Paolo Ruffini in lacrime per il papà a Verissimo. Poi spiazza Silvia Toffanin: "Ma tu oggi che intenzioni hai?"

Ospite di Silvia Toffanin, Paolo Ruffini ha parlato del suo ritorno a Zelig (su Italia 1), della sua famiglia e del desiderio di diventare papà. I dettagli

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Oggi, sabato 6 dicembre 2025, torna un nuovo appuntamento con Verissimo, il noto talk show guidato da Silvia Toffanin che, ogni fine settimana, conquista milioni di telespettatori grazie alle testimonianze e ai racconti dei protagonisti dello spettacolo. In questa puntata sarà presente anche Paolo Ruffini, comico di successo, da poco tornato in onda su Italia 1 con Zelig. Ma vediamo com’è andata la sua intervista.

Verissimo, Paolo Ruffini scoppia in lacrime e ‘gela’ Silvia Toffanin

L’intervista si è aperta parlando subito della nuovissima edizione di Zelig che lo vede al timone. Poi, dal momento ‘spensieratezza’ si è passati a un tasto più delicato: la morte del padre. Silvia Toffanin, a tal proposito, ha affermato: "Tu hai dovuto salutare tuo papà, per esempio, che era una persona molto severa". Al che, Ruffini è scoppiato in lacrime e ha chiesto alla conduttrice: "Ma tu oggi che intenzioni hai?" Poi, ha proseguito spiegando: "Mio padre era una persona molto severa, molto rigida nell’educazione, un militare. Un’educazione rigorosa, perché lui era una persona che lavorava in Marina. Poi ha trovato un lavoro civile, però insomma. Io sono il terzo di tre fratelli, quindi all’inizio mi ci sono scontrato più di tutti, e poi dopo siamo diventati molto legati. Nell’ultimo periodo ero suo fan." Il racconto è proseguito con il comico che ha raccontato come se n’è andato suo padre: "Ci siamo addolciti molto. Poi ho avuto una grande fortuna, perché penso sia una grande fortuna della vita: sono stato con lui fino all’ultimo momento. Mi ha aspettato e se n’è andato una notte, ed io ero lì accanto a lui. È strano da dire, ma il giorno in cui mi sono sentito più vicino a mio padre è stato proprio quello in cui se n’è andato. Però è stata una notte bellissima di preghiere, di gratitudine, di ringraziamento."

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E ancora: "E pensa, l’ultima parola che mi ha detto è stata "malachite", che è una pietra che io mi porto sempre dietro tra i minerali. Questa è l’ultima parola che ha detto, e io me la porto sempre dietro. Adesso il suo comodino è come se lui fosse un po’ ancora lì. Insomma, le persone che mi conoscono bene mi hanno detto che assomiglio molto a lui."

Verissimo, Paolo Ruffini e il rapporto con sua madre: "Ho smesso di dirle Ti voglio bene"

Paolo Ruffini ha anche parlato del rapporto che lo lega a sua madre, rispondendo alla domanda di Toffanin: "E invece la mamma, la coccoli tua mamma? Riesci a dedicarle del tempo?". Lui ha risposto: "Io penso di sì. da qualche anno la chiamo tutte le sere. Ho smesso di dirle "Ti voglio bene", ora le dico "Ti amo", perché "ti voglio bene" era troppo poco. Secondo me arriva un momento. Sai, quando siamo piccoli siamo abituati a pensare che i nostri genitori possano essere degli eroi infallibili, e poi realizziamo che anche loro, giustamente, possono fallire, possono sbagliare, magari possono anche non darci quell’amore incondizionato di cui noi abbiamo bisogno. Quella delusione a volte ti pesa, no? E allora col tempo penso che si arrivi a fare un’operazione molto bella, che è perdonare e amare. Io la mia mamma riesco a perdonarla continuamente, ad amarla con le sue imperfezioni, e ad essere grato per le cose che mi ha dato, con quello che poteva dare lei, con la sua cultura, con quello che è riuscita a fare. D’altronde non esiste una scuola per diventare genitori, quindi ha fatto il lavoro che ha fatto e ne sono molto grato, con tutto quello che significa."

E ha proseguito: "Io ho sempre avuto bisogno che lei me lo dicesse. Ho sempre avuto bisogno. Sai, da bambini magari cerchiamo continuamente quel riconoscimento… guardami, mamma, guardami! Io penso che faccio questo lavoro anche perché, ovviamente, il nostro mestiere ti dà voglia di essere guardato. I primi spettatori sono sempre i nostri genitori, e quando ti manca qualche volta quello sguardo, quel consenso o quella dichiarazione d’affetto, poi quelle sono mancanze che ti lavorano dentro. Io sto cercando di elaborarle piano piano, però pensavo di farlo qui a Verissimo."

Paolo Ruffini e il desiderio di paternità

L’intervista si è conclusa parlando della possibilità (e volontà) di diventare padre: "Sì, ci ho pensato, però è proprio per quello che ti ho detto. Sai, sono scelte. Io sono fidanzato ora con Barbara, e a volte ci si pensa. Se dovesse accadere, saremmo felici. Ma secondo me, ha bisogno di sedimentare un attimo. Sai, siamo sempre a cercare un piccolo equilibrio, che poi non è detto. E allo stesso tempo non è una cosa su cui ci si accanisce".


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