Carlo Conti a Verissimo, il retroscena su Sanremo: "Ecco quando mi sono commosso". Poi l'ammissione sul suo conto corrente

Carlo Conti è stato per la prima volta a Verissimo domenica 1 febbraio 2026, è stata l'occasione per raccontarsi, tra dolori e gioie nel privato e il successo in Tv

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Carlo Conti Verissimo
Mediaset Infinity

Carlo Conti era certamente uno degli ospiti più attesi di domenica 1° febbraio 2026 di "Verissimo", soprattutto perché era la sua prima volta nel programma di Canale 5, e non ha deluso le aspettative. L’appuntamento con il Festival di Sanremo, di cui sarà ancora conduttore e direttore artistico si avvicina, per questo è naturale attendersi da lui qualche rivelazione su quello che vedremo.

Carlo Conti, Verissimo 1 febbraio 2026: gli affetti e il successo

Silvia Toffanin accoglie Carlo Conti manifestando subito il suo orgoglio per la sua presenza in studio dicendogli: "Ce l’abbiamo fatta, benvenuto a ‘Verissimo’ e a Canale 5", segno evidente di come l’avesse corteggiato in passato puntando ad averlo tra gli ospiti.

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Lui dice subito: "È la mia prima volta, non su Canale 5, ma in questi studi meravigliosi. Gerry mi ha detto: ‘Se vai da Silvia portati un fazzolettino, ci si commuove’, ci sono già quindi tutto a posto". La conduttrice sottolinea di voler "raccontare il suo essere babbo, figlio, artista e uomo". Lui replica: "Per me è importante dire babbo, da buon fiorentino una delle cose a cui teniamo è dire babbo e non papà, mi piace questa cosa".

Toffanin parte invitandolo ad analizzare la sua carriera: "Il mio primo contrattino in Rai è datato 1985 con ‘Disco Ring’, quindi lo scorso anno ho festeggiato i 40 anni, anche di fedeltà verso la Rai. Prima avevo iniziato con le radio, facendo un po’ di tutto. I o scherzo sempre dicendo che quelle erano radio private, nel senso che erano private di tutto, c’erano un mixer, un microfono, parlavi. Era un momento bellissimo, abbiamo conquistato l’etere e imparato moltissimo, parlo al plurale perché riguarda me e tanti amici e colleghi che oggi sono i protagonisti della Tv". Poi Carlo Conti racconta un retroscena inedita relativo alle sue esperienza col Festival di Sanremo: "A Sanremo mi sono emozionato solodue volte, nel 2015, quando ho fatto la prima puntata, e nel 2017 quando arrivarono Giorgio e Leonardo. Con loor siamo più fratelli nella vita che nello spettacolo. Leonardo l’ho conosciuto nell’82. Giorgio invece nell’85".

Si prosegue con un servizio in cui si parla della sua infanzia, ma anche della sua vita attuale e di come l’incontro con sua moglie Francesca, da cui ha avuto Matteo, gli abbia cambiato la vita. Lui ringrazia per questo commuovendosi, sottolineando che evidentemente Scotti aveva ragione sulla possibilità di commuoversi in onda. La conduttrice lo invita poi a parlare di come lui sia legato alla parola "babbo" pur non avendola mai potuta dire: "Mai, il mio babbo è morto quando io avevo 18 mesi, la mia mamma è stata molto forte, avrei potuto chiamare babbo la mia mamma perché aveva degli attributi notevoli, si è rimboccata le maniche e mi ha tirato su da solo. Mi sono chiesto: ‘E se fosse successo il contrario, se io avessi perso mia mamma e mi avesse cresciuto il mio babbo sarei stato quello che sono, ma non lo so. Molto merito di quello che sono ce l’ha quella signora lì (dice osservando una foto della mamma, ndr). Abbiamo speso molti soldi per curare il babbo, ha avuto un tumore ai polmoni, abbiamo fatto tutte le prove sperimentali possibili negli anni ’60, poi lei diceva che quando non ha avuto più gli occhi per piangere le hanno detto che non c’era più niente da fare. Lei ha ritrovato grandi forze per rimboccarsi le maniche e tirare su questo Calimero, che qualche soddisfazione gliel’ha data".

