Gigliola Cinquetti, la rabbia di Tenco e il retroscena su Non ho l’età: “Ora non mi criticano più”

Gigliola Cinquetti è stata una delle ospiti di Verissimo nella puntata di sabato 31 gennaio, dove ha parlato del difficile rapporto con Tenco e della sua carriera

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Gigliola Cinquetti
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Gigliola Cinquetti è una delle ospiti di "Verissimo" nella puntata in onda sabato 31 gennaio 2026, con l’obiettivo di raccontare alcuni dei momenti più importanti della sua lunga carriera e alcuni aspetti della sua vita privata.

Verissimo, Gigliola Cinquetti puntata 31 gennaio 2026: una carriera lunghissima e ricca di soddisfazioni

Silvia Toffanin ricorda subito di avere già avuto Gigliola Cinquetti tra gli ospiti di "Verissimo", anche se nell’ultima occasione era con uno dei suoi figli, Costantino, mentre ora è da sola. La conduttrice sottolinea come la sua carriera sia lunghissima, pari a più di 60 anni, lei si schernisce dicendo: "Non me lo dire". Ma Silvia ribadisce di volerlo dire con un intento ben preciso: "Lo dico in positivo, non tutti possono vantare una carriera con questi numeri". La cantante è d’accordo: "È un privilegio, è una cosa di cui sono riconoscente, al pubblico, è stata una lunga corsa. Avevo 16 anni, non avrei mai potuto immaginare di ritrovarmi qui in questa data, davvero un’avventura straordinaria, solo che quando inizia non lo sai. Ero troppo giovane, ma pur avendo fiducia nelle mie capacità e nel mio talento, e ne avevo, pensavo che il successo sarebbe durato poco. Mio padre diceva: ‘Tra un anno tutto torna come prima’, io dicevo: ‘Sì, va bene’, pensavo che avrei fatto un lavoro tipo impiegata, di lavorare con mio padre come disegnatrice nel mondo dell’edilizia, fare progetti, e infatti poi mi sono iscritta alla facoltà di Architettura, ma senza concludere granché, ormai cantavo".

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Toffanin mette in evidenza che evidentemente lei aveva progetti musicali in mente, non architettonici. "Io avevo fatto due licei in contemporanea, frequentavo quello artistico e quello musicale da esterna, era quella la mia strada. Mia sorella ha fatto con me il liceo artistico ed è diventata una pittrice, io una cantante".

La conduttrice fa poi riferimento alla canzone più nota dell’artista, quella che ha dato il via alla sua lunga esperienza artistica quando era ancora ragazzina, ‘Non ho l’età’, chiedendole come viva il tempo che passa. "Molto bene, basta vivere la vita, adesso è diventato così facile, come se fosse un momento in cui tutto ritorna. I miei sono stati realizzati quando non ci pensavo neanche più, ora sento un’armonia nuova, particolare, con le persone, mi piace tantissimo ogni giorno che vivo nella mia casa, con mio marito. Lui mi dice: ‘Mi piace il tempo con te’. Me lo dice da quarant’anni, da un po’ di tempo non litighiamo, questo mi preoccupa un po’. Stiamo sempre insieme, oggi ho preso il treno per venire e l’ho lasciato, se parte lui è la stessa cosa, c’è sempre una piccola sofferenza se stiamo lontani".

Non manca l’occasione per ascoltare la testimonianza di Luciano, il marito della cantante, che si è sposato con lei dopo soli tre mesi di conoscenza. "Gigliola per me significa tutto, condivisione, crescere culturalmente insieme, c’entra non arrendersi mai, c’entra la vita, nella sua complessità e nella sua bellezza". Lei è certamente felice di queste parole: "Che bello, la vita è davvero bella, cerco di farlo capire ai miei figli, alle mie nipoti, ai miei amici. Io ho avuto paura della vita quando ero giovane, per questo capisco la complessità che vivono i giovani, la vita può anche fare paura, si possono fare scelte sbagliate, temere di sbagliare, deludere se stessi e compromettere un proprio sono. Sono timori che passano, ci si rende conto che è andata bene anche se è andata come temevamo, a me per esempio è capitato che quando cantavo ‘Non ho l’età’ io dicessi: ‘Non mi resterà appiccicata per tutta la vita, sarebbe un incubo’, e invece è successo, mi è rimasta appiccicata e non è un incubo, ma una cosa stupenda. Si cambia prospettiva, è andata bene così".

Cinquetti chiude il suo intervento sul modo in cui ha affrontato le critiche: "Ne sento la mancanza, è un po’ di tempo che non mi criticano più, si vede che non conto niente, quando si è criticati vuol dire che si conta qualcosa e che ci sono dei critici. C’erano dei critici autorevoli ai miei tempi, altri meno ma che criticavano a tutto spiano, erano gli anni della contestazione, era di moda contestare, ma la gioventù è forte, io avevo le spalle grandi. C’erano i critici di professione a cui devo dire grazie, mai hanno detto che avevo una bella voce o che avevo cantato bene, ma sono stati un elemento di stimolo, io miglioravo sempre e mi perfezionavo. Luigi Tenco non mi poteva vedere, ero il simbolo di quello che detestava, me lo disse in faccia, l’ho apprezzo perché era una forma di onestà, voleva dire quello che pensava di me dopo avermelo detto in faccia, era tipico della cultura che dominava in quegli anni. Noi giovani erano protagonisti, erano gli anni in cui si è scoperto dove si è scoperta l’esistenza dei consumatori, anche essere ribelli era diventata una moda, io non lo ero abbastanza, cantavo ‘Non ho l’età’, quindi dicevo no. Questo no ai maschi non piaceva, oggi le cose sono diverse".

L’artista ha però anche progetti importanti per il suo futuro: "Sono anni che non vado a sciare, vorrei andarci, ho il terrore che qualcuno pensi che non scio più. Voglio che qualcuno mi inviti in montagna a sciare. Oltre a cantare in teatro, farò un personaggio meraviglioso, Beatrice di Dante, debuttiamo a New York il 24 marzo con la regia di Luciano, mio marito, che fa la regia di tutto quello che faccio a teatro. Sono entusiasta di quello faccio" – ha concluso.


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