Virginio Gazzolo è morto: addio all'attore e doppiatore innamorato di Dante che ha lavorato con Rossellini e Germi
L'attore e doppiatore si è spento a 89 anni, dopo una carriera dedita al cinema e soprattutto al teatro. Era un grande appassionato di Dante Alighieri

Fino all’ultimo giorno della sua vita, Virginio Gazzolo ha tenuto un libro di Dante Alighieri sul comodino. Non era solo un vezzo d’attore, ma il simbolo di un amore per la il Sommo Poeta e, più in generale, per la parola scritta, che lo ha accompagnato per quasi novant’anni, prima di morire il 19 agosto dopo una carriera lunghissima.
Morto Virginio Gazzolo: chi era il figlio d’arte e grande talento della recitazione
Nato nella Capitale nel 1936, cresce tra pane e recitazione: in casa, papà Lauro e il fratello Nando sono infatti già volti e voci note dello spettacolo. Virginio prova a prendere un’altra strada iscrivendosi a medicina, ma il richiamo del palco è troppo forte. All’inizio degli anni Sessanta abbandona l’università e si tuffa nella scena romana. Insieme a ragazzi che avrebbero fatto la storia dello spettacolo italiano – parliamo di nomi del calibro di Gigi Proietti e Piera Degli Esposti – crea "Il Teatro dei 101", uno dei primi spazi alternativi della città. Il suo talento appare evidente sin da subito, e la conferma arriva con il premio San Genesio come miglior attore, soffiato a un colosso come Vittorio Gassman.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppUna carriera di successi: dal cinema alla radio
Da quel momento diventa una figura camaleontica. In oltre sessant’anni di attività passa dai testi impegnati di Shakespeare e Beckett al cinema d’autore, senza disdegnare la televisione, dove presta il volto a personaggi complessi come il presidente Roosevelt. Con Pietro Germi lavora in Signore & signori, prendendo parte a uno dei capolavori assoluti della commedia all’italiana, premiato con la Palma d’Oro a Cannes. Ma Gazzolo lavora anche con Roberto Rossellini ne L’età di Cosimo de’ Medici in un ruolo chiave: quello di Leon Battista Alberti.
Virginio Gazzolo lavora costantemente anche dietro ai microfoni della radio e nei doppiaggi, arrivando persino a condividere la scena con un’icona della danza come Carla Fracci. Il filo rosso della sua vita resta però la Divina Commedia. Le sue letture dantesche hanno riempito i teatri di tutta Italia per decenni, fino alla sua ultima apparizione dal vivo al festival di Ravenna. Un legame indissolubile con il Sommo Poeta che si è chiuso esattamente come era iniziato: la sera prima di morire, Gazzolo ha infatti chiesto ai familiari presenti di poter leggere un’ultima volta i suoi versi.
