anche nell’alimentazione. In seguito aveva raccontato pubblicamente la complessità di quei mesi, spiegando di essere arrivato a pesare 59 chili e di fare fatica praticamente in ogni attività quotidiana:"Ho perso parecchi chili. Faccio fatica in tutto. Riesco a tratti ancora a lavorare. Ho sempre dormito poco. Ora passo molto tempo a letto", aveva raccontato, descrivendo anche il percorso di cura affrontato in ospedale. In quei mesi aveva parlato apertamente della propria fragilità e del peso che avevano avuto su di lui anche le vicende politiche e le dimissioni dall’incarico di sottosegretario alla Cultura.
Il ritorno alla vita pubblica
Dopo quel lungo periodo di difficoltà, Sgarbi aveva progressivamente ripreso a mostrarsi in pubblico. A febbraio era tornato alla Certosa di Ferrara, mentre nei mesi successivi aveva partecipato a diversi appuntamenti culturali. A maggio, nella sua Ferrara, aveva parlato del proprio periodo difficile durante un incontro dedicato ai 150 anni del Corriere della Sera, soffermandosi anche sul significato de L’urlo di Edvard Munch e spiegando di sentirsi vicino a quell’immagine per la sua rappresentazione della solitudine e della condizione umana.
Nei mesi successivi era inoltre comparso a Bergamo per La Milanesiana e, ad agosto, era stato a Rovereto per parlare del futuro del Mart, museo del quale è presidente. Apparizioni che avevano mostrato un graduale ritorno agli impegni culturali, dopo una fase personale particolarmente complessa.
La nuova apprensione per le sue condizioni
Ora l’attenzione torna inevitabilmente sulle sue condizioni di salute. Il Gemelli ha confermato il ricovero, ma non ha diffuso informazioni sulle cause e non risultano, al momento, comunicazioni ufficiali più dettagliate. Per questo, nelle prossime ore, saranno eventuali comunicazioni dell’ospedale, della famiglia o delle persone vicine a Sgarbi a poter chiarire realmente la situazione. Intanto, la notizia del nuovo ricovero riporta in primo piano il delicato percorso di salute affrontato dal critico d’arte negli ultimi anni.
