Remo Girone, chi è la moglie Victoria Zinny: l’infanzia con Pablo Neruda, la depressione e come salvò 'Tano Cariddi'

Remo Girone è morto a 76 anni, chi è la moglie Victoria Zinny: le origini, l'intervento in La Piovra e il sostegno durante la malattia, accanto ai figli Karl e Veronica.

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Victoria Zinny, chi è la moglie di Remo Girone
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La morte improvvisa di Remo Girone, celebre per il ruolo di Tano Cariddi in La Piovra, ha lasciato un grande vuoto nel mondo dello spettacolo italiano. Accanto all’attore, scomparso ieri all’età di 76 anni, per oltre quattro decenni c’è stata Victoria Zinny, moglie e compagna di vita, con cui ha condiviso successi, sfide e momenti difficili.

Remo Girone e Victoria Zinny, una storia d’amore lunga e solida

Remo e Victoria si sono sposati con rito civile nel 1982, ufficializzando un legame iniziato nel 1976. Dodici anni dopo c’è stato un secondo matrimonio, stavolta religioso, in una chiesa del Rione Monti.

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In quasi mezzo secolo di vita trascorso fianco a fianco, hanno sempre mostrato un affiatamento raro, rafforzato dalla passione condivisa per il mondo dello spettacolo. Remo stesso raccontava: "Con lei non ho mai smesso di ridere". Victoria ha ricordato il loro primo incontro con dolcezza: "Ci siamo conosciuti tramite il nostro agente. Dopo quindici giorni che ci frequentavamo, Remo mi ha baciata a sorpresa in un ristorante. Da allora siamo ancora qui".

La loro arma segreta? "Affrontare subito i problemi insieme e non lasciarli andare avanti" – spiegava l’attore nel corso di un’ospitata a Oggi è un altro giorno su Rai 1 – Semplicemente la amo. A noi è accaduta questa fortuna: io ho avuto il regalo di vivere con questa donna da più di quarant’anni. E ancora mi vuol bene, anche se non sono più carino come quando avevo trent’anni".

Chi è Victoria Zinny, la moglie di Remo Girone cresciuta con Neruda, Borges e Frida Kahlo

Nata il 13 maggio 1943 a Buenos Aires, l’attrice italo-argentina Victoria Zinny ha 82 anni. Sua madre, l’ucraina Julia Prilutzky Farny; ha, era una scrittrice, poetessa e pianista che ha cresciuto sua figlia insegnandole l’amore per l’arte e la cultura generale, oltre a farla vivere circondata da grandi artisti. La loro casa argentina era spesso frequentata dal poeta Pablo Neruda e dallo scrittore Jorge Luis Borges, due dei più grandi letterati della storia sudamericana: "Erano entrambi amici di mia madre – ha raccontato Victoria – Borges aveva una vera passione per me. Siamo stati più volte ospiti di Neruda in Cile. Frequentavamo anche Frida Kahlo e suo marito Diego Rivera: avevo paura di Frida, con quelle sopracciglia sembravano una strega. Lei voleva sempre regalare dei quadri a mia madre, ma non le piacevano…".

Victoria Zinny, la carriera d’attrice e i film con Girone

L’attrice Victoria Zinny ha esordito a diciotto anni nel cinema internazionale con Luis Buñuel in Viridiana (1961) e, trasferitasi in Italia, ha lavorato con registi di grido come Steno (Il Vichingo venuto dal Sud), Alberto Sordi (Io e Caterina, In viaggio con papà), Sergio Corbucci (A tu per tu) e Dino Risi (Fantasia d’amore). Nel corso della sua carriera ha preso parte a oltre 35 film, l’ultimo dei quali è Cento cuori, girato nel 2023; ha partecipato anche a diverse serie televisive, tra cui Racconti fantastici, Dalla notte all’alba, La signora della città e Le ragazze di Piazza di Spagna (1999). Con il marito Remo Girone ha condiviso set cinematografici in titoli come Il sole nero (2007), Rosso Mille Miglia (2015) e Mothers (2017).

Remo Girone, i figli "acquisiti" Karl e Veronica

Remo Girone e sua moglie Victoria non hanno avuto figli insieme, ma lui è stato un punto di riferimento costante per Karl (nato nel 1964) e Veronica (1967), i figli avuti da Victoria dalla precedente relazione con il pittore francese Jacques Harvey. Karl ha seguito le orme dei genitori nel mondo dello spettacolo, fondando la società The Beat Production Srl e oggi lavora anche come produttore musicale; da giovane ha sperimentato alcune esperienze d’attore partecipando a film come Demoni di Lamberto Bava e Atto di dolore di Pasquale Squittieri. Al momento non si hanno notizie certe del lavoro di Veronica, che da anni vive in Giappone dove si è sposata e ha quattro figli.

Victoria Zinny, la malattia di Remo Girone e La Piovra

Victoria non è stata solo la compagna di vita di Remo Girone, ma anche il pilastro che ha sostenuto l’attore nei momenti più difficili della sua esistenza, come la scoperta del tumore alla vescica durante le riprese della settima stagione de La Piovra, a metà degli anni ’90. La loro unione ha permesso di affrontare la grave malattia con forza e discrezione. Così come raccontò Girone, la lotta contro il cancro stava per costargli il posto nell’amatissima serie TV in cui interpretava lo spietato boss siciliano Tano Cariddi:

"Trent’anni fa sono stato operato di un tumore alla vescica. Ho avuto molta paura, poi sono guarito. Dopo essermi operato, dovevo fare della chemioterapia e i produttori de La Piovra volevano interrompere il contratto, sostituendomi con un altro personaggio simile. Andai a protestare, scortato dal mio avvocato, ma poi fu mia moglie a trovare una soluzione brillante. Siccome stavamo girando la nona serie, propose al regista di farmi chiudere la trama in anticipo con una bellissima scena e di riprendermi nel cast per la decima serie, dopo aver terminato le mie cure. È andata proprio così: il tumore guarito e Tano Cariddi di nuovo in scena".

Victoria e la depressione del marito

Anche Victoria ha parlato più volte pubblicamente del loro legame: "Il nostro amore ha saputo superare ogni difficoltà ed è sempre rimasto solido, lontano dal clamore dei media". Oltre ad aver "salvato" il ruolo di Girone in La Piovra, l’attrice italo-argentina è stata una presenza fondamentale in un altro momento delicato della vita di Remo, quando fu colto da una profonda depressione, di cui ha sofferto per alcuni anni. "Per curarmi, ho fatto psicoanalisi per anni – raccontò Girone -, mi sono imbottito di psicofarmaci, la depressione andava e veniva". La svolta è arrivata quando Girone interpretò un personaggio nel tv-movie "La brace dei Biassoli", tratto dal romanzo omonimo e autobiografico dello psichiatra e scrittore Mario Tobino: "Victoria colse al balzo l’occasione, gli telefonò e prese un appuntamento per me, ho trascorso un pomeriggio intero con lui, parlammo a lungo e alla fine della sua analisi sentenziò: smettila di prendere psicofarmaci così pesanti, ti distruggono la personalità e non andare più dall’analista… puoi farcela da solo. E aveva ragione, così è stato".


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