Enrica Bonaccorti, la figlia Verdiana racconta le sue ultime ore: "È stata una notte magica e spirituale. Esistono livelli diversi"

Verdiana Bonaccorti, figlia di Enrica, ha raccontato a Verissimo dmenica 5 aprile 2026 gli ultimi momenti trascorsi al fianco di mamma Enrica, scomparsa lo scorso 12 maarzo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Verdiana Bonaccorti, figlia di Enrica, è stata una delle ospiti di Verissimo nella puntata di Pasqua, in onda domenica 5 aprile 2026, dove ha approfittato dell’occasione per ricordare la sua celebre mamma, scomparsa solo poche settimane fa.

Verdiana Bonaccorti a Verissimo 5 aprile 2026: il ricordo di mamma Enrica

Silvia Toffanin invita il pubblico in studio a fare un omaggio in onore di Enrica Bonaccorti, scomparsa lo scorso 12 marzo a causa di un tumore al pancreas, per poi accogliere la sua unica figlia, Verdiana, a cui era legatissima.

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La conduttrice parte subito con una domanda semplice, ma che non è poi così scontata, ovvero: "Come va?". Le risponde: "Non lo so, sono sospesa, sono piena di lei, è dentro di me, è accanto. Credo di dovere ancora un po’ capire, abituarmi non so, credo di dover imparare ad avere una nuova vita".

Le due infatti vivevano letteralmente in simbiosi, soprattutto negli ultimi anni: "Eravamo sempre insieme, vivevamo nella stessa casa". A gennaio la conduttrice era stata in Tv, proprio a "Verissimo", in quell’occasione lei aveva rivelato di dover fare altre sedute di chemioterapia, ma di non avvertire dolori, per questo Toffanin vuole sapere cosa sia successo da allora, visto che lei sembrava positiva: "Lo confermo, il 18 febbraio ha avuto un malore improvviso, un’emorragia a dire la verità, ha preso l’ambulanza, è stata ricoverata, è stata operata in quella notte, una notte infernale, lì ho capito che non fosse così scontato pensare che ne sarebbe uscita. Mi hanno detto: ‘È molto grave, ha perso tanto sangue’, mi sono trovata a firmare cose, non capivo niente, ho solo abbracciato il chirurgo e gli ho detto: ‘Fai un buon lavoro‘. Lei ne è uscita, sembrava una forza della natura, è stata in terapia intensiva per cinque giorni, si era ripresa. Addirittura l’unico problema erano le cosine alle dita, per questo mi ha chiesto di continuare a scrivere il suo libro, lei era ligia nelle sue cose, aveva voglia di continuare a scrivere per passare il tempo, nei giorni in terapia intensiva lei dettava e io scrivevo. Lei stava bene, stava meglio, facevamo progetti, l’11 marzo era prevista la presentazione del libro, il 12 è volata via, pensa".

La conduttrice chiede a Verdiana Bonaccorti degli ultimi momenti di vita della mamma: "Io ero lì con lei, mi sono trasferita in clinica 22 giorni, ero come in una realtà parallela, eravamo insieme in camera, lei era felice di questo. Sono stati giorni surreali, quando si dice che conta la qualità del tempo, per me la situazione non sembrava così veloce, siamo state davvero molto vicine, abbiamo condiviso quello che lei voleva condividere con me, io mi scocciavo e invece è stato un tempo meraviglioso. Lei diceva di cosa doveva mettere a posto, che doveva scusarsi per la presentazione del libro che era stata rimandata, a volte non riusciva a rispondere a tutte le telefonate, ma voleva parlare con tutti. È successa una cosa strana, quando si è svegliata dopo la terapia intensiva ha preso il telefono e ha chiamato persone che non sentivamo da anni, lei diceva: "Stanotte stavo per morire, voglio celebrare la vita, quindi ti volevo salutare’. Io mi sono resa conto che lei avesse una consapevolezza enorme di tutto, molto più di me, aveva capito tutto. C’è stata questa celebrazione, amici e persone che mi chiamavano incredule, io le ho detto: ‘Guarda che devo gestire tutte le tue cose, sono troppe persone’, ma lei diceva: ‘Bisogna celebrare la vita‘. Senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta mio figlio ha fatto una sorpresa a mamma, è arrivato la sera verso le 10.30, sono stati insieme tante ore, lui ama cantare, io sentivo che lui cantava con lei, ma non sapevo di cosa stessero parlando. È stato un ultimo incontro senza volerlo meraviglioso. Mio figlio è molto chiuso, ora cerca di essere l’uomo di casa, anche perché siamo solo io e lui".

Non manca un tributo del programma alla conduttrice, che Verdiana guarda con piacere pur senza resistere alla commozione: "Grazie, fino all’ultimo l’affetto le è stato accanto, è stato fondamentale. Le ha fatto di un bene tutto questo, era anche imbarazzata, si è meritata tutto, sempre di più mi rendo conto di che donna incredibile sia. Ho una grande responsabilità, spero di renderla sempre fiera. È una spina dorsale che mi si spezza, ma dobbiamo restare dritte".

Silvia sa che Verdiana ha sentito in ospedale qualcosa quando la mamma si stava lentamente spegnendo, cosa che l’ha spinta a parlarle:

"Si è spenta piano piano, è stata una notte magica, un po’ spirituale, non so come definirla, ho avuto la fortuna di avere accanto nelle ultime tre sere una persona che lavorava con i malati terminali, sapeva come aiutare in questi momenti. Mamma è volata via alle 7.30 di mattina, in quella notte questa signora mi ha guardata, io ero agitata, arrabbiata, sofferente, non la volevo vedere così, lei mi ha detto: ‘Se non la lasci andare lei non se ne va, è il momento. Vedi che non sta bene, ti assicuro che se le parli lei ti sente. Fidati, lasciala andare tu, altrimenti per te se ti vede così non se ne va, non ti molla se non sei pronta a lasciarla’. Alle 6 di mattina questa signora è andata via, io sono entrata con lei, le ho parlato, lei un’ora dopo in maniera dolce è volata via. Io le ho detto: ‘Ok, va bene, ti lascio andare’, le ho detto che andava bene così, che non dovevo essere egoista, non dovevo continuare a tenermela vicino in senso fisico, così è successo. Io non mi rendevo conto che l’unione nella vita c’è anche in quei momenti, non la mollavo, è stato giusto così, parlarle, mi ha sentito. Il respiro dopo quel discorso si è calmato, abbiamo respirato fino all’ultimo insieme, credo di avere fatto bene a lasciarla andare. Le ho fatto capire che ce la facevo, era sinonimo di egoismo volerla tenere vicina, non c’era più niente da fare, è inutile attaccarsi, vedevo una sofferenza oggettiva. Io sono molto terrena, ho vissuto ore uniche, importanti, continuo a pensare che ci sono dei livelli diversi, non può finire tutto così, ne sono sicura. Questa è stata la prova, lei aspettava paradossalmente che io fossi pronta, non lei"

Silvia Toffanin concorda e piange con lei, avendo perso anche lei la mamma qualche anno fa.


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