Le Iene, Veronica Gentili spara a zero sulla Rai e Telemeloni: "Ranucci? Lo aspettavano al varco. Ormai si è andati oltre"
La conduttrice dello storico programma di Italia Uno dice di non sentirsi una iena ma nell'intervista al Corriere della Sera lancia bordate sulla situazione delle tv pubblica

Quattro anni al timone de Le Iene, ma dice: "Non ho la vocazione della iena, non è proprio nel mio DNA". Veronica Gentili si racconta in un’intervista al Corriere della Sera, alla vigilia del ritorno sul piccolo schermo e, pur non ritenendosi molto iena non esista a esprimere le sue idee con grande schiettezza, lanciando anche bordate di fuoco, parlando senza mezzi termini della situazione della Rai.
Veronica Gentili: "Non sono una iena"
Al centro dell’intervista però c’è il percorso della giornalista e conduttrice che traccia un bilancio della sua esperienza nello storico programma di Italia Uno e racconta come lo ha approcciato, provenendo da altre esperienze: "Dovevo trovare il modo giusto di entrare nella dinamica, mettendoci del mio e dosando il mio pensiero alla fine di ogni servizio".
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Entra nel canale WhatsAppIl segreto per entrare nel modo migliore nella macchina ben rodata de Le Iene, era trovare un equilibrio tra la necessità di svettare come figura di conduttrice e non oscurare il cuore della trasmissione, ovvero i servizi in esterna: "La telecamera nutre il mio egocentrismo", ammette Gentili, che però sa anche come tenere a bada questo aspetto del proprio carattere: "A volte bisogna mettersi al servizio dell’opera, non sempre puoi fare il Veronica Show".
Ma la cifra identitaria di Gentili rimane ancorata all’attualità. Firma del Fatto Quotidiano e volto dei talk di Rete 4, rivendica il suo imprinting professionale che ha radici nel suo vissuto: "Mio papà mi ha cresciuta a pane e politica, credo di essere l’ultima in Italia a comprare cinque quotidiani di carta tutti i giorni".
Ma Veronica Gentili ha dimostrato anche di essere una donna e una professionista capace di mettersi in gioco sperimentando i più diversi registri della tv. Dalla politica alle inchieste delle Iene l’abbiamo infatti vista all’opera anche con l’intrattenimento alla conduzione de L’Isola dei Famosi. Un scelta che le ha attirato parecchie critiche, ma di cui non si pente anche perché ha fatto un’ottima figura e non le duole nemmeno che questa esperienza sia già finita, con la conduzione di quest’anno passata a Selvaggia Lucarelli, su cui commenta: "Dispiaciuta? Assolutamente no. Oggi L’Isola ha una nuova veste: è un programma registrato, tutto in differita, con il conduttore in loco".
Il passaggio più affilato dell’intervista riguarda però le vicende di casa Rai, a partire dal caso Sigfrido Ranucci. "Mi è sembrato che la Rai lo aspettasse al varco", spara Gentili. "Lui non è sicuramente esente da una certa naïveté: se lavori a un programma come Report devi stare attento a determinati tipi di relazioni che rischiano di inquinare il tuo lavoro. Però non si cacciano i conduttori dalla Rai in questo modo".
Un affondo che poi si allarga alla gestione: "Credo che in questo momento si sia andati oltre. Basta osservare una serie di programmi, soprattutto di Rai 3, risultati fallimentari in termini di ascolti rispetto ad altri che andavano meglio ma sono stati chiusi".
