Venezia 82, Jude Law è Putin nel film Il mago del Cremlino: "Non ho paura. Ecco la cosa più difficile"
Oggi, domenica 31 agosto, la conferenza stampa del film Il Mago del Cremlino, film in Concorso a Venezia 82 e con protagonista Jude Law nei panni di Putin

Oggi, domenica 31 agosto, è il giorno di Jude Law, che nel film Il mago del Cremlino, in Concorso a Venezia 82,veste i panni del Presidente della Russia, Vladimir Putin. La pellicola racconta l’ascesa al potere del presidente russo mescolando verità e finzione, e lo fa attraverso il punto di vista del suo spin doctor Vadim Baranov (interpretato da Paul Dano). In conferenza stampa, insieme al resto del cast – Dano (lo spin doctor è ispirato all’ex consigliere di Putin Vladislav Surkov) e Alicia Vikander e al regista Olivier Assayas -, l’attore spiega qual è stata la cosa più difficile nell’interpretare l’uomo di potere, oltre ad affermare di non avere timore di possibili conseguenze per aver dato il volto a Putin nel film. Ecco cosa hanno detto Jude Law e il regista su Il mago del Cremlino a Venezia 82.
Il mago del Cremlino a Venezia 82: Jude Law è Putin nel film di Assayas
Il mago del Cremlino è un film che racconta l’ascesa di Putin ma il cui intento vero e proprio è quello di dare vita a una riflessione sulla politica moderna, sul . Anzi, come dice il regista Olivier Assayas, è un film "su come si è trasformata la politica nell’arco delle nostre vite" e non, come sottolineato anche nel comunicato ufficiale, "sull’ascesa di un uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere o sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica allo stesso tempo, nuovamente soggiogata dal totalitarismo". Il regista ha inoltre detto che per il ruolo di Vladimir Putin voleva "un attore bravissimo, che capisse tutte le sfaccettature del personaggio e che fosse in grado di ricrearlo da dentro (…) Qualcuno con forza, intelligenza e capacità straordinarie".
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Entra nel canale WhatsAppPoi la parola è passata a Jude Law, vero protagonista della storia tratta dal romanzo di Giuliano da Empoli, la cui sceneggiatura è stata scritta a quattro mani dallo stesso Olivier Assayas ed Emmanuel Carrère. L’interprete ha spiegato di aver studiato i materiali d’archivio in suo possesso per entrare il più possibile nei panni di Vladimir Putin e ha svelato di non aver avuto paura di interpretare quest’ultimo: "Spero di non essere stato ingenuo, non ho certo pensato a possibili ripercussioni. Mi sono messo nelle mani di Olivier e della sceneggiatura per raccontare un personaggio all’interno di una storia molto più grande, mi sentivo sicuro che questa storia sarebbe stata raccontata con intelligenza, sfumature e considerazione. Non volevamo la polemica fine a se stessa, né stavamo tentando di definire nulla su nessuno".
E poi rivela: "Abbiamo cercato di trovare dei tratti familiari su di me", perché "non doveva essere un’imitazione di Putin, e il regista non voleva che mi nascondessi dietro una maschera di protesi", aggiungendo inoltre che la sua più grande difficoltà nel recitare questo ruolo è stata "rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela nulla e mostrare comunque emozioni. Come attore ero in conflitto tra il cercare di rivelare poco e sentire molto. Per me è stato tutto una rivelazione perché sapevo bene poco di lui. Ho dovuto adottare una recitazione interiore". Da citare è anche la scelta di non interpretare Putin con l’accento russo nel film. Infine, scopriamo che per il ruolo Jude Law ha imparato il judo, uno degli aspetti che l’attore considera positivo.
