Verità Nascoste, Milo Infante caccia le soap e fa godere Raiuno: il pubblico di Mediaset preferisce un bacio a un interrogatorio
Milo Infante debutta su Canale 5 ereditando un traino imperiale e trasformandolo in un brivido al 13% di share, mentre la concorrenza ringrazia e vince.
Dal 2015 scrive di musica, TV e cinema. Analizza lo showbiz senza peli sulla lingua, ma giura: «Io non sono cattiva, mi disegnano così».
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Volevamo il sole di Istanbul, ci hanno dato la nebbia di un cold case di provincia. Pier Silvio Berlusconi deve avere una bizzarra idea di relax pomeridiano. Per espiare i peccati dei cervi estivi e dei falò delle tentazioni, ha preso le forbici e ha fatto tabula rasa. Via "My Sweet Lie" (esiliata nel purgatorio digitale di Mediaset Infinity per la gioia delle casalinghe furiose), via "Be My Sunshine" (relegata al solo weekend come un parente scomodo). Al loro posto? Ore e ore di Milo Infante che ci spiega, con dovizia di particolari e accigliata fermezza, come sia brutto e cattivo il mondo fuori dalle mura di Cologno.
Il prezzemolino della nera
Il neo-acquisto ormai è un format ubiquo, un ectoplasma che si sposta da una rete all’altra senza cambiare nemmeno la cravatta. Ti svegli e te lo trovi su Rete 4 con "Ore 11" (un mezzogiorno di fuoco che funziona ma che viaggia senza concorrenza), copia carbone della vecchia creatura "Ore 14" su Rai 2, dove adesso Salvo Sottilesintonizza la vendetta. Ti addormenti sulla poltrona dopo pranzo e te lo ritrovi su Canale 5 con "Verità Nascoste – Il diario", spin-off provvisorio di "sole" due settimane della prima serata di Rete 4. Stessi casi, stessi ospiti, stessi inviati. Praticamente un all-you-can-eat del crimine dove il telespettatore, anziché rilassarsi, si sente sotto interrogatorio.
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Ma il miracolo al contrario sta nei numeri. La saga, "Tutto per la mia Famiglia", lascia all’ex conduttore Rai un’autostrada d’oro: il 22% di share, inserito in una catena feriale da record che inanella il 16% di "Beautiful", il 20% di "Forbidden Fruit" e il picco del 23.9% di "Far Away". Un traino che persino un rullo di sintonizzazione della TV svizzera avrebbe mantenuto sopra il 20%. E invece, non appena si pronunciano le parole magiche "omicidio", "mistero" e "Garlasco" (con Stefania Cappa che risponde sfoderando una denuncia per ricettazione e Roberta Bruzzone che promette querele in tribunale) si sente il rumore dei telecomandi che digitano convulsamente il tasto 1. La prima parte regge per sfinimento, ma la seconda crolla verticalmente: se il debutto al 16.7% aveva già mostrato vistose crepe, la seconda e terza puntata hanno visto il talk giudiziario calare ulteriormente, finendo per liquefarsi su un misero 13% di share. Un suicidio da manuale: ereditare un pubblico imperiale e riuscire nell’impresa di farlo fuggire in massa, parlando di tragedie.
La Rai ringrazia e balla
A banchettare sulle macerie di questo esperimento c’è Manuela Moreno. La padrona di casa di Raiuno, fresca di arruolamento ufficiale da parte di Milly Carlucci come concorrente del prossimo "Ballando con le stelle", si siede comodamente sul trono del pomeriggio portando "La Vita in Diretta" a volare fino al 18.6% di share. La sua trasmissione ringrazia sentitamente la strategia del Biscione: partendo dai decimali più miseri, vede la propria curva impennarsi fino a vincere agilmente il presidio del daytime.
Caro Pier Silvio, forse il tuo pubblico, a cominciare da mammà Carla Dall’Oglio (che in tempi non sospetti ti costringeva a guardare le serie turche sul divano di casa, minacciando di non farsi più trovare se non le avessi comprate) a metà pomeriggio estivo preferisce ancora un bacio rubato sul Bosforo a un’autopsia. Ridateci le fustigazioni d’amore, che di ansia ne abbiamo già abbastanza in bolletta.