The Echo Chamber a Venezia 83, Luca Marinelli incantato da Vikander e Sarandon. Poi la confessione di un'attrice: "Ero vulnerabile"
Si è tenuta la conferenza stampa del film in concorso a Venezia 83: il racconto del cast e la genesi del progetto partito da un'idea di Bernardo Bertolucci

In concorso a Venezia 83, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro ha tenuto la sua conferenza stampa con il regista, le sceneggiatrici Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, e il cast composto da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Al centro dell’incontro, la genesi travagliata del film, nato da un’idea originale di Bernardo Bertolucci e i temi di intimità, dipendenza e controllo che attraversano la storia d’amore tra i due protagonisti.
Da un’idea di Bernardo Bertolucci al debutto di Andrea Pallaoro
Ludovica Rampoldi, con voce commossa, ha ripercorso la nascita del progetto: alla fine del 2017 Bernardo Bertolucci incontrò lei e Ilaria Bernardini con uno spunto narrativo, la storia di un uomo e una donna che abitano lo stesso appartamento senza mai incontrarsi. Il lavoro proseguì per mesi fino a una seconda stesura, tradotta in inglese nell’ottobre 2018.
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Entra nel canale WhatsAppA novembre, la notizia della morte di Bertolucci arrivò lo stesso giorno della mail del traduttore con il copione completato: "Da lì il copione è rimasto orfano di regista", ha raccontato Rampoldi. Anni dopo, Andrea Pallaoro ha ripreso quelle pagine: il regista ha spiegato di aver accettato l’incarico soprattutto per il sostegno delle due sceneggiatrici, filtrando la storia attraverso "una mia sensibilità, una mia visione" pur restando fedele a temi che sentiva già suoi: il confine tra identità individuale e identità di coppia, tra dipendenza e intimità.
Susan Sarandon, il legame con Bertolucci e l’appartamento "personaggio"
Susan Sarandon ha ricordato l’impatto de Il Conformista, "non sapevo che il cinema potesse anche fare questo" e l’amicizia nata con Bertolucci attraverso la sua relazione con Louis Malle, definendolo "una persona completamente diversa" dall’autore dei suoi film.
Sul set, l’attrice ha sottolineato una sensibilità "molto europea, molto italiana" capace di raccontare per immagini più che a parole. Anche l’ambientazione ha avuto un ruolo chiave: per Alicia Vikander l’appartamento londinese non è un semplice set ma "un personaggio all’interno del film, un luogo di memoria ma anche di controllo", dove oggetti quotidiani, una tazza, un cuscino, uno spazzolino, diventano "un’architettura di desiderio, di bisogno e di controllo".
La musica di Clément Ducol e la fiducia tra i protagonisti
Le scene musicali, firmate dal compositore Clément Ducol, sono state definite da Marinelli un elemento di collante tra i personaggi, mentre Vikander ha ammesso la propria vulnerabilità nel cantare per la prima volta: "Non canto, mi sono sentita incredibilmente vulnerabile", ma ha riconosciuto la vicinanza di cast e regista in questa nuova attività.
Marinelli ha inoltre condiviso un ricordo personale del lavoro con le due colleghe, citando un testo di Eduardo De Filippo: "Ho mancato la battuta per ascoltarla", per descrivere quanto restasse rapito osservando il loro processo creativo. Sarandon ha infine colto l’occasione per parlare del proprio impegno pubblico a sostegno della causa palestinese, sottolineando come alcune posizioni nell’industria restino ferme nonostante il cambiamento nella narrazione pubblica sul tema.
