Venezia 83, movimento Venice4Palestine e bandiera palestinese esposta al Lido per la Mostra del Cinema
Nuovo appello alla Biennale: chiesta trasparenza lungo la filiera cinematografica e lo stop agli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano

L’83ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si avvicina e le polemiche attorno alla Biennale non si placano: l’ultima della lista riguarda Venice4Palestine, movimento che riunisce artisti, giornalisti e attivisti e che chiede di usare i red carpet per lanciare un messaggio a sostegno della popolazione palestinese, devastata dagli attacchi israeliani in seguito al 7 ottobre 2023 e minacciata dalle violenze dei coloni. Le richieste mosse alla direzione del Festival sono ben precise. Tra queste, la possibilità di esporre la bandiera palestinese durante la proiezione dei due film nazionali in concorso, oltre che quella di terminare ogni collaborazione con enti e istituzioni riconducibili al governo israeliano.
Venezia 83: nuovo appello del movimento Venice4Palestine riguardo la guerra in Palestina
A un anno di distanza dal precedente comunicato, ecco un altro appello del movimento Venice4Palestine. All’alba dell’83ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, vengono mosse alla Biennale diverse richieste formali. La prima prevede l’esposizione della bandiera palestinese durante la proiezione dei film Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan. La seconda prevede la domanda di trasparenza lungo la filiera cinematografica, parallelamente alla sospensione di ogni collaborazione con enti e istituzioni israeliane. Tra i firmatari dell’appello ci sono la scrittrice Nobel per la letterature Annie Ernaux, il musicista e membro fondatore dei Pink Floyd Roger Waters e il regista nostrano Matteo Garrone.
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Entra nel canale WhatsAppRispetto a un anno fa, sottolinea l’appello, "per il popolo palestinese non è cambiato nulla e le lacrime non bastano ad assolverci: sono piuttosto l’evidenza che non riusciamo ad attingere con sufficiente forza al nostro potere d’azione collettivo". Per i promotori "l’eccezionalità del momento storico che viviamo ci impone di isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico". Il boicottaggio, sottolineano, "non prende di mira l’identità in quanto tale ma agisce proprio sui meccanismi di complicità".
Un appello sostenuto da varie associazioni italiane
Le richieste mosse da Venice4Palestine sono sostenute anche da associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, BDS Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, FRACBI (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, AMLETA e UICD – Unione Italiana Casting Directors, Voci per la Palestina.
Il collettivo invita inoltre i lavoratori e le lavoratrici del cinema e dell’audiovisivo a partecipare al panel "Eppure Gaza continua a bruciare – a cosa serve vedere se non ad agire?", in programma martedì 8 settembre alle 17.30 alla Casa degli Autori, nell’ambito delle Giornate degli Autori, con la partecipazione di esperti di diritto internazionale, Global Sumud Flotilla, USB Mare e Porti/CALP Genova, per costruire insieme strumenti legali e contrattuali per rifiutare la complicità.