Vita! Il concerto, pagelle: irraggiungibile Cardinaletti (10), Annalisa splende (9). Ma Emma sbanda (4) e la scaletta non tiene (3)
Vita! Il concerto: promossi e bocciati della serata evento su Rai 1. Le esibizioni migliori e quelle sottotono al Circo Massimo

Musica, spettacolo e divulgazione scientifica si sono incontrati al Circo Massimo di Roma per Vita! Il concerto, il grande evento trasmesso in diretta su Rai 1 e in Eurovisione, lunedì 22 giugno 2026. A guidare la serata una coppia inedita composta da Giorgia Cardinaletti e Nek. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sui temi della salute, della prevenzione e del benessere, in vista della Giornata mondiale contro la droga e le dipendenze del 26 giugno. Un appuntamento che punta a coniugare intrattenimento e consapevolezza, portando in prima serata temi di grande rilevanza sociale. Vediamo come è andata con le pagelle dell’evento.
Vita! Il concerto: i promossi del concerto evento su Rai 1
Giorgia Cardinaletti non ne sbaglia una. Voto 10 e lode. La naturalezza con cui Giorgia Cardinaletti passa dal racconto della cronaca — spesso pesante, drammatica, monocorde — a una leggerezza composta, elegante, sempre calibrata, è ormai una cifra stilistica rara in tv. Sembra che conduca da sempre. E invece la sua formazione è quella del giornalismo puro, quello serio, strutturato. Ma in contesti come quello al fianco di Nek, questa doppia anima esplode: è sicura, presente, mai invadente ma nemmeno marginale. Prende il palco con discrezione intelligente, si muove tra gli ospiti con una spontaneità che li mette subito a loro agio. Raffinata nel suo tailleur rosa pallido, diventa quasi la sorpresa più prevedibile della serata: perché in realtà ci si aspetta che funzioni, e infatti funziona. Rai dovrebbe usarla di più e meglio. Lei è una di quelle presenze che portano insieme tre cose rare: freschezza, eleganza e professionalità vera.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppAnnalisa è una certezza. Voto 9. Ormai sembra quasi ridondante dirlo, e proprio per questo sorprende ancora di più: Annalisa è una certezza. Sulle note di Piazza San Marco e Bellissima, non sbaglia una virgola. Zero sbavature o concessioni al caso. Il suo modo di cantare è chirurgico: preciso anche quando decide di cambiare arrangiamenti, contesto e struttura del brano. Viviamo, purtroppo, in un mercato discografico dominato dal tormentone facile — accusa che ogni tanto le viene anche appiccicata addosso — ma lei continua a distinguersi con una solidità rara. E, senza fare nomi, anche rispetto a presenze "pesanti" sullo stesso palco a Vita! Il concerto, regge il confronto con una disinvoltura che non passa inosservata. Perché non 10 allora? Per il look. Giacche strutturate, frangia dritta e rossetto scuro: una cifra stilistica ormai riconoscibile, ma anche un po’ irrigidita, quasi diventata uniforme. Stanca più che sorprendere. Detto questo, quando parte la voce, il resto diventa contorno. E infatti glielo si perdona.
Il Volo non scherza, e meno male. Voto 8. Se c’è ancora qualcuno che liquida tutto con la parola "noia", forse è il caso che si conceda un ripasso del concetto di musica dal vivo. Ignazio, Gianluca e Piero, sulle note di Nelle tue mani, hanno fatto tremare il Circo Massimo. Non una semplice esibizione, ma una dimostrazione di forza. Vocale, artistica e scenica. Ogni volta che salgono sul palco ci ricordano una cosa che in Italia tendiamo a dimenticare troppo spesso: sono un’eccellenza assoluta. Tre ragazzi che portano la musica italiana nel mondo con una credibilità che molti si sognano. Più della Nazionale fuori dai Mondiali, più degli stereotipi da cartolina, più della pizza e del mandolino. Eppure continuiamo a darli per scontati. Un errore. Anzi, quasi un oltraggio.
Vita! Il concerto: i bocciati della serata al Circo Massimo di Roma
Emma è la solita. Voto 4. Se seguite queste pagelle lo sapete già: di solito a lei i voti negativi non si addicono proprio. Ma la sincerità qui è legge e stasera, bisogna dirlo, qualcosa si è inceppato: non era il suo contesto, oppure non è riuscita a prendersi il palco come sa fare quando è davvero in controllo. Outfit con stivali che nemmeno nel multiverso di Rita De Crescenzo troverebbero pace, e una performance da live "selvaggio" — il suo marchio di fabbrica — ma fuori fuoco rispetto alla serata. Risultato: non arriva alla sufficienza. Il punto è che Emma quando si snatura si tradisce. Ed è anche il motivo per cui piace così tanto: autentica, irregolare, sempre un po’ fuori asse. Però, dopo anni di carriera e palchi enormi sulle spalle, ogni tanto liberarsi di quell’aura da "più scomposta del pop italiano" e provare a governarla invece di subirla, non guasterebbe.
Nek non c’era, come Laura. Voto 4. Un riferimento che pesa, perché richiama subito la sua iconica Laura non c’è e il paradosso è proprio questo: stasera, di fatto, non c’era davvero neanche lui. Nek dimostra di poter reggere anche la conduzione di uno show e non solo il palco musicale. Questo è fuori discussione. Ma qualcosa, nella serata al Circo Massimo, si è spento lungo la strada. Forse l’impatto della situazione, forse la presenza magnetica di Giorgia Cardinaletti, forse semplicemente una serata no: non è dato saperlo. Fatto sta che il risultato è un conducente che resta spesso in sottofondo, quasi fuori frequenza. A tratti fuori tempo, a tratti prevedibile, a tratti quasi invisibile. Come se il palco del Circo Massimo fosse più grande di lui, o come se lui non riuscisse a riempirlo fino in fondo. Al posto del solito Carlo Conti la soluzione regge, ma non basta l’equilibrio: serve più presenza, più spinta e più convinzione. Una diretta così non si attraversa: si governa.
Una scaletta fuori fuoco. Voto 3. Non è stata una dimenticanza marginale, ma una mancanza che pesa. Si è parlato di benessere fisico e mentale, odio social, gentilezza. Temi giusti, necessari, attuali. Ma in una serata costruita nella Giornata mondiale contro le dipendenze, il grande assente è uno solo: le droghe. Non se n’è parlato. Non si è spiegato come riconoscerle, come evitarle, come affrontarle. Nessuna testimonianza di chi ne è uscito, nessun racconto reale di chi ci è passato dentro e ha dovuto combattere per tornare indietro. Il vuoto anche in relazione all’alcol, soprattutto in giorni come questi, caratterizzati purtroppo da terribili incidenti stradali e vite spezzate. Il discorso si è allargato alle dipendenze più "moderne" — dal cibo ai social — ma lasciare fuori proprio quella più pericolosa, soprattutto per i più giovani, non è una sfumatura: è un vuoto. Addirittura non è stato nemmeno accennato. E questo pesa, tantissimo.
