Venezia 83, Paolo Strippoli racconta una tragedia familiare in L'Estranea: la rivelazione di Valeria Bruni Tedeschi
Ecco ciò che abbiamo raccolto dalla conferenza stampa di presentazione del film al Lido, alla presenza di cast, regista e produzione

Esordio in concorso all’83ma Mostra del cinema di Venezia con L’estranea per il giovane regista Paolo Strippoli, già in sala lo scorso anno con La Valle dei Sorrisi e nel 2022 con Piove. Una pellicola che, come ha rivelato lo stesso regista pugliese alla conferenza stampa al Lido, chiude un’ideale "trilogia della pioggia" formata assieme alle due pellicole già citate. Nel cast, oltre a Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano e Adriano Giannini ci sarà Valeria Bruni Tedeschi, che ha confessato un "particolare" legame con il personaggio che porta in scena, appunto l’Estranea. Il film sarà in sala dall’8 ottobre 2026.
Valeria Bruni Tedeschi su L’Estranea: "È un personaggio che conosco benissimo, è parte di me"
A domanda diretta, in merito a come abbia approcciato il personaggio di cui veste i panni in L’Estranea, Valeria Bruni Tedeschi ha affermato che "È una vecchia amica della mia età, con due-tre anni meno di me. È sempre dentro di me, mi ha sempre proposto dei dilemmi, dei commerci, delle scelte da fare. A ogni passo mi scegliere di chiedere tra il mio piede sinistro e il mio piede destro. Quando Paolo mi ha proposto questo personaggio mi è sembrato solo di dover chiedere a questa vecchia amica se voleva fare il film".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppPaolo Strippoli dirige una tragedia familiare legata ai Colonna la cui matriarca, Anna (Jasmine Trinca) aveva stretto un patto faustiano anni prima con un’entità, L’Estranea (Bruni Tedeschi), in cambio della salvezza di Alice (Romana Maggiora Vergano), sua figlia maggiore. Un nuovo viaggio nell’orrore e nel thriller per Strippoli, generi in cui il regista pugliese sembra trovarsi particolarmente a proprio agio.
La sfida personale di Romana Maggiora Vergano
Numerose le domande rivolte dai presenti in sala al cast e alla produzione, tra cui una a Valeria Maggiora Vergano, nel film Alice. "È una sfida perché è una figlia che scappa, fuggendo sia dalla madre sia dalla definizione stessa di figlia. Per emanciparsi e iniziare un percorso di conoscenza di sé deve scappare da Bari e si rifugia a Roma, chiudendo i ponti più convenzionali con questo nucleo familiare", ha raccontato la giovane attrice. Una sfida anche personale, partita dall’impostazione stessa del costume di scena: "Con Paolo (Strippoli, ndr) siamo partiti dal costume. Lui mi ha tagliato i capelli, o meglio, è una parrucca molto ben fatta. Mi ha tolto questa "coperta di linus" e ha esposto questa zona del corpo, la nuca, molto vulnerabile. Sono entrata in questa stanza coi piedi scalzi e la nuca scoperta, quindi agendo in un terreno che non mi faceva sentire a mio agio. Mi ha liberato da molte armature che ho come giovane donna e interprete".
Lo stesso Strippoli ha confidato ciò che aveva in mente quando si è trovato a dover mettere nero su bianco la sceneggiatura, scritta assieme a Salvatore De Chirico. "Ho voluto riportare questa euforia (quella della vittoria dei Mondiali del 20006, ndr) in uno dei momento più tristi della famiglia Colonna. Il sentimento prevalente che doveva venire fuori da questo film è la tragedia. Perché la vita è una tragedia: succedono cose bellissimi mentre succedono cose orribili. Per una persona può essere il momento della caduta nel baratro mentre per il mondo può esserci la felicità generale". ha raccontato.