Toffanin fa poi una domanda specifica. ma non così banale: ‘Sei stato un bravo figlio?". Lui ribatte: "Non lo so, lei non mi ha mai detto ‘bravo’, ma probabilmente, sotto sotto… Non mi dava tanta soddisfazione, ma sono sicuro che lei sia stata contenta. Lei mi ha fatto da babbo, faceva mille lavori per tirarmi su, ma non c’è mai stato un giorno in cui tornavo da scuola e in cui tavola non fosse apparecchiata. Era in quel momento in cui io e lei ci ritrovavamo per chiacchierare, ed era importante". La conduttrice prosegue: "Tu che babbo sei?". La risposta è sincera: "Cerco di togliere il telefonino a mio figlio, sembra una convenzione internazionale averlo in prima media, io e mia moglie abbiamo ceduto, dosandolo perché credo sia uno dei problemi della nuova generazione. Parliamo di dipendenza dalle droghe, ma quella dal telefonino deve essere osservata con attenzione, è già una dipendenza per noi, inizia a esserlo per le nuove generazioni. Ho fatto una scelta di vita lasciando il preserale, così non ho un impegno quotidiano, ci siamo trasferiti a Firenze e mi godo di più la famiglia. Con il matrimonio sono passato dall’io al noi, con la nascita di Matteo le priorità sono cambiate, grazie a Dio ho avuto la fortuna gigantesca di poter rallentare il lavoro, visto che le disponibilità economiche non mancano per fortuna, anche se sono partito da zero, anzi forse da meno zero".

Parlare del suo essere padre fa piacere a Conti, cosa avvenuta a oltre 50 anni, Toffanin chiede se lui volesse altri figli: "Non lo so, dico che con i se e i ma non si può fare, devi vivere in ogni momento la vita, se mi ha portato a questo vuol dire che era il momento giusto. L’ho fatto sia a livello professionale, non ho mai rincorso niente, tutto è arrivato naturalmente, spero nel momento giusto, lo stesso nella vita. Se avessi fatto un figlio prima forse non sarei stato pronto, è arrivato con la persona giusta nel momento giusto".

Non poteva mancare un accenno a sua moglie Francesca, a cui è legato da tempo: "I conti sugli anni li tiene lei, c’è stata una prima parte di alti e bassi per colpa mia, non ero pronto, volevo essere maturo e consapevole, diciamo così. Antonella Clerici è stata complice, nella fase dei tira e molla io ho detto: ‘Ho capito che la donna della mia vita è Francesca’, lei quindi mi ha detto: ‘O vai e le porti un bell’anellino e le dici ti sposo seriamente, sennò non ti presentare’, e così ho fatto. Dopo pochi mesi siamo arrivati alle nozze. Sono un bravo marito? Devi chiedere a lei, ma credo di sì, almeno ci provo, anche con delle piccole cose e piccoli gesti, svegliarsi la mattina e portare il caffè a letto è un piccolo gesto e io lo faccio. Ho letto, prendete nota, che se uscendo di casa si dà un bacio alla moglie si vive più a lungo, io lo faccio tutte le mattine. C’è molta complicità, ci piacciono le stesse cose, una vita normale, uno dei momenti più belli è la spesa al supermercato fatta insieme. A me piace la memoria, è importante ricordare per apprezzare quello che hai, crescere, non dimenticare da dove vieni e capire le evoluzioni. Vivendo la normalità non mi rendo conto di entrare nelle case delle persone. Non mi emoziono, a Sanremo è successo solo due volte, nel 2015 alla mia prima puntata, e nel 2017 quando sono arrivato dal fondo Pieraccioni e Panariello come ospiti, lì ho detto: ‘Guarda dove siamo arrivati'".

Si chiude con una domanda esplicita, ma non banale: "Quando hai capito che ce l’avevi fatta?". Lui non si sottrae: "Mai, l’ho capito dal conto corrente, lì ho visto che era cambiato qualcosa dalla radio a oggi. per il resto dentro sono rimasto lo stesso. Credo che la mia normalità sia la mia fortuna, qualcuno la critica, dice che sono troppo normale, ma io sono così".


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